iscritti

news..


GUARDA LE FOTO

fotografie di Giovanni Paolo Villa

foto STRAVILLASANTA 2014

foto prima parte .......... foto seconda parte .......... foto terza parte

CLASSIFICA

Il Direttivo ringrazia tutti i Partecipanti, Sponsor, Collaboratori e il Comune di Villasanta per aver contribuito alla buona riuscita della manifestazione.
Arrivederci nel 2015 con la prima edizione della STRAVILLASANTA BY NIGHT.

un ringraziamento particolare a tutti i runner che ci hanno permesso di donare €.400 alla S. Vincenzo di Villasanta

PRESENTAZIONE STAMPA STRAVILLASANTA - 06.11.2014 -

Oggi, presso la sala consigliare del Comune di Villasanta, si è svolta la conferenza stampa della 13° STRAVILLASANTA , corsa non competitiva in programma per il 16 novembre p.v. e organizzata dal G.P.V. - Gruppo Podistico Villasantese-.

Dopo un'introduzione sulla storia e le varie manifestazione organizzate dal G.P.V. nel corso degli anni , si è entrato nel merito della 13° STRAVILLASANTA. Il Presidente Elio Riboldi ha ricordato che la manifestazione è innanzitutto la corsa dei Villasantesi, e che da quest’anno, nell’ottica di dare un concreto aiuto alle famiglie in difficoltà di Villasanta, il ricavato sarà interamente devoluto alla San Vincenzo. Contiamo quindi in una numerosa partecipazione dei Villasantesi e non per una ricca giornata di sport e soprattutto di solidarietà!

La conferenza è stata anche l’occasione per annunciare il progetto di realizzare tra maggio e giugno 2015 una STRAVILLASANTA By night, da correre nel circuito cittadino e in concomitanza con altre manifestazione collaterali.

Un momento di emozione è stato condiviso con i presenti con la nomina a Presidente Onorario del G.P.V. di Mario Ancri, Villasantese DOC e fondatore del gruppo podistico. Uomo che ancora oggi contribuisce attivamente alla diffusione della “cultura dello sport”, e con alle spalle ben 30 Monza-Resegone ultimate!

Nel corso della conferenza è intervenuto Michele Ceccotti di Affari & Sport che ha confermato, ancora una volta, il suo supporto alla manifestazione in qualità di sponsor tecnico e ha voluto evidenziare quanto la buona riuscita di questo tipo di manifestazioni si ottenga soprattutto grazie al buon lavoro svolto insieme da tutti gli attori coinvolti.

A chiusura della conferenza, nel ringraziare i presenti e gli organizzatori , il Sindaco Luca Ornago ha sottolineato il valore di queste manifestazioni e l’importanza di comunicarle alla Cittadinanza attraverso i migliori canali e media, per garantire la più ampia partecipazione alle iniziative proposte. Il G.P.V. ha dimostrato di condividere a pieno le parole del Sindaco Ornago raccogliendo fin da subito l'Invito dell'amministrazione comunale e organizzando la conferenza stampa presso la sala consigliare del Comune.


Foto

23 Marzo 2014 data memorabile..................
sulle strade della Roma Antica 20 mila runners spinti dallo stesso inequivocabile motivo..............
arrivare alla fine.
Si e' disputata la 20° "Maratona di Roma " 41,197 km.

E' difficile trasmettere in poche righe le emozioni vissute al mio esordio in Maratona. Ad ogni modo, provero' a spiegare questa mia senzazionale esperienza in maniera sintetica. E' con il senno di poi che penso di avere scelto di disputare una Maratona fra le piu' complicate; in quanto tra cambi di direzione (almeno 70) e circa 7 km di San Pietrini non e' stata impresa facile portarla a termine.

Per quanto mi riguarda, questa e' stata per me una sfida personale, ho volutamente scelto di partecipare a questa Maratona in quanto per me' Roma rappresenta la "Bellezza e la Forza" non solo nei monumenti e nelle innumerevoli opere d'arte che custodisce, ma anche nella sua capacità di accogliere. Roma e' teatro naturale e scenario di grande bellezza; mi ha regalato durante la corsa, km. dopo km. intense emozioni , aggiungerei ...concedetemi un pizzico di modestia, difficili da dimenticare.

Al momento dello schieramento nelle Gabbie (io ero destinata alla "C"), con tempi che vanno rispettivamente dalle 4 h alle 4h e 40 minuti circa. (questa la stima) e l'obbiettivo da me imposto durante tutta la mia preparazione atletica in circa 12 settimane di duro lavoro sotto l'acqua battente di questo lungo e scorso inverno piovoso. Considerando il mio personale risultato finale, non mi sono discostata troppo dal mio obbiettivo d'arrivo iniziale. Riflettendo pero', avrei potuto fare anche meglio.
Penso che avrei potuto guadagnare ancora 10/12 minuti sulla tabella di marcia, per tutta una serie di motivi che non spieghero' in questa occasione, almeno non per il momento.

IMPIEGATE REAL-TIME ESATTAMENTE 3 H. 54 MINUTI
CLASSIFICATA: 6.472 ASSOLUTA (su circa 15.000 arrivati al traguardo)
138° PER CATEGORIA (Eta')
570° DI TUTTE LE PARTECIPANTI DONNE (circa 4.000)

La difficolta' iniziale, dove si e' "scatenato davvero l'inferno" nota citazione del "il Gladiatore"...... acqua, tanta e vento, non mi hanno dato mai motivo di preoccupazione; era destino che la pioggia dovesse essere anche in questa grande occasione, la mia compagna di viaggio........e che viaggio. Runners schierati alla partenza, inseriti nei propri spazi, festanti e provenienti da ogni dove. Tutti matti, me compresa, nell'attesa l'adrenalina saliva su fino alla testa, boati, urla e go.go.go....

Allo start e passato il pallone di inizio gara, sfilato di dosso il sacco che mi proteggeva dalla pioggia battente e freddo. E' a questo punto che e' cominciata la mia grande sfida.

Appagata interiormente e con la gioia nel cuore ho iniziato a correre, tutto intorno a me a cominciato a prendere forma; gioco forte la cornice della citta' con i suoi grandiosi monumenti e paesaggio di straordinaria bellezza che nonostante il tempaccio accanitosi contro quasi 20 mila runners hanno dato la giusta carica emotiva in corpo, quella sperata. Per non parlare della folla, fiumi di persone accalcate ai bordi delle strade, in qualche occasione anche a rincorrerci per caricarci con la giusta dose di parole e complimenti.
Dico grazie a questo meraviglioso pubblico, senza il quale lo spirito della Maratona non avrebbe lo stesso significato.
Di grande aiuto, sostegno morale e fisico, pronto ad esultarti e chiamarti per nome ....KATIA FORZA ....SEI GRANDE.....!! VAI AVANTI E NON FERMARTI.

Mai un attimo di esitazione, la grande voglia di fare bene e di arrivare bene fino in fondo con testa,cuore e gambe, mi hanno aiutata e sostenuta fino all'ultimo estenuante km. dove per'altro non so' come, ho azzardato uno sprint finale, aumentando il passo al km.

Fin dall'inizio ho sognato di portare a casa la medaglia...me la sono andata a prendere!

Oggi la voglio condividere con Voi, seppure in modo virtuale unitamente ad alcuni scatti riferiti ad alcuni momenti piu' belli trascorsi e oramai indelebili nella mia mente.

L'occasione mi e' gradita per ringraziare tutto lo staff G.P.V. che ha reso possibile questo mio grande
sogno; nonche' per l'opportunita' concessa di potere raccontare e pubblicare sul sito il mio personale pensiero sulla Maratona di Roma 2014.

A presto.
Con affetto .
Semplicemente Katia..............the Arrow.................

Sono i cinque minuti prima della partenza, quelli interminabili, i più emozionanti, che mi scaricano addosso l’adrenalina giusta per affrontare nei migliori dei modi la gara e ancor di più se si tratta della 43esima Stramilano agonistica internazionale. Ore 11.00 orario della partenza la griglia arancio è stracolma e allo sparo del cannone un boato festante accompagna per i primi metri i runners, che pian piano si dilatano lungo il percorso. Alla mia seconda mezza maratona dopo quella di Lecco mi sono imposto di migliorare il mio unico personale. E con il tempo 1:55:49 ho abbassato di circa quattro minuti il vecchio tempo. Un risultato mediocre (3623°) ma che mi lascia ben sperare per le prossime competizioni. Questa esperienza l’ho condivisa con gli amici, Massimo Mazzone e Roberto Tagliabue, che oltre a sopportarmi lungo il tragitto, mi hanno aiutato nei momenti cruciali della gara, inoltre ho conosciuto Fabrizio Garancini, pacer 1.30. Ma la cosa fondamentale è che ci siamo tutti divertiti! Vestire la maglia azzurra che non è quella della nazionale (magari) ma quella del GP.Villasantese mi ha caricato di responsabilità e motivato a dare il massimo. Ringrazio il direttivo del Gpv chi mi dato la possibilità di partecipare alla Stramilano, punto di partenza per raggiungere grandi traguardi.

Omar Perego


Congratulazione al Nostro presidente Elio Riboldi

........A TUTTI I SOCI G.P.V. CON TESSERA FIDAL

Le nuove disposizioni FIDAL 2014 ci impongono come società di dichiarare la scadenza annuale del certificato di idoneità fisica di ogni Socio, pertanto si avvisano i Sig.ri Soci tesserati che la Fidal al mancato rinnovo della visita medica bloccherà in automatico eventuali iscrizioni a gare competitive.

La società declina ogni responsabilità relativamente alla parteipazione impropria a qualsiasi manifestazione agonistica e non senza aver regolarizzato lo status relativo alla certificazione medica.

SUL TETTO D'EUROPA

Fotoracconto del nostro socio Sergio Riva

mercoledi 4/ settembre/ 2013 salita al MONTE BIANCO 481 mt. da CHAMONIX

Prendiamo la funivia per AIGUILLE-DU-MIDI 3842 mt. scendiamo al rifugio COSMIQUES 3600mt.

Li pernottiamo e alle ore 2.oo partiamo con una guida per la salita, in cordata con ramponi e picozza, lucefrontalino in testa e caschetto; temperatura -13 superstellato.

1* strappo al MONT-BLANC-DU-TACUL 4248 mt.

2* al MONT-MAUDI 4465 mt.

Finalmente alle ore 9.oo arrivati in VETTA!!! 4810 mt.

Alle ore 17. eravamo in piazza MONT-BLANC a FESTEGGIARE.......Lucilla eSergio.

FOTO

2013

LE FOTO

Prima parte - Seconda parte - Terza parte - Quarta parte - Quinta parte - Sesta parte

CLASSIFICA COMPLETA

Il direttivo del Gruppo podistico Villasantese ringrazia tutti i partecipanti, collaboratori e sponsor alla 12° Stravillasanta.

 

CLASSIFICHE STAFFETTA 3X1800

LINK FOTO

Venerdi 12 luglio, in una splendida serata, si è disputata a Villasanta la 4a edizione della Staffetta 3 x 1800 mt., che in un ottimo contorno di pubblico ha visto la partecipazione di 30 terne.
La gara e' risultata molto serrata, e ha visto la vittoria della squadra 2 STELLE 1 STALLA, composta da FACCIOLO VALERIO , CURCIO ANTONIO e FERRARA FEDERICO, seguita a poca distanza, grazie ad un bellissimo recupero nel finale, dalla squadra del TRIANGOLO LARIANO, composta da D'AMICO MATTEO, GHILLIONI RICCARDO e SPINELLI FRANCO. Sul gradino più basso del podio si e classificata la squadra della VIRTUS COMETA, che aveva concluso la 1a frazione in 1a posizione.
La gara femminile ha registrata la vittoria della squadra NUMBER ONE composta da ZAGHI PAOLA, GILARDI DANIELA E BRELICHARZ JOANNA, al 2° posto la squadra BOCIA WOMEN con FUMAGALLI CHIARA, RIBOLDI OMBRETTA e MAINO ANNA ed al 3° posto la squadra DARK LADIES DA PAURA con QUARTESAN CHIARA, COLOMBO FRANCESCA e RADAELLI CLAUDIA.
Un premio particolare anche alla squadra OVER 50 della MONZA M. TEAM composta da VILLA MARIO, PASINI CLAUDIO e MININNO GIUSEPPE.

Un ringraziamento a tutti gli atleti/e che hanno partecipato e a chi ha collaborato alla buona riuscita dell’evento, un grazie particolare a Roberto Mandelli di Podisti.net che sempre ci regala bellissime immagini che rimarranno indelebili nel tempo.

Arrivederci a tutti con la 5° edizione della Staffetta nel 2014
Gruppo Podistico Villasantese

30.06.2013 Campionato Italiano Master Corsa in Montagna


Erano ben cinque i portacolori del G.P. Villasantese al Campionato Italiano Master di Corsa in Montagna svoltosi domenica 30 giugno ad Adrara San Martino (BS).
Ottenuti ben due terzi posti di categoria: ottimo risultato.
Percorso piacevole caratterizzato anche da un bellissimo tratto mezza costa, parzialmente in discesa, molto corribile; mancava solo il fango, almeno nel tratto corribile, che avrebbe un poco limato le differenze di prestazioni.
Sempre ottima anche la combriccola.
Un saluto a tutto il club
Francesco Meregalli (rag)


FOTO e RACCONTO

LE FOTO

LE FOTO

di Roberto Mandelli - Podisti.net

ARTICOLO SCRITTO DAL SIG. ROBERTO MATTEUCCI PUBBLICATO SU PODISTI.NET

Due righe sulla Stravillasanta

LE CLASSIFICHE

Maschi Femmine

Atleticamente parlando i risultati ottenuti sono stati, come da sempre, a dir poco pietosi, su tutti la deludente partecipazione alla Monza Resegone che mi ha visto colpevole del mancato arrivo al traguardo, danneggiando cosi’ i miei compagni di squadra.
Ho voluto anche tentare un exploit alla mezza di Cremona sparando 7 km in 30’ per poi ottenere un bel h. 2 e 18’ finale.
Fortunatamente, essendo appassionato di montagna, le gesta si svolgono in quota dove tanto la semplice escursione quanto la partecipazione ad una Sky Race, con i paesaggi talvolta mozzafiato, offrono emozioni che ricompensano ampiamente le dure fatiche ed talvolta qualche 20 sotto zero.
Essere gia’ in vetta all’alba con gli amici sul Sasso Malascarpa, trovarsi al di sopra delle nubi che avvolgono la pianura scorgendo il San Genesio e Montevecchia dal Corno Birone.

Trovarsi in gara a trascinarsi con cinque crampi verso la Cima del Monte Rosetta per poi dover affrontare un discesa micidiale di 10 Km a gambe bloccate od accompagnare il figlio di 9 anni in escursione al Sentiero delle Vasche di Valmadrera, offrono un’immensa soddisfazione.

Mio figlio in azione alle Vasche di Valmadrera

Da ultimo arrivato voglio anche ringraziare tutto il GP Villasantese che mette subito a proprio agio e che accetta un iscritto latente nella partecipazione alle varie attivita’ sociali ed al contempo pessimo portacolori del team.
Grazie.
...................................................................................................................Francesco Meregalli

Scarica classifica

FOTO PREMIAZIONE

Ciao Massimiliano,

i pensieri che scorrono nella mia testa per te sono tantissimi ma le parole che mi vengono troppo poche..
(strano vero?)
Correre insieme, dividere la fatica e la gioia di certi momenti ti lega ai tuoi compagni e a te in particolare che hai saputo sopportarmi e sostenermi sempre, tu che potevi andartene e volare come ti piaceva fare, perché ti piaceva andare forte, ma aspettavi..
Ti piaceva correre, correvi anche solo ma ricordo come eri felice quando mi dicevi “oggi c’è anche Stefano” Stefano il fratello che adoravi e quando eri con lui non ti fermava davvero piu’ nessuno…
Quando si corre insieme si impara a conoscersi a fondo è inevitabile…i pensieri scorrono liberi e se ti senti bene con chi sei condividi anche i pensieri più “tuoi” perché ci si sente “sulla stessa barca” e si condividono i problemi e le gioie della propria vita… E’ vero hai ragione parlavo sempre io ma ogni tanto ti ascoltavo ? e le cose che mi raccontavi sempre con il sorriso avevano un comune denominatore, un nome : Chiara la tua vita.
Quante volte mi hai aspettato, quante sei tornato indietro a prendermi preoccupato se non mi vedevi arrivare, mi prendevi per mano e mi portavi con te, e quando capivi che non c’era niente da fare eri pronto con la “caramella d’emergenza”…..
Ne avevi sempre per tutti e ora che ci penso mi sa che tu rimanevi sempre senza ?.

Sono sicura di parlare anche a nome di tutti gli amici che, anche se non ti hanno vissuto come ho avuto la fortuna di viverti io, hanno ricevuto da te quella positività che trasmettevi con gli occhi, quell’ottimismo e voglia di vivere che ti apparteneva e che da subito ho capito parte di te fin dal primo sorriso che mi hai fatto…

Ciao Massimiliano
Laura

______ . _____

L’improvvisa scomparsa del socio e amico Massimiliano ci ha riempito il cuore di un grande dolore. Massimiliano, ha vissuto questi anni con un grande amore verso la corsa. La sua scomparsa ci lascia un grande vuoto che difficilmente potremo colmare. Continueremo il nostro lavoro e a correre ricordando sempre i suoi pregi che hanno fatto di lui un uomo a cui tutti si rapportavano con amicizia e a cui tutti volevano bene.

Ciao Massimiliano, sarai sempre presente nei nostri cuori.

IL DIRETTIVO G.P.V.

-------- LA NOSTRA POSTA --------

---------------------------------------------------------------------------------------------------

 

di Lorenzo Beretta

Penso che correre una maratona sia sempre un’emozione bellissima indipendentemente dal tempo che ci si impiega o dal luogo in cui si corre. Quanto detto risulta ancora più vero se la regina delle corse di fondo viene corsa in un luogo meraviglioso e il tempo finale sorride al cronometro.

La maratona in questione è quella di Roma, la città eterna, dalle cui vie millenarie trasuda la storia stessa di un grande passato fatto di re, papi ed imperatori ma anche e soprattutto di persone che la storia non ricorda ma che hanno costruito l’anima della capitale.
Andare a correre la maratona di Roma per me è stata anche l’occasione di visitare questa meravigliosa città, vedere con i propri occhi i luoghi più caratteristici e quelli famosi immortalati su cartoline che hanno fato il giro del mondo: dal Colosseo ai fori, da San Pietro al Quirinale, da Piazza Navona a quella di Spagna passando per la fontana di Trevi.

La domenica mattina giorno della gara ci siamo alzati con un sole meraviglioso, una leggera brezza e una temperatura forse un poco troppo calda per correre una maratona, ma questi son solo dettagli.
Mentre portiamo lo zaino nel deposito borse ci rendiamo conto che 16000 persone sono una folla considerevole capace di riempire con una cacofonia di voci ed un turbinio di colori la strade di una grande città come Roma.
Sono le nove, si parte prima che l’ultimo runner passerà dal gonfiabile che rappresenta la partenza ufficiale passeranno circa 8 minuti: una marea umana!
Si corre fra le vie della capitale attraversando i quartieri finora solo sentiti in tv ma ora calpestati da migliaia di piedi. È bellissimo, una grande emozione correre accanto a dei monumenti che tutto il mondo ci invidia accompagnati dal tifo chiassoso ma sempre composto di persone che arrivano da ogni dove. I km scorrono veloci il caldo si fa più intenso e l’aria un po’ più insistente ma non c’è problema le gambe tengono e la testa anche: quanta magnificenza giro verso destra e San Pietro mi si para davanti con il colonnato del Bernini e l’obelisco che spicca verso il cielo turchese!
Continuo a correre ore le gambe sono più pesanti, tengo il palloncino delle 3h fino al 35° km poi decido di mollarlo, è una scelta dettata dalla mie esperienze precedenti meglio perdere qualche secondo piuttosto che continuare fin quando arriva la crisi e si è costretti a camminare. Passo all’ultimo ristoro, quello del quarantesimo, l’arrivo è ad un tiro di schioppo ma prima di alzare le braccia ci sono due belle sorprese due belle salitine giusto per finire in bellezza. Ecco lo vedo è il traguardo, trovo la forza di sprintare e riesco a superare un collega al filo di lana, alzo le braccia, sorriso tirato per la foto di rito e guardo il cronometro 3h03’19” nuovo personale! Torno in albergo aspetto gli altri e mi informo sulla loro esperienza: Fabrizio Garancini 3h10’, Alessandro Dell’Oca 3h52’, papà 3h56’ e Fabrizio Brambilla 4h20’.

Tutti contenti ci godiamo Roma ancora per un giorno, il tempo cambia arriva la pioggia ma oramai non importa, il treno corre veloce (più di noi) e ci riporta a casa a Milano ma siamo tutti contenti della compagnia e della meravigliosa esperienza vissuta.

foto di Beatrice Dell'Oca

Il modo più convenzionale per scrivere questo articolo mi porterebbe a descrivere cronologicamente il susseguirsi dei fatti, ma non ce la posso fare!!! e..allora... scrivo subito…..1e27, 1e27.. ( il 56 lo metterei poi in piccolo giusto per farlo passare inosservato !!) . Questo per dire che, per quanto mi riguarda,la giornata si è conclusa con grande soddisfazione anche alla luce del tempo sopra !
Partiti da quel di Gerno alle 7.50 i siamo diretti con due macchine verso Lecco. Cosa ricordo del viaggio? Un gran freddo e la gran voglia di dormire che accompagna quasi tutte le domeniche mattina ma che, al tempo stesso, spariscono nel momento in cui ci si mette in moto ..anzi…”in scarpa” !
Andando verso Lecco il paesaggio sembra quasi montano, la neve dei giorni precedenti regala anche a Monticello le sembianze di Bormio ( probabilmente c’è da dire... che avevo ancora molto sonno!)
Il viaggio dura ca una mezz’ora e tra una chiacchiera e un’altra siamo giunti al Mercato vecchio di Lecco, zona di parcheggio consigliata dagli organizzatori .
Ritroviamo Bruno, Ale, Fabrizio che erano sull’altra macchina e con Paolo e suo padre ci dirigiamo al ritiro pettorali dove troviamo altri iscritti del GPV. Cinque minuti a piedi e ci arriviamo, passiamo li una ventina di minuti e ritiriamo tutto quanto utile per correre. Sono ca le ore 9, il freddo è sempre molto pungente e, ancora armati di giubbetto , guanti, sciarpa e,chi più ne ha più ne metta, ci dirigiamo verso la casa dei canottieri ( canottieri… perché??..vanno in canoa…in canotta o…in canoa con la canotta???! *-* ..attendo conferme !!) dove si trova il deposito borse e gli spogliatoi . Il pensiero di tutti è stato: “se fa così freddo vestiti a modi palombaro come sarà quando saremo “svestiti” da gara?? “..mah??! Armati di coraggio entriamo negli spogliatoi dove troviamo un clima tropicale, vuoi per un minimo di riscaldamento ma, soprattutto, per l’effetto stalla dovuto alla 300 persone in 70 metri quadri ! Cambio veloce e …fuori al clima siberiano !! Sono ormai le 9.30, raggiungiamo la zona della partenza in meno di due minuti, ci riscaldiamo e a breve la partenza. Gonfiabile sopra le testa, lago alla ns destra e una miriade di gente intorno! Finito il discorso di Antonio Rossi, ospite della manifestazione, ci divide veramente poco dallo sparo che segna l’inizio! Ultimi check a scarpe, ecc…e….si parte!!!Con me Paolo, Bruno, Fabrizio .
Inutile dire che all’inizio è sempre un gran caos..la distinzione tra chi corre, chi cerca e chi fa finta è poco definita…lo diventa nettamente dopo ca uno / due km !
Con Paolo cerchiamo di allungare un attimo, anche solo per cercare di uscire dal caos sopra descritto. Cerchiamo di tenere un passo che si aggira sul 4’e15 e,per ca tre km, riusciamo a restare insieme. Il percorso si articola tra le vie del centro , ci sono alcuni cambi di direzione e rotonde che, come solito, soffro parecchio…ma cerco di continuare senza pensarci troppo ! La mia compagna”musica” mi tiene compagnia e scandisce il ritmo..da qui..dopo ca tre km inizio la gara in solitaria. Il percorso esce leggermente dal centro e troviamo diversi rettilinei dove, verso il quinto/sesto km, vediamo i primi classificati già correre nel senso opposto! Vien normale/umano pensare “ ma come fanno??”…ma al tempo stesso .. ognuno deve giustamente fare del meglio nel suo e , forte di questo, continuo ! Arrivati verso il settimo Km si ritorna indietro verso la partenza attraverso i rettilinei già percorsi e poi il percorso leggermente più misto che riporta verso il centro. Superfluo dire che verso il decimo km la stanchezza inizia a bussare e ,quando giunti zona lungo lago, zona partenza, dove si è consci che attende un secondo giro identico a quello appena concluso,l’entusiasmo un po’ scende ! Ma ormai…siamo a metà, potrebbe essere mai possibile inficiare i precedenti 10 km con una media peggiorativa??! Provo a convincermi dicendomi “NO!!”. Cerco di tirarmi mentalmente insieme e mi rilancio nel percorso misto del centro..rotonda..e dopo un paio di km ricominciamo i rettilinei ! Quando la stanchezza inizia a farsi sentire…la mente inizia a volare ..e a pensare a tutte quelle cose che hai cercato di fare per portare a casa un tempo che possa darti soddisfazione ! Io lo chiamo doping naturale…con me funziona!! Mi carico…vedo il cartello….quindici, sedici, diciassette….non vedo l’ora del diciannove che….arriva ! Manca poco…vedo un monumento ( non chiedetemi in onore a chi???) che mi fa capire che siamo prossimi alla fine! Imbocco il rettilineo parallelo all’arrivo e cerco di racimolare quanto di meglio mi resta!Scendo sotto al 4’,affianco una ragazza che fino a poco prima mi era stata davanti, la supero, e continuo a più non posso…passo il Mac, ancora dritto e ora…si torna indietro verso il gonfiabile verde speranza! Questa manciata di metri, ca una trecento per la precisione, sono sempre i più pesanti…manca pochissimo…ma sei stanco e non vedi l’ora di arrivare !A questo punto…”gratto il fondo”, allungo il passo e azzero la testa….manca poco…manco poco….ed eccomi alla fine !!!Come è finita poi…già lo sapete!!!

Aspetto i miei compagni che arrivano di li a breve. Parlo con loro e mi dicono essere tutti soddisfatti di quanto fatto.
Solo Paolo si è dovuto ritirare a metà del percorso. Commento di Paolo a fine gara “troppo freddo, partenza troppo veloce ma soprattutto testa…..”
Di seguito il dettaglio dei tempi:
The, grana, crostata, cambio abiti, consegna chip , ritiro pacca gara e , “condito”il tutto dalla soddisfazione di ognuno, ci fermiamo in pasticceria, compriamo qualcosa di buono e MERITATO da mangiare a casa dove, in sella alla SUPER FIAT BRAVO di Ale, ci ridirigiamo.

Un passo, un respiro, un battito…. un passo, un respiro, un battito…e così via fino alla fine, fino al traguardo, fino a capire il perché.
Tante “ma non troppe” volte ho cercato questi momenti, provato queste sensazioni e vissuto queste emozioni.
Corro, quindi sono….. una citazione forse troppo importante direbbe qualcuno, ma quel qualcuno senz’altro non corre, perché chi corre come noi facciamo saprebbe che in quel correre noi troviamo una parte di noi stessi, il nostro io si esalta nel compimento dello sforzo e nel raggiungimento, non del risultato, ma del “traguardo”.
Io corro e voglio arrivare fino in fondo, per dire io c’ero, io ho provato, io ci sono riuscita:

FEBBRAIO:
04 – Giussano - Campionato Brianzolo: 10° CAT
19 – Seveso - Campionato Brianzolo: 8°CAT
26 – Monza - Campionato Brianzolo: 7° CAT

MARZO:
05 – Carate Brianza - Campionato Brianzolo: 8° CAT
20 – Monza - 17° Campionato Sociale "G.P. i Gamber de Cuncuress" 10 Km: 1°CAT-5°ASSOLUTA

APRILE:
03 – Seregno – “Gelsia Half Marathon” - Km 21,097: 5°CAT
17 – Cernusco Lombardone – Maratonina - Km 21,097:4°CAT

MAGGIO:
03 – Double Classic della Brianza coppie
21 – Fiume Adda – Brianza Grand Prix by night – 22 km

GIUGNO:
18 – Monza – 51° Monza/Resegone – 42 km

LUGLIO:
10 – Moggio - MOGGIO / ARTAVAGGIO - Skyrun - 4,5 km: 3°CAT- 11°ASSOLUTA
24 – Casnate/Bernate – 2 RUN 2 Day - 8,5 km: 1°CAT- 8°ASSOLUTA

SETTEMBRE:
06 – Sale marasino - Trofeo del Sebino- Campionato Provinciale di corsa in montagna: 7° CAT
18 – Pasturo - Trofeo Scaccabarozzi- mezzamaratona delle Grigne: 16° ASSOLUTA

OTTOBRE:
17– Cremona - Mezzamaratona - Campionato Italiano - Km 21,097: 19°CAT

NOVEMBRE:
13– Biella-Trail dei Parchi 9° Ysangarda Trail- Km 18,5: 6°CAT

DICEMBRE:
11– Biella-Trail dei Parchi 5° Winter Brich- Km 20 : 7°CAT

Un anno, il 2011, in cui ho di fatto provato sia qualche delusione ma ho ottenuto anche diverse soddisfazioni.
Un anno in cui la fatica, il sacrificio e la determinazione riunite insieme hanno fatto da dinamo per darmi l'energia necessaria a farmi percorrere tutti i chilometri che "dovevo" percorrere.
Un anno in cui, alla fine, poter dire: "ne è valsa la pena".

Silvia

Villasanta - 27 novembre, Gara Sociale del G.P. Villasantese.

Che spettacolo!!

LINK: Servizio Fotografico di Mandelli Roberto - Podisti.net

VEDI: Ordine di arrivo Maschile e Femminile

Questa volta tocca a me…

...cercare di scrivere qualcosa di leggibile, ma soprattutto di comprensibile (speriamo) relativamente alla giornata di ieri in quel di Lugano, dove ci siamo cimentati in una distanza, per me nuova, 30km.
Dopo essere passato a prendere Bruno, Lorenzo e Fabrizio a Lesmo ci siamo spostati a Biassono dove ci aspettava l’altro Fabrizio e….via siamo partiti per Lugano.
Un po’ scettici sul tragitto che ho scelto, i miei compagni di viaggio hanno in un primo tempo commentato la strada proponendo alternative poi, capendo che comunque non avrei modificato lo stesso, si sono rilassati e si sono goduti il viaggio, durato circa un’ora, chiacchierando e commentando il panorama (quello che ti può offrire un’autostrada, si intende).
Siamo così arrivati al confine, dove praticamente non ci hanno neanche guardato, poi piano piano (i limiti sono tassativi in Svizzera) siamo arrivati a Lugano e siamo entrati nella cittadina, raggiungendo il parcheggio servito da bus navetta che ci ha portato poi al ritiro pettorali (numerati e nominativi).
L’impressione già dall’inizio ha dato l’idea di una buona organizzazione, parcheggio comodo, navetta ogni 10 min al massimo, indicazioni per raggiungere il punto dove cambiarsi abbastanza precise.


Abbiamo avuto la conferma della cosa una volta raggiunto, dopo un piccolo riscaldamento per le strade di Lugano passando lungo la via del casinò, il punto di partenza sul lungolago sempre e comunque a ridosso del centro città: strade del percorso completamente bloccate al traffico, megaschermo alla partenza con speaker, il tutto inquadrato da due telecamere, una applicata a un braccio di una decina di metri di altezza e l’altra che ci “svolazzava” sopra le teste applicata a una specie di elicotterino comandato a distanza.
Bene…veniamo alla corsa….
La giornata intanto, meteorologicamente, si era volta al meglio, sole, sempre piacevole, anche se un filo calda.
Appena prima del via, come al solito, ci siamo ripromessi di gestire bene la corsa, di mantenere un passo comodo (personalmente pensavo 5’20”, 5’30”), di partire piano, di portarla alla fine senza strafare ecc. ecc….insomma le solite cose.
Al via ovviamente Lorenzo è sparito e Fabrizio G. a ruota, mentre io, Bruno e Fabrizio B. siamo partiti un po’ trascinati dal gruppo, un po’ cercando di impostare il nostro ritmo fino al secondo km circa. In questo spezzone siamo riusciti anche a incitare Lorenzo(ultimo avvistamento fino all’arrivo) che trottava tranquillamente col gruppo degli inseguitori dei tre/quattro fuggitivi di testa.


Il primo tratto (fino al settimo km circa), praticamente piatto, è stato sicuramente allietato dal forte incitamento del pubblico, presente su tutte le parti abitate del percorso, aiutando così a non mantenere l’andatura che ci eravamo ripromessi ma ha restare costantemente sempre un po’ più veloci ad ogni km.
Intanto i km si susseguivano, con ristori ben forniti alternati a spugnaggi ogni 2,5km circa, costeggiando il lago su una strada a nostra completa disposizione, dove automobili e qualunque altro ogni genere di mezzo (biciclette comprese) non erano ammesse, dandoti la possibilità di goderti anche le vedute che ci circondavano.
Per quanto mi riguarda la gestione della corsa fino a circa il diciottesimo/diciannovesimo km si è concentrata nel cercare di non strafare per non dovere pagare dazio nel tratto successivo, quando il percorso ci avrebbe impegnato sicuramente di più con salite al ventiduesimo, al ventiquattresimo e così via fino al ventiseiesimo circa.
Passando tutti insieme alla “mezza” in 1h46’ circa, mi sono reso conto di stare molto bene e quindi ho deciso di provare ad allungare leggermente cercando di arrivare alla prima salita con il passo che, a sensazione e senza guardare l’orologio, mi avrebbe permesso di salire senza grossi pensieri. Le salite che si sono presentate sono sicuramente state impegnative, ma mentre le correvo pensavo a quanto mi avevano fatto bene le salite della Brianza, che ogni domenica, vuoi per una tapasciata piuttosto che un’altra, vuoi per le solite uscite che si organizzano quando non c’è niente di bello da correre alla fine mi sono accorto che quelle “oltreconfine”che stavo corredo non erano poi così ardue, ma salite tranquillamente approcciabili nonostante i km di percorso già macinati.

..


A questo punto una volta salito mi è toccato scendere, cosa che ultimamente odio e che puntualmente si rivela deleterio per il mio ginocchio di “cristallo”.
Con molta cautela e con un gran giramento di “olive”, visto che mi sono visto passare da molti “runners” che quando si saliva erano abbastanza fermi sulle gambe, sono sceso fino ad arrivare così al ventisettesimo km e ritrovarmi nuovamente sul lago e in piena città.
Gli ultimi tre km sono stati si impegnativi, ma allo stesso tempo sono riuscito a correrli con una leggera progressione fino a percorrere il rettilineo di arrivo quasi in volata (con me stesso si intende) ed a oltrepassare il traguardo estremamente soddisfatto perché finalmente sono arrivato alla fine di una corsa di questa distanza (per me impegnativa) senza problemi e in condizioni sul finale che mi hanno permesso anche di spingere un po’.
Tempo sicuramente inaspettato di 2h32’24” (contentissimo).
Oltrepassato il traguardo, medaglia dell’evento consegnata a tutti gli arrivati (da aggiungere al bellissimo zaino tecnico consegnatoci al ritiro pettorali) e meritato ed organizzatissimo ristoro finale.
Come si poteva prevedere ad aspettarmi Lorenzo (2h06’10” dimostra sempre di essere un atleta serio e preparato) e Fabrizio G.(2h14’18” una certezza sempre e sempre dando il massimo impegno), tutti insieme poi immediatamente raggiunti da Bruno(2h35’41” mai mollato anche accusando spossatezza per tutta la corsa e già il giorno precedente) e Fabrizio B.(2h37’25” con poca preparazione…forse, beato lui, ancora un po’ in aria di vacanze essendo appena tornato dal mare).


Dopo esserci cambiati, pasta- party per tutti, un po’ di relax di fronte al lago sotto un bel sole caldo e poi verso la macchina con la navetta, per rientrare, raggiunti dagli SMS dell’organizzazione gara che ci informavano su tempi ufficiali, passo gara, classifica generale e classifica di categoria.
Una giornata personalmente molto positiva e che, come dopo ogni corsa, mi invoglia a continuare in quella che è una passione che ogni tanto ti regala queste belle giornate.

Spero di essere riuscito a fare quello che mi ero ripromesso all’inizio: leggibile e soprattutto comprensibile!

Alessandro Dell'Oca

Di Fabrizio Garancini

La parte più difficile per me è sempre cominciare e, anche oggi, mi trovo in questa condizione!
Vediamo di rompere il ghiaccio con una massima rivista per l’occasione, ovvero”gara bagnata….gara fortunata”! Diciamo che di acqua ne è venuta a sufficienza ma ci ha graziati regalandoci poi una splendida giornata che ha reso questa Mezza Maratona di Vigevano ancor più piacevole e fortunata !
Partiamo dalla Brianza verso le 7.15, ritrovo Villasanta dove io, Bruno e il mio omonimo Fabrizio troviamo Paolo e il padre. Il tempo, come detto sopra, è abbastanza disastroso in quanto piove parecchio. Fortunatamente, durante il tragitto, ci lasciamo l’acqua alle spalle mentre ci dirigiamo verso una Vigevano che ci avrebbe regalato un cielo terso.
Durante il viaggio non riesco a non notare la differenza di paesaggio tra il triste e piovoso hinterland Milanese e il paesaggio a misura d’uomo che ci accoglie andando verso la ns destinazione. In effetti il tempo speso in macchina è passato abbastanza in fretta in quanto arriviamo a destino verso le 8.20. Parcheggiamo, facciamo due passi a piedi per raggiungere lo stadio, luogo di partenza della manifestazione, ritiriamo i pettorali ed incontriamo Ripamonti, e Amedeo, gli altri iscritti del GPV, che avevano raggiunto in autonomia il posto.
Andiamo sulle gradinate a cambiarci e di li a breve sarebbe giunto il momento di scaldarsi.
Il sole inizia a fare capolino, la temperatura ad alzarsi e l’orario della partenza ad avvicinarsi,
In effetti, tempo di fare un paio di rettilinei come riscaldamento, sono arrivate in meno che non si dica le 9.10. La partenza è prevista per le 9.30 con vari ingressi scaglionati e scanditi dal colore dei pettorali .
Da qui abbiamo iniziato a perderci un attimo. Io con Bruno e Fabrizio, entriamo prima, Paolo è entrato leggermente dopo ma ci raggiunti nei pressi della linea di partenza.
Mancava poco e tutti i ragionamenti fatti in merito alla metodologia di corsa da adottare iniziano a venirmi meno nella testa. Paolo mi aveva consigliato di partire a 4.30, Bruno e Fabrizio di “rischiare“ un po’ di più per riuscire ad ottenere un tempo finale migliore! Io da buon testone poi agisco sempre d’istinto e lascio che siano le gambe a guidarmi, soprattutto all’inizio, in quanto le considero un po’ un termometro…da subito misurano le mie possibilità/ non possibilità della giornata! Tra un pensiero e due chiacchiere … il fischio….. si parte!
Vedo davanti a me, lontano, i palloncini dei pacemaker che avrei voluto seguire giusto per avere un riferimento di massima! Il problema però è stato avvicinarli. La partenza sulla pista di atletica è stata abbastanza lenta in quanto le persone erano molte e poco lo spazio utile al sorpasso.
Io e Paolo stiamo fianco a fianco e per i primi due km e mi fa da fanale guida con la sua super maglietta arancione. Io, nel mentre, cerco di capire la risposta delle gambe che mi danno da subito un buon feed-back …e allora mi dico ” vai…a rallentare…fai sempre in tempo”! La musica, come al solito, mi aiuta ed inizio ad incrementare il passo portandolo ad una media tra i 4 e i 4.10 e mi allontano un po’ da Paolo. La prima parte del percorso è articolato nelle vie dello splendido centro di Vigevano che culminano nella Piazza che lascia senza fiato e, se si considera l’attività che si sta svolgendo, non aiuta !!! …. Ma di certo… regala agli occhi uno scenario bellissimo!!!
Paolo mi raggiunge, mi sgrida dicendomi che sto andando troppo! Effettivamente la media…per la MIA media consueta era un po’ spinta ma mi sentivo bene e mi dispiaceva rallentare ancor prima di essere nella condizione di doverlo fare!! Gli dico che avrei continuato così in quanto, fino a quel momento, mi sentivo bene . Eravamo intorno al 5’ km e raggiungiamo Ripamonti, Paolo si affianca a lui e io cerco di allungare.

Da li sono rimasto solo con il mio ipod che mi regalava via via canzoni stimolanti . Ci lasciamo alle spalle il centro ed entriamo nella campagna circostante dove si è svolta la maggior parte della distanza. Lo sterrato, nonostante avesse smesso di piovere da poco, era bello e consentiva di andare al meglio. La mia media si mantiene tra il 4 e il 4 e 10, sono molto soddisfatto e la cosa mi incentiva a non mollare. In tutta onesta questi 10 km passano in fretta e verso la fine, prima di riavvicinarci al centro, raggiungo un gruppo che ha il mio stesso passo con il quale corro un paio di km. Inizio a sentire un po’ di stanchezza verso il 17’ km, per la precisione lungo il percorso che costeggia il fiume. Il terreno è leggermente fangoso, ci sono un po’ di sali e scendi e i km percorsi iniziano a sentirsi. Mi faccio forza in quanto non manca tantissimo e, terminato il percorso che costeggia il fiume, iniziamo a ritornare verso il centro, nello specifico verso lo stadio luogo di partenza ed arrivo. Non nego che al 19’ km speravo di vedere quanto prima il traguardo ma, al tempo stesso, il cronometro mi diceva che se non avessi mollato, avrei concluso sotto l’ora e trenta minuti che è da sempre il mio obbiettivo . Potevo mollare dunque?!? Stringo i denti e prendo come riferimento un tizio davanti a me che correva e non sembrava per niente stanco! Penso: ”lui sicuramente non molla, io lo seguo e per proprietà transitiva….ce la posso fare ! ”In effetti tutto torna come da manuale e vedo profilarsi all’orizzonte lo stadio, manca poco!! Facciamo un rettilineo, svoltiamo a destra e di li a breve l’ingresso alla pista dove, dopo averne percorso circa 300 metri, si sarebbe erso il gonfiabile con la scritta “ARRIVO”! Non resta che racimolare le ultime forze e indirizzarle alle gambe…e questo faccio trovando anche la lucidità di guardare il cronometro che segna un 3 e 45! Il rettilineo finisce, inizia la curva, il mio riferimento NON STANCO è li vicino e tutto voglio tranne che si allontani! Allungo più che posso, la curva è terminata e il gonfiabile è li davanti, razionalmente vicino ma mentalmente ancora lontano! Vado più che posso e taglio il traguardo in 1h 28’ e 24 “ al mio cronometro!


La sfida con il cronometro è vinta in quanto ho concluso la mezza sotto l’ora e trenta che è da sempre il mio obbiettivo. Mi sento molto soddisfatto per il risultato fine a se stesso che considero una “vincita” e una rivincita se mi ripenso qualche anno fa quando, correndo a scuola con i miei 110 kg, non riuscivo nemmeno a finire un giro della pista di atletica!

Mi dirigo poi verso lo splendido ristoro dove trovo tutti i miei compagni che mi dicono essere molto contenti dei risultati ottenuti. Qui sotto il dettaglio:

Bruno Beretta : 1,36.32
Paolo Pizzaballa : 1,34.11
Fabrizio Brambilla : 1,38.46
Ripamonti : 1,33.20
Amedeo: non pervenuta

Rifocillati dopo tanta fatica ci cambiamo, ritiriamo il pacco gara e ci dirigiamo alla macchina che ci porterà a casa felici della giornata trascorsa e dei risultati ottenuti !

Domenica 6 Marzo 2011 - Mezza di Piacenza

Ciao Elena cosa ne dici se andiamo a piacenza per la mezza? Va bene Laura quest'anno il mio obiettivo è di fare una mezza in 1,50 provo a Marrakesh poi vengo con te e se va male provo a Praga, allora siamo d'accordo? Ok partiamo con la preparazione
due volte alla settimana sveglia alle 6 si entra nel parco inconto Paco e Gianni e con tanta pazienza da parte loro si comincia con i lavori ripetute (ma cosa sono? ) allunghi ( ma che fatica) salite (uffa non ne posso più) Spronata da questi Baldi giovani alla domenica che si fa? Naturalmente la Brianza dove si aggiunge Pierangelo (anche lui ci mette del suo) e noi due dietro sempre più provate e sempre più sconsolate (ma perchè tutta questa fatica?)
La domenica prima ci guardiamo in faccia e ci diciamo ma dobbiamo proprio andare? Ma si dai male che vada corriamo col pensiero che quando finiamo si va fuori a mangiare e che mangiare....
Si parte di buon mattino, meno male che nessuno ci vede 2 zombi a confronto sono piu belli, il nostro autista Ghezzi ci accompagna sbagliamo uscita ma tanto il tempo c'è.
Si arriva e cominciamo col ritiro pettorali dove intravediamo molte persone della Brianza, l'odore della crema che dovrebbe fare andare più forte inizia ad invadere tutto il palazzetto mentre io e Laura cerchiamo di concentrarci (mi scappa da ridere).
Pronti di tutto punto in attesa della partenza cominciamo a fare la tattica Laura a quanto dobbiamo andare per poter stare nell'1,50? Dobbiamo andare a 5,30 ok proviamo? Va bene BANG colpo di cannone e si parte i primi km sotto i 5 forse stiamo andando troppo forte Laura mi dice tu vai io rallento, e allora continuo col mio ritmo che dopo 10 km mi impone di rallentare perchè inizio ad essere troppo stanca avendo davanti ancora 11km ogni tanto guardo l'orologio e mi sembra di essere in media all 17km sono stufa e mi dico basta non mi interessa fare il tampo non è per me, ma poi mi si avvicina un ragazzo che stà preparando una gara di triatlon e mi da un po di coraggio, mi dice ma guarda che sei nei tempi non mollare, allora mi rimetto in sesto e arrivo al 19km in 1,37 e dico ma forse è la volta buona. Al 20km inizio a cercare non so da dove le ultime forze e faccio gli ultimi 300m senza fiato e intanto penso a tutto quello che Annalisa mi a sempre detto BUTTA FUORI TUTTO passo sotto lo striscione in 1,49,57 real time 1.50,20 dal cronometro ufficiale non ci potevo credere FINAMENTE sono riucita in questa impresa.
Che dire? Tanta gioia per me e per tutto quello che ho fatto per arrivare a ciò e un grazie a tutti quelli che pazientemente mi hanno aiutato e spronato, certo che per certi corridori questo tempo fara sorridere ma vi garantisco che la fatica è stata tanta ma la soddisfazione ancora di più
ciao e alla prossiama
Elena

Salsomaggiore Terme

21 Novembre 2010, di Paolo Pizzaballa
L’ULTIMA GARA DELL’ANNO. FORSE….


Tanta pioggia ma, soprattutto una buona prestazione del G.P.V. nelle gare in programma a Salsomaggiore. Io, Bruno Beretta, Fabrizio Brambilla e Silvano Recalcati siamo partiti di buon ora (alle 6:00) per andare ad affrontare i 24Km della Salso-Pellegrino. Silvano insieme a Federico Morelli avevano addirittura in programma la 46Km. Partenza della gara alle 8:30. Acqua incessante per tutta il percorso di gara! Per il sottoscritto era la prima volta a Salsomaggiore ed ero curioso di capire le difficoltà del percorso dovute ai vari saliscendi. Detto fatto, dopo un breve tratto iniziale in Salso si parte subito con una bella salita e poi continui saliscendi fini all’arrivo. A parte dei tratti piatti il percorso della 24km è duro ma, nulla a confronto con la seconda parte affrontata dai partecipanti alla 46Km! Il percorso non è per nulla noioso: il paesaggio e i colori sono molto belli. Peccato per la pioggia, ma anche questo fa parte di quello che una gara ti lascia come ricordo positivo. Riesco a finire in 1:58 al 25° posto su 86 partecipanti, Bruno in 31° posizione con 2:02 e Fabrizio in 37° con 2:04. Contando l’immancabile break pipì e i dolori accusati nell’ultimo periodo (fortunatamente non registrati in gara) non posso che essere contento della mia prestazione e sicuramente il prossimo anno sarò ancora al via (chissà, magari per la 46Km). Ulteriore nota positiva:sia io che Fabrizio siamo risultati 2° di categoria. Anche se tra pochi comunque una soddisfazione! Nella 46Km, grandissima prestazione di Federico. Arriva secondo assoluto con uno strepitoso 3:17. Lo abbiamo incontrato pochi minuti dopo il suo arrivo ed era fresco come una rosa. Uno dei suoi primi commenti è stato: “sono andato in progressione e alla fine ne avevo ancora”. Ancora Complimenti! Anche Silvano prestazione TOP con la 33° posizione conquistata in soli 4:16. Il suo commento “ tra le gare più dure che abbia mai fatto, paesaggio stupendo “ e come dargli torto! Il G.P.V. si è anche cimentato con due squadre nelle altre gare in programma. Sulla staffetta di Santa Lucia con un team di “magnifici 6”: Vittorio Casertelli, Eduardo Marcarella, Mario Villa, Giuliano Spinell, Corrado Redaelli, Giorgio Ghezzi ha chiuso i 46Km in 3:08 in 10° posizione. Nella staffetta a due i nostri Angelo Ripamonti, Marco Sala, Amedeo Casiraghi, Ambrogio Galbiati, Francesco Riboldi, Adelio Meregalli, Alberto Citterio e Paolo hanno chiuso in 11° posizione in 3:34. Entrambe grandi prestazioni, peccato per la prima squadra che ha subito un rallentamento su un cambio.

di Fabrizio Garancini

La cosa più difficile dopo la mezza Maratona di Pavia disputata ieri è scriverne un articolo oggettivo, con memoria lucida e con giusta “distanza” dai fatti...beh...considerandomi carente di quanto sopra appoggerei subito la penna ma ogni promessa è debito e allora proviamoci!
Dopo qualche piccolo contrattempo e la partenza ritardata di circa mezz’ora sulla tabella di marcia, riusciamo a partire all’alba delle 7.15 sfatando poi, nel corso della bella giornata trascorsa, la massima ”Il buongiorno si vede dal mattino”. La strada per Pavia è abbastanza veloce...diciamo che i paesaggi milanesi che portano verso quelli pavesi non sono dei migliori, tra tangenziale e autostrada...ci siamo capiti! Fortunatamente uscendo da Milano il tutto migliora e il Pavese regala un paesaggio più a misura d’uomo, dove esiste ancora il verde e il non dominio del cemento. Alle 8.00 circa raggiungiamo a Pavia, la città stessa conferma quanto appena detto e appropinquandoci verso il Castello Visconteo, luogo di ritrovo della manifestazione, si apre un centro storico molto bello. Dopo un 10 minuti di vagare parcheggiamo e a piedi raggiungiamo il punto di ritrovo. Il Castello si presenta davanti, molto imponente e bello, trasuda storia e mi ricorda, in piccolo, il Castello Sforzesco. Ritiriamo i pettorali, facciamo una tappa caffè&varie al bar, torniamo alla macchina, prendiamo le borse e, a questo punto, vista l’ora, torniamo nel cortile del Castello dove sono state adibite alcune zone a spogliatoio.
Sono le 8.40. Ci vestiamo e le 9.00 sono subito li tra un’ indecisione se indossare canottiera o maglietta, ecc. Inizia il riscaldamento. Le 9.30, orario previsto per la partenza, sono alle porte. Facciamo un po’ avanti e indietro e, di mio, cerco di capire quanto il tallone urli vendetta. Dopo una decina di minuti ci allineiamo. Manca poco le persone intorno sono tante...quante non saprei. Ricordo che a fianco a me c’erano Alessandro, Marco e una moltitudine di gente. La tensione sale lo schioppo della pistola è sempre più prossimo e in men che non di dica si parte.
Solito caos iniziale, si fa fatica a passare, superare e anche mantenere la posizione. Il percorso si distribuisce nel centro storico di Pavia e leggermente al di fuori, articolandosi tra le vie e le case più vecchie del centro e andando a toccare le rive del Ticino.
Da subito ascolto il buon Fabrizio, mio omonimo, ma con qualche primavera di più, che mi aveva consigliato: ”cerca di dare il meglio da subito...dopo il decimo Km quanto perso, certo non lo recuperi più!”...e così faccio! Parto al meglio mi assestandomi su un buon passo (per me!). Tra il 4.00 e il 4.10 al km e mi domando ”ma ci arriverò alla fine??”...va beh..ormai ci sono…. Tra un salto su un marciapiede e uno per evitare una buca raggiungo Fabrizio e Bruno che sono davanti a me e continuo, poco dopo mi raggiunge Lucio che mi passa e mi sparisce dalla vista a breve. Da quel punto non vedo più nessuno. Continuo a guardare il cronometro cosa per me inconsueta e che non amo fare, ma mi da sicurezza. I primi 3 km passo in men che non si dica e dalle vie più centrali, strette, delineate da palazzi antichi ed articolate in varie svolte a destra e sinistra, si inizia poi correre lungo il fiume. Qui i rettilinei sono molto lunghi, pianeggianti, ma di tanto in tanto si presentano falsi piani e piccole salite e il fiato non ringrazia! L’alternarsi dinamico di fiume e centro storico porta a breve al decimo km dove, onor del vero, mi sento ancora in forma! Lo taglio in circa 43 minuti e da li penso che avrà inizio la parte più dura, quella che mi divide dall’ancor lontano 21.097! Mentalmente cerco di dividere gli 11 km che mancano in 3 parti, sarà stupido magari si, ma a me aiuta! Penso che dal 10ecimo al 14esmo km dovrei tenere dal 14esimo al 18esimo inizierò a perdere i pezzi, e dal 18esimo alla fine mi aiuterà la mente e così è stato!!! Continuo con una media del 4 e 20 fino al 14esimo km! Da li ha inizio la presunta “crisi” le gambe vanno meno ed inizio a sentire la stanchezza ma cerco di non pensare che mi manchino 7 Km bensì tre in quanto dal 18esimo km ci sarà poi la mente che, annusando il traguardo, mi trascinerà. Questa parte del percorso è la più ricca di falsi piani e piccole salite ma mi faccio forza il mio hi pod trova la canzone giusta e proseguo.
Arriva finalmente il cartello 18 spero che il famoso “jolly mente” entri in gioco ritarda un po’ devo dire e in effetti il tempo sale a 4.28 / 4.30 ma entra finalmente in gioco ristringo i denti e continuo fino al cartello 19 che ci riporta verso il centro dove si trova l’arrivo. Tra una curva ed un'altra lo intravedo il gonfiabile blu l’arrivo è vicino, manca ancora un km e mezzo altra curva e il gonfiabile scompare!! Cerco qualche escamotage che mi aiuti...tipo evito il pavè e mi metto sulla parte in pietra più liscia dove riesco a correre meglio in quanto sento meno il male al tallone...raggiungo una salita, trova una curva, altra curva ed imbuco una via stretta alla fine della quale si imbocca il viale dell’arrivo con il castello sulla destra. Raccolgo tutte le forze cerco di tornare a 4. 20 e arrivo sul vialone dell’arrivo.
La scritta “Mitzuno” è vicina ma è lontana, insomma non riesco a decidermi e allora mi dico ”Muoviti e basta !!! “Tiro fuori tutto quello che mi resta addosso, allungo più possibile il passo il traguardo è sempre più vicino inizio a distinguere la scritta rossa del cronometro, leggo 1.32 ormai sono li e mi dico” ma quando sento "sto bip??!" manco poco, un passo, due tre se e sento finalmente la lettura del chip!!!!! Sono arrivato. Il tempo è quello sopra, ufficializzato poi in 1 32’ e 06”! Soddisfatto mi dirigo a bordo pista dove vado poi a ritrovare tutti gli altri che si dicono altrettanto contenti di quanto ottenuto. Bravi tutti in particolare Francesco che, con quasi il doppio dei miei anni, ha fatto il mio stesso tempo. Ci dirigiamo poi verso il cortile del Castello per consegna pacchi, rivestirci e ristoro. Scattiamo qualche foto e dopo circa un’ora ripartiamo alla volta dei nostri paesi.

Che dire d’altro in conclusione…niente…se non che è stata una gran bella giornata ricca di soddisfazioni per tutti!

RISULTATI :

Resnati Lucio 1:26:04 - Garancini Fabrizio 1:32:06 - Sala Marco 1:33:07 - Beretta Bruno: 1:36:18 - Sala Gabriele 1:36:18 - Dell'Oca Alessandro 1:39:13 - Brambilla Fabrizio 1:40:31 - Pescarolo Marco 1:41:22.

Obiettivo SkyRace

Ultimamente nel GPV alcuni affiliati hanno deciso di cimentarsi in una disciplina podistica che unisce la passione per la corsa a quella per la montagna: lo sky running. Letteralmente il significato dei termini è corsa del cielo, ed in effetti il termine rende bene l’idea: sono corse generalmente abbastanza lunghe in termini di kilometraggio, il cui percorso prevede l’ascesa ad una o più cime e la discesa da queste. Il terreno sul quale vanno fatte queste gare sono sentieri di montagna per cui oltre a resistenza fisica è anche necessario imparare a correre su di un terreno sconnesso che richiede molta elasticità muscolare, agilità e una certa dose di spericolatezza soprattutto nei tratti in discesa.
Il primo iscritto a percorrere la via delle sky race è stato Sergio Riva ma ultimamente anche Eduardo cognome, Lucio Resnati e Giuliano Spinelli hanno deciso di cimentarsi nella faticosa impresa.
Visto la soddisfazioni ottenute per la partecipazione alla Reseg Up hanno quindi deciso di partecipare all’edizione del 2010 del “Trofeo Scaccabarozzi”. Il gruppo iscritto alla gara del 19 settembre comprendeva: Sergio (che in ruolo di decano ha optato per la maratona), Giuliano, Lucio, Giorgio Ghezzi ed i neofiti Bruno e Lorenzo Beretta e Paolo Pizzaballa.
Alle ore 8 con partenza da Pasturo con un ritardo di mezz’ora, parte la maratona e quindi il nostro Sergio inizia la sua faticata per i sentieri di Grignetta e Grigna. Alle 9 invece è il turno dei partecipanti alla mezza.
Partenza subito molto difficile in salita prima su un breve tratto di asfalto poi subito su un terreno pietroso reso scivoloso dalle piogge intense del sabato. Sul percorso troviamo una nostra conoscenza “Cecchino”, venuto apposta per fare il tifo. La salita prosegue fino ad un lungo tratto corribile che corre a mezza costa nel bosco, quindi riprende l’arrampicata (impossibile correre) fino ad arrivare un vista del rifugio Pialeral, che viene solo sfiorato. Si prosegue e dopo un tratto di salita “dolce” si arriva alla parte più tosta del percorso: una salita molto tecnica che conduce fino al Bivacco Comolli. Da qui inizia la discesa scendo a rotta di collo guadagnando diverse posizioni fino al rifugio Pialeral, dove si piega per la chiesetta di San Calimero. È questo un tratto da prendere con le pinze perché dopo una corsa su un sentiero a metà fra discesa e falsopiano ci si trova davanti un’altra salita molto tosta ed abbastanza lunga. La fatica è notevole quando si giunge al San Calimero e da qui inizia nuovamente la discesa questa volta immersi nel bosco su un sentiero stretto che mano a mano che si scende verso il rifugio Riva si allarga. Arrivati al Riva manca “poco”, per cui dopo un ristoro si riprende a correre sempre in discesa più a cuor leggero.
Finito il bosco si sbuca letteralmente in mezzo al paese di Pasturo e correndo l’ultimo tratto fra i vicoli strettissimi del paese si giunge al traguardo che per finire in bellezza è posizionato in salita.
La fatica è grande ma anche la soddisfazione; i tempi parlano da soli è una mezza ma si avvicinano a quelli della maratona classica:

Lorenzo 2h50’06”, 53° classificato -----------Giuliano 2h55’03”, 70° classificato

Giorgio 2h57’13”, 73° classificato------------ Paolo 3h14’56”, 109° classificato

Lucio 3h18’48”, 118° classificato ------------Bruno 3h39’15”, 149° classificato

Menzione a parte merita Sergio che ha corso la maratona arrivando prima in cima alla Grignetta, poi al rifugio Bogani, quindi rifugio Brioschi, discesa al Pialeral e ritorno a Pasturo per un totale di 8h58’36” posizionandosi 148°.


Per ciò che mi riguarda è stata un’esperienza molto faticosa (ed anche un poco dolorosa) ma certamente ricca di emozioni e suggestioni fantastiche: un’esperienza da rivivere!


Lorenzo Beretta

ATLETICA LEGGERA

Nel circuito itinerante di corsa su strada
IL G.P. VILLASANTESE IN LUCE A VIGEVANO

VIGEVANO - Buona risposta di atleti e pubblico per la tappa vigevanese della R.U.N., circuito itinerante di corsa su strada sulla distanza dei dieci chilometri. A Vigevano è il Gruppo Podistico Villasantese a mettersi in luce conquistando la prima posizione di categoria con il bravissimo Giorgio Ghezzi , senza rivali tra gli H con un tempo finale di 36'16". Tra i big anche i compagni Lorenzo Beretta e Lucio Resnati , che con i rispettivi crono di 37'39" e 38'53" hanno occupato l'undicesima e la sesta posizione nelle categorie F ed H, ed il resto della compagine brianzola ben inserita nella graduatoria con gli atleti Gerardo Rossini (42'15"), Gabriele Sala (42'19") e Bruno Beretta (42'45")
.

----------------------------------------------------------------------------------------------------------

LA MIA PRIMA MONZA-RESEGONE di Paolo Pizzaballa

Sabato mattina appena mi sveglio capisco che la giornata è diversa del solito. È chiaro: in serata dovrò affrontare la mia prima Monza-Resegone. Trasmetto tensione, mia moglie si accorge del mio umore. Pranzo a base di carboidrati e mi concedo un riposino pomeridiano. Peccato che, complice la tensione e un improvviso acquazzone non riesca a chiudere occhio.
La partenza è programmata alle 21.52.40 ma, mi dicono che farà ritardo.
Alle 17 preparo la borsa per la serata. Ore 18 la tensione sale, esco a fare due passi per Villasanta: sento la necessità di muovermi e stare un po’solo. Torno a casa e alle 19 mangio la seconda dose di carboidrati.
Appena prima delle 20 con Sebastiano, l’amico che ci seguirà in macchina quasi fino ad Erve, ci presentiamo davanti la sede del G.p.V. dove abbiamo l’appuntamento con i miei due compagni d’avventura, Bruno Beretta e Fabrizio Brambilla.

(Nella foto: Sebastiano e Fabrizio decidono i punti di ristoro)

Colpo di scena, Bruno non trova più i documenti e la tessera Fidal indispensabili per ritirare il pettorale, corsa a rischio! Giro di telefonate a Lorenzo, alla moglie di Bruno e alla moglie di Fabrizio, ma dei documenti nulla. Decidiamo di andare a casa di Bruno a prendere un altro documento e il numero di tessera FIDAL.
Nuovo colpo di scena: Bruno salito in casa, ritorna dopo qualche minuto con i documenti “smarriti”…….. erano caduti nella macchina di Lorenzo.

Dopo qualche battuta e le foto di rito con gli amici che nel frattempo erano arrivati sotto casa di Bruno, ci avviano finalmente verso l’Arengario di Monza. Arriviamo alla partenza, l’atmosfera è già elettrizzante: tanta gente, un palco come nelle cronometro di ciclismo e soprattutto tanti corridori e moltissimi sorrisi. Per me, alla prima esperienza è veramente una sensazione particolare, mi sembra a tratti di essere su un palco dove faccio parte degli attori protagonisti.
La gara per eccellenza della Brianza, che fin da ragazzo ho pensato di fare è un sogno che sta per realizzarsi. Per un attimo ho pensato al settembre dell’anno precedente, quando iniziai ad avvicinarmi seriamente alla corsa, quando grazie a Bruno (oramai il “coach”) decisi di far parte della squadra del G.P.V e a quanto, da quel giorno sono riuscito a fare ma soprattutto a quanto la corsa è riuscita a darmi!
Ritiriamo i pettorali e iniziamo a prepararci per la partenza, manca quasi un ora al nostro turno e non vedo l’ora di partire. I due compagni, con già passate esperienze alla Monza-Resegone sembrano più rilassati, ma anche in loro percepisco che la gara è già iniziata…..il coach si muove, saluta tanta gente, a tratti lo perdiamo nella folla. Fabrizio invece, cerca una sedia per rilassarsi e attendere il nostro turno. Fortunatamente le condizioni meteorologiche sembrano migliorare.
Dopo la partenza delle prime squadre, quello che era solo un presentimento diventa realtà…siamo in ritardo di almeno 20 minuti dovremmo arrivare alla Capannina intorno alle quattro: l’obiettivo che ci siamo posti è innanzitutto quello di arrivare e possibilmente entro le 5 ore e mezza. Ci godiamo le partenze delle altre squadre, io mi concedo un massaggio…..finalmente, dopo oltre un ora di attesa si parte. In fila sotto l’Arengario per accedere al palco di partenza, quattro-cinque squadre davanti e finalmente, tocca a noi la squadra 159.
Saliamo, l’emozione è forte, e la cornice di pubblico è fantastica. Iniziano le prime gocce di pioggia ma nulla copre l’emozione del momento. Lo speaker ci presenta, foto, saluti a genitori ed amici ….tre,due,uno…..FINALMENTE si parte!
Si scende tra due ali di folla che ci incita fino al ponte dei leoni, quasi automaticamente si tiene un passo abbastanza sostenuto per far vedere che non si scherza….dopo il ponte, si ritorna verso un passo più ragionevole.

Percorriamo via Lecco ed entriamo in Villasanta, continua una leggera pioggia. Vedo tante facce conosciute, arriviamo in piazza Gervasoni e troviamo tanti amici del G.P.V a farci il tifo, è una bella carica e un momento che poche volte ho vissuto in precedenza. Passare nel comune dove abiti con tutta la folla che ti applaude, è una bella spinta per i circa 37 km mancanti. Passiamo il primo ristoro dove ci aspetta Sebastiano e mio padre per sapere se è tutto ok. Ci diamo l’appuntamento al successivo ristoro dei 10Km. Come immaginavo, Sebastiano vuole essere al 100% della squadra e ogni 3 Km circa si ferma o ci affianca per darci sostegno e chiederci se abbiamo bisogno di qualcosa. Alla fine sicuramente voto 10 al supporto tecnico! Sotto la pioggia incessante maciniamo chilometri, sorpassiamo vari ristori ma soprattutto, attraversando i vari paesini veniamo avvolti dal caloroso tifo della gente comune. È tutta una grande festa e grazie a loro la fatica per molti tratti passa in secondo piano. Surreali certi tratti di strada provinciale di collegamento tra due comuni, tratti conosciuti, percorsi tante volte in macchina ma, nel buio e con le proprie gambe come mezzo di locomozione è tutta un'altra cosa. In questi tratti bui, la pioggia e il silenzio rotto solo dallo scandire delle suole sull’asfalto, hanno fatto di quegli attimi ricordi che sarà difficile dimenticare.

L’andatura è buona, io mi metto dietro a Bruno e Fabrizio che a turno fanno il passo. Prima di Usmate siamo superati dal nostro Federico Morelli (arruolato dalla SAM) o meglio diciamo che gli diamo strada…… lo ritroveremo alla Capannina. Sesto assoluto in 03:44:08, semplicemente UN GRANDE!
Maciniamo chilometri, ai ristori prendiamo del thè e della frutta, Sebastiano ci aspetta con le nostre bevande preparate con cura…. e con l’asciugamano per asciugare non tanto il sudore bensì l’acqua incessante che oramai è diventata una compagna dell’avventura.
Intorno a Merate ritroviamo la moglie di Bruno e gli amici del G.P.V che ci aspettano per darci la carica e fare qualche sfottò (in particolare, in direzione del coach) ….il passo è sempre buono, passiamo i 20Km in 01:45. Dopo Beverate la pioggia sembra aumentare leggermente, inizio a pensare a quando arriveremo ai 32 Km di Calolziocorte; lì, a detta dei miei due compagni inizia veramente la gara.
Per un attimo mi metto davanti a fare il passo ma, dopo un rifornimento lampo nei pressi di Airuno vengo mandato in coda da Fabrizio….. il passo è troppo veloce e vale sempre il discorso di arrivare a Calolzio avendo speso il minimo di energia.
Conoscendo la strada so che manca poco alla deviazione per Calolziocorte, il nostro “primo traguardo”. La fatica inizia a farsi sentire ma, pur dando fastidio, la pioggia è sicuramente meglio dell’afa e aiuta a tenere un buon passo. Bruno ci anticipa che il ponte della ferrovia è il preludio a Calolzio, finalmente lo vediamo spuntare come un miraggio……. Sebastiano instancabile ci segue e ci sprona.
Per un tratto aumentiamo il passo, passiamo nel piccolo centro di Olgiate, dove la gente seduta all’ingresso di vecchie corti aspetta il nostro passaggio e ci fa il tifo. A un certo punto si gira a destra e siamo al ponte sull’Adda, ponte diventato nel mio immaginario, divisorio tra il piano e l’ascesa ai quasi 1200 m della Capannina Monza. La sensazione che mi rimarrà più impressa di quel momento è proprio il cambiamento repentino di atmosfera (in tutti i sensi…). L’acqua impetuosa (anche a causa della pioggia incessante) scende dal lago e gonfia l’Adda, il rumore, il repentino cambiamento di temperatura ma, soprattutto l’ascesa al Resegone di fronte a noi, mi fanno pensare in quel momento che la corsa sta cambiando. Inizia proprio un'altra gara. Percorriamo circa 1 Km e Sebastiano ci aspetta per il rifornimento e il cambio finale prima della fredda e bagnata salita! Ci rifocilliamo con thè – polase e ci cambiamo le magliette impregnate di acqua. In vista del freddo (e ringrazio di averlo fatto…) mi metto la doppia maglietta oltre a rimettermi il kway a mezze maniche. Ascoltando il consiglio di Bruno, è stata una grande idea cambiare calze e scarpe per avere i piedi all’asciutto (almeno per un po’……..).
Torcia in testa, una verifica delle condizioni di tutti e si parte per affrontare i successivi 4 Km che portano al cancello orario di Erve (580 m.slm, partendo da 237 m.slm).

Non faccio nemmeno in tempo a chiedermi quando inizierà la salita che subito ci troviamo su una delle prime rampe di scale (le famose “scorciatoie”) che troveremo su questa prima ascesa. Si tiene un passo veloce e in alcuni tratti si cammina. La salita si fa sentire ma, ci siamo allenati e i risultati si iniziano a vedere. Con determinazione riusciamo ad affrontare bene il primo tratto verso Rossino, siamo superati da altre squadre e altre ne superiamo.
Il passo è abbastanza regolare, usciamo dall’ultima rampa di scala e ci dirigiamo verso una buia serie di tornanti che ci porterà a Erve.
I 35 Km sulle gambe, il tempo, il primo tratto di salita e la consapevolezza di Fabrizio e Bruno su quello che ancora ci aspetta, fa sì che in questo duro tratto risparmiamo le forze, momenti di corsa lenta si alternano a passo veloce. Finalmente, il cancello orario si avvicina. Facciamo un ristoro a Rossino e salutiamo Sebastiano e mio padre che ci hanno seguito infaticabilmente fino a qui. Grazie, bravissimi anche loro.
Nell’ultimo chilometro che ci distanzia da Erve, Fabrizio mi indica dove ha parcheggiato la macchina per il ritorno e già sto male pensando alla strada che da lì a poche ora bisognerà fare alla rovescia per tornare a casa……Finalmente il cancello orario (e rifornimento ) di Erve, lo passiamo in 03:40:35.
Non conoscendo i circa 6 Km mancanti al rifugio (il satellitare alla fine ne ha indicati 4….) e fatti quattro conti dal passaggio orario a Erve, dico ai due compagni che possiamo stare sotto le 5 ore. Per un attimo avrei osato dire addirittura sotto le 4H45…..ma, subito vengo cazziato (scusate il termine ma è il più adatto) dal coach il quale, mi ricorda che ci manca il pezzo più duro con i suoi 600 metri di dislivello….e l’importante è arrivare senza fare certi conti!
Incasso e mi metto sempre dietro al loro passo, fino al ponticello che segna l’inizio del sentiero di montagna. Foto di rito al passaggio e inizio dell’ultimo tratto.

Questa è un'altra immagine che mi rimarrà sempre in mente, il ponticello come netta separazione tra la vecchia e la nuova corsa; una corsa dove non ci sono più le persone ad incitarci durante il percorso, nessuna luce, nessuna casa. Solo noi tre, a correre in un sentiero di montagna alle 2 di notte con solo la luce delle torcie, l’acqua scrosciante e il silenzio assordante della natura intorno.
Dopo un tratto in solitaria subito molto impegnativo, incontriamo qualche altra squadra e subito inizio a pormi una domanda che ripeterò a me stesso molte volte, prima di ripeterla anche ai miei compagni e agli altri concorrenti incontrati:” quanto manca al rifugio?”.
Peccato che il primo tratto è solo l’introduzione. Il bivio per immetterci sul Pratt de Ratt lo imbocchiamo dopo circa mezzora di estenuante ascesa.
Fortunatamente, alla Bocchetta Forcellino c’è un ristoro, la fatica inizia a farsi sentire. A tratti la salita diventa quasi una scalata su delle rocce scivolose. Questi sono i momenti dove la fatica, grazie alla corsa, acquisisce un altro significato…..
Ad un tratto un'altra immagine che mi rimarrà impressa, alzo gli occhi dal terreno impervio e guardando verso la vetta vedo dei puntini luminosi che delineano un tracciato immaginario nel buoi….sono gli altri concorrenti che stanno arrivando alla Capannina. Per un attimo, un gelo per la bellezza e suggestione dell’immagine e, allo stesso tempo, per la distanza (che sembra interminabile) che ci separa dall’arrivo.

Ma anche nei miei compagni percepisco la consapevolezza che l’impresa è vicina!

Aumentano i concorrenti che incontriamo durante l’ascesa. Stanno facendo il percorso inverso per tornare a valle (beati loro mi viene da pensare..), con uno di loro ci fermiamo. Scopro da Bruno che era Zenucchi, il vincitore della gara con 03:04:28.
Il brusio e le voci aumentano, il rifugio è sempre più vicino. Per un tratto il sentiero sembra una strada trafficata di città, concorrenti che scendono verso valle e squadre che fanno l’ultimo sforzo perché la meta è vicina.
Ad un tratto, come dal nulla, compare “la Capanna”. Non sembra vero!

Fabrizio è appena dietro di me, Bruno nella confusione l’abbiamo perso…..è avanti di una ventina di metri. Trovo le ultime forze e afferro la mano di Fabrizio e ci tiriamo di corsa sugli ultimi gradoni, chiamiamo Bruno che ci aspetta. Dopo la foto (anzi due per sicurezza…..), passiamo il tappeto che rileva il tempo finale.
Ce l’abbiamo fatta! Subito un abbraccio tra noi per suggellare l’impresa.
Fabrizio ci aggiorna sul tempo finale, non sembra vero: 04:59:38 (111° in classifica con tratto Erve-Capannina in 01:19:04), abbondantemente sotto l’obiettivo iniziale delle 5H30.
Sentivo che saremmo arrivati sotto le 5H!. La preparazione fatta per la gara, la temperatura e non ultimo la nostra determinazione erano tutti presupposti per far bene. Bravi tutti!
Dopo qualche minuto per riprendersi dalla fatica ci cambiamo stipati in un piccolo tendone allestito per l’occasione. La bassa temperatura e la pioggia sono sempre a farci compagnia ma, ora tutto passa in secondo piano. Entriamo a fatica all’interno del rifugio, dove ci facciamo un bel panino al salame (anche Bruno!) e incontriamo qualche amico e il nostro campione Federico.
Lì, in un angolo a riprendersi dal grande sforzo incontriamo Ambrogio Galbiati, l’uomo della seconda squadra mista del G.P.V (insieme a Nicoletta Longoni e Elena Ferrari) appena arrivati in 05:37:27. Anche la loro una GRANDE IMPRESA!

g

(Nella foto a destra: Gianluca)..................... (Nella foto: Nicoletta, Ambrogio, Elena)

Dopo circa un ora, cambiati e rifocillati, con il nostro zaino in spalla partiamo per affrontare il sentiero in direzione opposta vs Erve. Dopo un tratto, prendiamo il sentiero San Carlo, leggermente più lungo ma nettamente meno impervio del Pra di ratt. In poco tempo diventiamo un bel gruppo in direzione Erve. Sempre pioggia e tanto fango sul sentiero, arriva l’alba a rendere più affascinante la discesa.
Alle 6 del mattino ci troviamo in un bar di Erve a fare colazione. Discutendo, propongo di affrontare l’anno successivo la 100Km del Passatore, Bruno propone la 50Km Lecco.Cassano…… di sicuro, la gara ci ha lasciato delle emozioni che difficilmente dimenticheremo e probabilmente il prossimo anno ci rivedrà.
Durante il ritorno in macchina verso casa (arrivato alle 7:30 !!), mi rendo conto della salita di Erve e della tanta strada che abbiamo fatto per arrivare solo poche ore prima ai 1173 m.slm della Capannina.

Chi dire…. innanzitutto grazie ai miei due infaticabili compagni Fabrizio e Bruno; senza i loro consigli, l’allenamento a suon di Tapasciate e soprattutto, senza il loro “arruolamento” non avrei potuto vivere questa magica esperienza. Un grazie anche all’amico Sebastiano che è stato fondamentale come supporto per quasi tutta la gara e, non per ultimo al nostro vice presidente Mario Ancri che ci ha permesso di ottenere uno degli ambitissimi pettorali…….
È stata un esperienza bellissima che mi ha permesso ulteriormente di capire quanto sia bella la corsa, quanto quella che per molti viene etichettata come “fatica” sia qualcosa di più profondo, qualcosa che permette di scoprire parti del proprio io inesplorate……provare per credere!
Unica nota “stonata”…..per soli 5 secondi, è arrivato davanti a noi Gianluca Perego (BRAVISSIMO!) arruolato con i colori dell’AVIS di Villasanta …. ulteriore motivo per tornare a correrla il prossimo anno!

 

RESEGUP…… Ne avete mai sentito parlare ? Credo di no, visto che quella che si è disputata il 5 Giugno è stata la prima edizione.
L’idea è nata da Giuliano Spinelli, che parlando con Sergio Riva, ha saputo di questa nuova Skyrace. Abbiamo pensato di potercela fare, visto il nostro allenamento su e giù per le scale a consegnare mobili, e così ci siamo iscritti coinvolgendo anche altri atleti del G.P. Villasantese (Luciano ed Eduardo) che subito hanno acconsentito ad aggregarsi alla combriccola.
Ci troviamo dunque Sabato 5 Giugno sul lungolago di Lecco pronti per la partenza di questa nuova avventura, ma con qualche dubbio e incertezza sulla riuscita dell’impresa.
Ore 16 finalmente si parte, fa un gran caldo, ma cominciamo a salire verso il rifugio Stoppani. Giuliano parte di buon passo, io capisco che è meglio rallentare se voglio finire la gara e proseguo con il mio passo. Quando il sentiero non consente più di correre, in quanto troppo ripido, vengo raggiunto da Sergio e da Eduardo che mi superano.
I problemi iniziano dopo il rifugio Stoppani; il sentiero diventa sempre più impegnativo e i ristori finiscono, comunque arrivo in vetta al Resegone al rifugio Azzoni dove trovo Cecchino che mi dice che gli altri hanno già iniziato la discesa.
Dopo essermi rifocillato abbondantemente inizio a stare meglio, ma inizia anche la “maledetta” discesa e vengo raggiunto da Luciano che mi distanzia facilmente.
Nel tratto che conduce ai Piani d’Erna c’è ancora qualche salita, mi sento abbastanza
bene e al ristoro raggiungo Eduardo e Luciano.
Ricomincia la discesa e, dopo quattro ore di corsa arriviamo finalmente al traguardo.
Anche questa è fatta, e, dopo un meritato spuntino, tutti a casa soddisfatti delle
proprie prestazioni.

Resegup Skyrace, partita sabato 5 giugno alle ore 16.00 da Lecco, lungolago, passaggio in vetta al resegone (1.877 mt ) e ritorno in centro citta' con arrivo in piazza Cermenati.
distanza 24km circa, dislivello 1.800mt D+ ( 308 atleti alla partenza )
Noi abbiamo fatto la nostra Lecco-Resegone !! Un in bocca al lupo per gli amici del G.P.V.
che Sabato 19 Giugno parteciperanno alla mitica Monza-Resegone.

Lucio

Tutto è nato quando ho detto a Bruno Beretta che volevo partecipare alla Monza –Resegone,insieme al mio collega Carlo ed ad un nostro amico, Stefano. Gli ho chiesto che ne pensava e lui, colto alla sprovvista, mi ha detto che anche se ero sicuro della mia scelta non dovevo comunque prendere sotto gamba una corsa come la Monza-Resegone. Ci salutammo con l’intenzione di aggiornarci nuovamente sulle mie intenzioni, ma non era nemmeno passata mezz’ora che mi richiama per dirmi che se volevo avremmo potuto incontrarci la domenica seguente sfruttando una “tapasciata” per fare un lungo tutti insieme, compresi Fabrizio e Paolo suoi compagni per la Monza-Resegone.
Quella domenica non mi sentivo in particolare forma, per via di un virus intestinale che mi tormentava da tutta la settimana, tanto che al 23Km mi staccavo dal gruppo e me ne tornavo alla macchina deluso ed amareggiato. Il giorno prima Bruno mi aveva parlato della maratona di Custoza, una sorta di anteprima per la Monza-Resegone, proprio per il suo tratto pianeggiante all’inizio e il sali e scendi nel finale; nonostante la possibilità di fare esperienza, la forma in cui mi trovavo e gli impegni di famiglia (mia moglie lavora la domenica) mi avevano fatto rinunciare da subito.
Arrivato il momento dell’iscrizione alla Monza-Resegone, rimasi un poco rattristato, visto che fu chiusa praticamente il giorno stesso per eccesso di domande. Mi venne però in mente della maratona di Custoza subito la domenica seguente, così ho telefonato a Bruno e gli ho chiesto se c’era ancora la possibilità di iscriversi, lui mi ha detto che non c’era problema così ci siamo messi d’accordo per domenica mattina io, lui, i due Fabrizio e Paolo, in cinque verso la 42Km di Custoza.
Il giorno della gara sveglia alle 05:00 e fatta colazione con una banana e due toast di marmellata, per restare leggero, sono uscito di casa con borsone degno di un marine con ogni cosa che poteva servire in qualsiasi condizioni atmosferica. alzando lo sguardo al cielo, il mio primo è stato “Speriamo di non fare 42Km sotto un nubifragio”. La temperatura era di 11 gradi, ideale per una maratona, ma quelle nuvole nere all’orizzonte non promettevano niente di buono.
Salito in sella al mio scooter mi dirigo a casa di Bruno dove trovo già pronti Paolo e Fabrizio. Siamo subito raggiunti da Bruno e dopo alcuni minuti d’attesa decidiamo di chiamare Fabrizio (l’altro) onde evitare ritardi, e visto che Fabrizio abita nello stesso palazzo di Bruno lui si offre di citofonare ma a causa della mancanza degli occhiali è costretto a chiamare aiuto così Paolo lo raggiunge chiamano Fabrizio e appena ci raggiunge partiamo diretti a Sommacampagna.
Durante il tragitto si parla del più e del meno, ma il mio pensiero è’ rivolto alla gara. Faccio conoscenza con Fabrizio e Paolo visto che li ho incontrati solo un paio di volte, bravi ragazzi e molto simpatici, del resto come quasi tutti i runners che conosco persone semplici e alla mano.
Arrivati alla destinazione ci incontriamo con Luca, Silvano, Nicoletta ed Elena, altri amici del G.P.V.; andiamo quindi a ritirare il pettorale,e qui capisco il clima di festa con cui vivono la maratona le persone del posto, conosco già il mio numero 680. Dopodiché andiamo a berci un caffè al bar, grave errore per Fabrizio perchè se hai lo stomaco sensibile ti può giocare strani scherzi.

Arrivati in palestra Bruno ha la brillante idea di mettere le borse sopra le gradinate unico posto libero dove cambiarsi: capiamo dopo la maratona perchè sono stati lasciati enormi spazi sopra le gradinate.
Stranamente quella mattina non sentivo la stessa tensione che avevo avuto nelle altre competizioni, non che ne abbia fatte tante, mi sentivo tranquillo forse perchè non sapevo a cosa andavo in contro ma sapevo che dovevo essere determinato, e soprattutto non volevo fare figuracce coi miei compagni.
Mi sono ricordato cosa mi diceva Fabrizio, cioè di non partire forte, e mi sono anche venuti in mente i consigli che leggevo su libri ovvero mantenere il ritmo costante.
che io avevo calcolato attorno ai 5’35’’/Km.
Prima della partenza mi rimpinzo con 2 confezioni di gel energetici visto che credo molto nei supplementi energetici essendo un ex culturista so di cosa ha bisogno il mio corpo; mi porto anche due pastiglioni di fruttosio e maltodestrine per i momenti di crisi.
L’unica cosa che mi preoccupava erano i crampi, ho una tremenda paura dei crampi: ricordo una volta che ero uscito a fare un allenamento sopra Montevecchia e dopo circa 19Km mi colse un crampo improvviso in una salita, dove la strada non era frequentata da nessuno, se non da un pazzo con un mega crampo al femorale.
Dopo un breve riscaldamento Paolo ha chiesto a Bruno quale andatura avrebbe adottato, e lui ha risposto che voleva andare tranquillo, e chiuderla in 4h o 4h30’. Io penso: va bene allora seguirò l’andatura di Bruno, mentre Fabrizio intendeva correre fino ai 30km intorno ai 5’20’’/Km e poi avrebbe visto se darci dentro o meno.
Alla partenza tutti vicini ed allineati e dopo una stretta di mano e i buoni auspici esplode il colpo che da il via alla maratona di Custoza: 9 Maggio 2010 ed io parto per la mia prima maratona.
Partiti si fa il giro del paese con le facce perplesse della gente, bambini che salutano, danno il cinque, ed io mi sento bene, sono felice, alzo lo sguardo al cielo e spero che non piova visto che le nuvole nere ci hanno seguito.
Guardo il mio GPS e vedo che il passo e’ di 10-15 secondi più veloce del programmato, però le gambe girano bene e proseguo insieme ai miei compagni comunque dopo il primo ristoro decido di rallentare un po’, ricordandomi di quello che mi ha detto Fabrizio (vai piano all’inizio!), e anche perché non sapevo cosa mi aspettava dopo, a livello fisico ma soprattutto mentale così ho optato per il risparmio energetico.
Andavo al passo dei miei compagni li vedevo erano avanti a me di 50m. Al 13Km, mentre passiamo in paese, vedo Fabrizio G. che cambia improvvisamente direzione, sotto gli occhi increduli della gente sbigottita davanti a questo inaspettato fuori programma, si dirigeva verso una piazza affollata e poi lo perdo di vista .
Proseguo la mia corsa iniziando la discesa verso il Mincio gettando occhiate all’indietro per vedere cosa ne è di Fabrizio. Dopo un po’ lo vedo arrivare, con una falcata rilassata, di uno che aveva appena incominciato la sua corsetta domenicale. Mi spiega che il caffè aveva fatto il “effetto”, ma passato il peggio, mi sorpassa e raggiunge gli altri che ormai avevano guadagnato un certo margine.
Tutto bene fino al 34° Km quando sento un leggero crampo alla gamba sinistra, non gli ho dato molto peso, ero sicuro di farcela. I Km passavano e il ritmo diminuiva con la stanchezza, i piedi mi chiedevano quando si sarebbero fermati, le unghie sembrava si staccassero, ma dovevo proseguire, avevo promesso a mio figlio che gli avrei portato la medaglia della maratona quella che danno ai finisher.
Il mio pensiero era rivolto a lui, e ai miei compagni: non potevo fare una figuraccia, sapevo che stava finendo ero ormai al 38° Km, quando all’improvviso, il segnale che avevo avuto in precedenza, diventa una realtà così afflitto da un crampo quasi mi ha fatto cadere, mi sono dovuto fermare. Sbigottito, incazzato, incredulo mi sono guardato intorno accorgendomi che c’era gente che ormai passeggiava, corrichiava che mi guarda come a dire “Eh si, anche tu sei come noi!”. Chiudo gli occhi per un secondo,e mi viene in mente il viso di mio figlio, le parole di Bruno, le raccomandazioni di Fabrizio. Ricomincio a correre, poi nuovamente un crampo, ancora corsa continuo così per più di 2Km ed arrivato a 200m dal traguardo faccio uno sprint con un altro runner: la gente mi saluta, i bambini tifano.
Vedo e respiro ancora il clima di festa che ho trovato quella mattina quando sono arrivato. HO CONCLUSO LA MIA PRIMA MARATONA IN 4h04’ ma il tempo non mi interessa, l’importante è stata concluderla, è stata una delle esperienze più incredibili della mia vita.
La Maratona mi ha insegnato a non correre contro me stesso ma a correre per me stesso: mi ha insegnato disciplina, costanza, determinazione, sopportazione e forza mentale .
Auguro a tutti, con tutto il mio cuore, di poter correre almeno una maratona nella propria vita.
Ringrazio vivamente i miei compagni del G.P.VILLASANTESE Bruno, Fabrizio B., Paolo e Fabrizio G., ma in particolar modo Bruno che dopo 42km ci ha fatto salire le gradinate per recuperare le borse e farci una doccia .
Scherzi a parte un grosso abbraccio a tutti e un mega grazie a Bruno che mi ha fatto vivere una 42km veramente intensa, buonissimi i loro tempi, specialmente di Fabrizio Garancini che è arrivato prima di tutti.
Continua alla prossima…
Gesini Gabriele

Domenica 3 gennaio 2010 si è disputata la prima edizione della maratonina di Annone B.za, nonostante il freddo intenso -3° e un percorso ondulato a tratti impegnativo non ha certo scoraggiato il nostro atleta Paolo Fumagalli ha tagliare il traguardo con un ottimo real time di 1h31'17" classificandosi 14° nella sua categoria.

Al via erano presenti 320 atleti tra cui spiccavano nomi eccellenti nel panorama atletico Brianzolo, tra cui Pietro Colnaghi risultato poi vincitore con tempo di 1h:09'46", mentre in campo femminile la numero uno è stata Paola Testa che ha chiuso in 1h24'12" .

Testo: Bruno Beretta.................................................Foto: Arturo Barbieri

Mentre ci spostiamo con l'auto verso il parcheggio di Colle Brianza che serve da punto di ristoro si scorgono paesaggi visti raramente negli ultimi anni: alberi completamente coperti da uno strato di brina, strade brillanti una nebbiolina gelida che avvolge ogni cosa tutt'intorno. La nostra meta, in questa mattinata in cui il termometro segna -9°C , è l'eremo del San Genesio o meglio la salita da percorrere per arrivarci.

La corsa in salita di circa 5Km è ormai diventata una classica prima del Natale in cui gli appartenenti al G.P. e altri amici si sfidano per vedere chi riuscirà ad arrivare per primo in cima. Alla partenza siamo quasi 50 matti che sfidano un freddo intenso, mitigato in parte dal sole nascente che ci riscalda coi suoi caldi raggi di luce. Scendiamo veloci verso il punto in cui inizia la salita vera e propria: alcuni decidono di partire immediatamente senza aspettare il via mentre chi vuol far gara si schiera pronto a prender parte alle danze.

Mentre corro mi rendo conto dell'aria gelida che sembra quasi ghiacciare i polmoni e del fondo scivoloso a causa del ghiaccio ma alzando il capo noto dei bellissimi scorci e mi dico che ne è valsa la pena e penso che tutti condividano questo mio pensiero…

Quando torniamo al parcheggio è grande festa con il ristoro che potrebbe sfamare un esercito. Quest'anno inoltre c'è un evento particolare da festeggiare i 50 anni (e dico cinquant'anni!!!) di corsa del mitico Angelo il “Ripa” che quasi si emoziona per la sorpresa che gli facciamo.

Parlando con gli altri e guardandomi intorno mi rendo conto che siamo diventati un gruppo numeroso e molto affiatato, e sicuramente convinto che il 2010 sarà ricco di soddisfazioni.

testo: Lorenzo B. .......................................................foto: Bruno B.

__________________________________________________________________________________________________________

 

"BUON NATALE E BUONCOMPLECORSA ANGELO"

racconto scritto dall'amico atleta Giovanni Villa su Podisti.net

LINK

__________________________________________________________________________________________________________

TESTO: Lorenzo Beretta .................................... FOTO: Roberto Mandelli www.Podisti.net

testo di Elena Ferrari .... fotografie di Roberto Mandelli e Bruno Beretta

Dopo 9 mesi di duri allenamenti e infortuni siamo arrivati al fatidico giorno della partenza, tutti carichi di sogni da realizzare, partiamo in 16 di cui 11 tap runners.. 

L'arrivo a New York è sempre un'emozione, il fuso orario non è un problema e il primo pensiero appena atterrati è il magico pettorale che ti farà volare per 42,197 km.

Il giorno 31 vola che è un piacere ogniuno di noi gironzola con discrezione per la grande mela cercando di non affaticare i muscoli anche perchè il giorno dopo l'impegno è grande..

Alla mattina del 1 novembre sveglia alle 4,30 (Cavicchioli lo perdiamo subito) veniamo imbarcati sul ferry boat in mezzo ad una moltitudine di persone provenienti da tutto il mondo da li veniamo trasportati nel grande campus, ogniuno con la propria destinazione in base al colore del pettorale e lì veniamo lasciati a meditare e riposare per parecchie ore.

Nel frattempo ne vediamo di tutti i colori e gente di ogni tipo, la tensione sale (be non a tutti, Mario è già in ritiro agonistico, mentre io e le mie compagne d'avventura sembra che piu che una maratona stiamo per affrontare una lunga giornata di shopping....)

Alle 9,40 Mario e Antonella della besanese vengono incanalati nelle griglie per iniziare la loro avventura intanto noi tapascioni restiamo al campus con thè caldo e pane, alle 10,20 io Luisa, Nicoletta, Roberto ed Erich la new entry del gruppo al suo esordio (le scommesse sulla sua prestazione si sprecano ...110kg di peso e allenamento poco o nullo...) siamo ai blocchi di partenza ora l'adrenalina e l'emozione prendono il sopravvento sotto le note musicali di new york new york.

Sono stati 42,197 km d'emozione con bande musicali goospel bambini che ti incitavano e scusate se è poco migliaia di persone che ci chiamavano e dicevano "go rabbit" perchè le donne del g.p villasantese hanno fatto tutta la maratona con le orecchie da conigliette ( non quelle di play boy).

La fatica è stata tanta, la maratona di NewYork è molto impegnativa (i professionisti dicono anche tecnica, bhoooo!) ma l'abbiamo vissuta molto intensamente naturalmente senza ambizioni di tempo... i tempi di tutto risppetto dei tap runners sono stati i seguenti: Villa Mario 2,58 the best, Antonella 3,40, Ghezzi Roberto 3,50, Elena e Nicoletta 4,41(come potevamo non fermarci a fare le foto con i pompieri?), Lella 4,50, Cavicchioli 4,58, Erich 6,58 partito con la luce arrivato col buio:)

Ogniuno di noi ha goduto di questo evento internazionale e alla sera tutti eravamo felici, avevamo corso nella grande mela, abbiamo fatto parte della storia con o senz ambizioni di tempo tanto a conti fatti il vincitore c'era già New York city where the world comes to run.

testo di Lorenzo Beretta —•— fotografie di Arturo Barbieri

In una classica cornice autunnale novembrina una parte del G.P. Villasantese insieme ad alcuni infiltrati tra cui io (pol. Besanese) e ad alcuni amici di Vedano e dei Gamber ha fatto trasferta in provincia di Varese per disputare la Mezza di Busto Arsizio, una mezza maratona che si presta ad essere corsa con lo scopo di un buon tempo finale visto il percorso piatto e caratterizzato da viali lunghi e curve ampie.

Al mattino ci ritroviamo al solito punto d'incontro, decidiamo con quali macchine andare e partiamo alla volta di Busto. Appena partiti ci dividiamo e prendiamo strade differenti (e dire che dovevamo restare tutti insieme e superfluo) così ognuno arriva per la propria strada.

Il tempo è pessimo piove piuttosto intensamente fa piuttosto freddo e come se non bastasse tira un'arietta gelida che fa venire la pelle d'oca. A causa delle condizioni meteo avverse il nostro amico Domenico decide di dare forfait mentre il resto della comitiva decide anche se con un poco di ritrosia di partire e correre lo stesso, per ciò che mi riguarda, dopo uno scambio di “buona corsa” con papà, mi aggrego a Federico per un breve riscaldamento in vista della partenza.

nella foto: Anna, Isabella e Paolo

È tutto pronto, e un Dio benigno che guarda noi podisti decide di far smettere di piovere così per lo meno ci sarà evitato il classico bagno di acqua gelida.

Si parte con un percorso bagnato e pieno di pozzanghere che, soprattutto nella fasi iniziali nella ressa della partenza, è difficile evitare. Le scarpe sono ormai zuppe e mentre il gruppo si sgrana la famigerata arietta comincia a farsi sentire e sembra soffiare sempre contro noi che corriamo.

nella foto: Federico e Lorenzo

nella foto: Valentino

I chilometri passano veloci e a metà della corsa si transita su una pista di atletica che segna il confine fra la prima e la seconda metà della gara. Tutti corrono, ognuno con il proprio ritmo, qualcuno fa gara in solitaria e qualcun altro decide di correre con un amico…

nella foto: Gerardo

nella foto: Fabrizio e Bruno

Al traguardo tutti siamo stanchi e contenti indipendentemente dal tempo ottenuto: c'è chi ha fato il personale, chi ha corso al ritmo che si era prefissato e chi ha corso la mezza come un test, comunque mettendo i tempi per iscritto la situazione finale è la seguente: Federico Morelli (meno male che aveva appena corso la maratona…) 1h.17'.39”, Lorenzo Beretta (non sono del G.P.V. ma perdonatemi) 1h.18'.38”, Valentino Moguzzi (grande ritorno) 1hg.25'.18”, Angelo Ripamonti (sempre verde) 1h.31'.58”, Paolo Fumagalli 1h.31'.32”, Gerardo Rossini 1h.33'.14”, Pizzaballa Paolo 1h.38'.17”, Bruno Beretta 1h.38'.31”, Perego Gianluca 1h.38'.43”, Fabrizio Brambilla 1h.39'.27” e Maurizio DiMartino 1h.48'.05”.

nella foto: Angelo Ripamonti

nella foto: GianLuca

nella foto: Paolo

Come sempre alcuni tra di noi riescono ad essere premiati: Federico è sesto, Angelo secondo, Egidio (Gamber) è primo mentre per il gentil sesso Anna ed Isabella (Vedanese e Daini di Carate) sono entrambe quarte nelle rispettive categorie.

Mentre torniamo a casa ripenso ai momenti salienti della giornata e mi godo la soddisfatto la bella esperienza vissuta tra amici.

-----------------------------------------------

LA 5 CASTELLI HALF MARATHON

di Lorenzo Beretta

In occasione della 13° "5 castelli half marathon", svoltasi a Bedizzole (BS) l'11 ottobre, il G.P.V. con gli amici dei Gamber de Cuncuress Egidio, Alberto alias "Citti" e l'infiltrato della Besanese Lorenzo ha partecipato con i suoi atleti alla manifestazione podistica di 21,097 Km. Con uno sfondo suggestivo che comprendeva anche il lago di Garda, il percorso è risultato ostico ed impegnativo a causa dei numerosi saliscendi e delle tre salite quasi interminabili che hanno fatto sudare tutti gli atleti partecipanti. Il primo all'arrivo della comitiva è risultato Lorenzo Beretta con 1h 19' seguiti da Lucio Resnati 1h 28', Valentino Monguzzi (rientrato alla grande dopo un lungo stop causa infortunio), Angelo Ripamonti 1h 33' Silvano Recalcati, Gabriele Sala ed Egidio a pochi secondi l'uno dall'altro a circa 1h 40', Bruno Beretta 1h 46', Il Citti 1h 47' seguito da Maurizio Di Martino (new entry) 1h 48 ed infine Ambrogio Galbiati con 1h 56'. La prestazione di alcuni è stata coronata dal podio nelle rispettive categorie ed in particolare: Lorenzo 3° nella cat. TM, il "Ripa" e il "Citti" 1° e 3° nella cat. MM65 ed il mitico Egidio 1° nella cat. MM70.

Dopo la fatica accompagnati dalle moglie e dai figli nonchè dal presidente del G.P.Villasantese Elio Riboldi

(per l'occasione tifoso ed accompagnatore) tutta la combriccola si è recata a pranzo nell'adiacente agriturismo dove meritatamente si è ripresa con una sana mangiata. La meravigliosa giornata è stata tale anche in virtù del bel tempo e del sole che con i suoi tiepidi raggi ci ha regalato una giornata dal clima mite e dal cielo terso.

-MEZZA DI MONZA -BUONA LA PRIMA PER GLI ATLETI G.P.V.

di Federico Morelli

--LINK: Domenica 20 settembre...

Home

Gruppo Podistico Villasantese®... societa sportiva senza scopo di lucro. Tutte le immagini, i testi e quanto altro inseriti nel sito sono di proprieta della societa o dei rispettivi autori ! Vietata la riproduzione totale o parziale a qualsiasi scopo senza esplicita autorizzazione scritta -leggi la PRIVACY

WebMaster