Un passo, un respiro, un battito….
un passo, un respiro, un battito…e così via fino alla fine,
fino al traguardo, fino a capire il perché.
Tante “ma non troppe” volte ho cercato questi momenti, provato
queste sensazioni e vissuto queste emozioni.
Corro, quindi sono….. una citazione forse troppo importante direbbe
qualcuno, ma quel qualcuno senz’altro non corre, perché chi
corre come noi facciamo saprebbe che in quel correre noi troviamo una
parte di noi stessi, il nostro io si esalta nel compimento dello sforzo
e nel raggiungimento, non del risultato, ma del “traguardo”.
Io corro e voglio arrivare fino in fondo, per dire io c’ero, io
ho provato, io ci sono riuscita:
FEBBRAIO:
04 – Giussano - Campionato Brianzolo: 10° CAT
19 – Seveso - Campionato Brianzolo: 8°CAT
26 – Monza - Campionato Brianzolo: 7° CAT
MARZO:
05 – Carate Brianza - Campionato Brianzolo: 8° CAT
20 – Monza - 17° Campionato Sociale "G.P. i Gamber de Cuncuress"
10 Km: 1°CAT-5°ASSOLUTA
SETTEMBRE:
06 – Sale marasino - Trofeo del Sebino- Campionato Provinciale di
corsa in montagna: 7° CAT
18 – Pasturo - Trofeo Scaccabarozzi- mezzamaratona delle Grigne:
16° ASSOLUTA
OTTOBRE:
17– Cremona - Mezzamaratona - Campionato Italiano - Km 21,097: 19°CAT
NOVEMBRE:
13– Biella-Trail dei Parchi 9° Ysangarda Trail- Km 18,5: 6°CAT
DICEMBRE:
11– Biella-Trail dei Parchi 5° Winter Brich- Km 20 : 7°CAT
Un anno, il 2011, in cui ho di fatto provato sia
qualche delusione ma ho ottenuto anche diverse soddisfazioni.
Un anno in cui la fatica, il sacrificio e la determinazione riunite insieme
hanno fatto da dinamo per darmi l'energia necessaria a farmi percorrere
tutti i chilometri che "dovevo" percorrere.
Un anno in cui, alla fine, poter dire: "ne è valsa la pena".
...cercare di scrivere qualcosa di leggibile, ma soprattutto
di comprensibile (speriamo) relativamente alla giornata di ieri in quel
di Lugano, dove ci siamo cimentati in una distanza, per me nuova, 30km.
Dopo essere passato a prendere Bruno, Lorenzo e Fabrizio a Lesmo ci
siamo spostati a Biassono dove ci aspettava l’altro Fabrizio e….via
siamo partiti per Lugano.
Un po’ scettici sul tragitto che ho scelto, i miei compagni di
viaggio hanno in un primo tempo commentato la strada proponendo alternative
poi, capendo che comunque non avrei modificato lo stesso, si sono rilassati
e si sono goduti il viaggio, durato circa un’ora, chiacchierando
e commentando il panorama (quello che ti può offrire un’autostrada,
si intende).
Siamo così arrivati al confine, dove praticamente non ci hanno
neanche guardato, poi piano piano (i limiti sono tassativi in Svizzera)
siamo arrivati a Lugano e siamo entrati nella cittadina, raggiungendo
il parcheggio servito da bus navetta che ci ha portato poi al ritiro
pettorali (numerati e nominativi).
L’impressione già dall’inizio ha dato l’idea
di una buona organizzazione, parcheggio comodo, navetta ogni 10 min
al massimo, indicazioni per raggiungere il punto dove cambiarsi abbastanza
precise.
Abbiamo avuto la conferma della cosa una volta raggiunto, dopo un piccolo
riscaldamento per le strade di Lugano passando lungo la via del casinò,
il punto di partenza sul lungolago sempre e comunque a ridosso del centro
città: strade del percorso completamente bloccate al traffico,
megaschermo alla partenza con speaker, il tutto inquadrato da due telecamere,
una applicata a un braccio di una decina di metri di altezza e l’altra
che ci “svolazzava” sopra le teste applicata a una specie
di elicotterino comandato a distanza.
Bene…veniamo alla corsa….
La giornata intanto, meteorologicamente, si era volta al meglio, sole,
sempre piacevole, anche se un filo calda.
Appena prima del via, come al solito, ci siamo ripromessi di gestire
bene la corsa, di mantenere un passo comodo (personalmente pensavo 5’20”,
5’30”), di partire piano, di portarla alla fine senza strafare
ecc. ecc….insomma le solite cose.
Al via ovviamente Lorenzo è sparito e Fabrizio G. a ruota, mentre
io, Bruno e Fabrizio B. siamo partiti un po’ trascinati dal gruppo,
un po’ cercando di impostare il nostro ritmo fino al secondo km
circa. In questo spezzone siamo riusciti anche a incitare Lorenzo(ultimo
avvistamento fino all’arrivo) che trottava tranquillamente col
gruppo degli inseguitori dei tre/quattro fuggitivi di testa.
Il primo tratto (fino al settimo km circa), praticamente piatto, è
stato sicuramente allietato dal forte incitamento del pubblico, presente
su tutte le parti abitate del percorso, aiutando così a non mantenere
l’andatura che ci eravamo ripromessi ma ha restare costantemente
sempre un po’ più veloci ad ogni km.
Intanto i km si susseguivano, con ristori ben forniti alternati a spugnaggi
ogni 2,5km circa, costeggiando il lago su una strada a nostra completa
disposizione, dove automobili e qualunque altro ogni genere di mezzo
(biciclette comprese) non erano ammesse, dandoti la possibilità
di goderti anche le vedute che ci circondavano.
Per quanto mi riguarda la gestione della corsa fino a circa il diciottesimo/diciannovesimo
km si è concentrata nel cercare di non strafare per non dovere
pagare dazio nel tratto successivo, quando il percorso ci avrebbe impegnato
sicuramente di più con salite al ventiduesimo, al ventiquattresimo
e così via fino al ventiseiesimo circa.
Passando tutti insieme alla “mezza” in 1h46’ circa,
mi sono reso conto di stare molto bene e quindi ho deciso di provare
ad allungare leggermente cercando di arrivare alla prima salita con
il passo che, a sensazione e senza guardare l’orologio, mi avrebbe
permesso di salire senza grossi pensieri. Le salite che si sono presentate
sono sicuramente state impegnative, ma mentre le correvo pensavo a quanto
mi avevano fatto bene le salite della Brianza, che ogni domenica, vuoi
per una tapasciata piuttosto che un’altra, vuoi per le solite
uscite che si organizzano quando non c’è niente di bello
da correre alla fine mi sono accorto che quelle “oltreconfine”che
stavo corredo non erano poi così ardue, ma salite tranquillamente
approcciabili nonostante i km di percorso già macinati.
..
A questo punto una volta salito mi è toccato scendere, cosa che
ultimamente odio e che puntualmente si rivela deleterio per il mio ginocchio
di “cristallo”.
Con molta cautela e con un gran giramento di “olive”, visto
che mi sono visto passare da molti “runners” che quando
si saliva erano abbastanza fermi sulle gambe, sono sceso fino ad arrivare
così al ventisettesimo km e ritrovarmi nuovamente sul lago e
in piena città.
Gli ultimi tre km sono stati si impegnativi, ma allo stesso tempo sono
riuscito a correrli con una leggera progressione fino a percorrere il
rettilineo di arrivo quasi in volata (con me stesso si intende) ed a
oltrepassare il traguardo estremamente soddisfatto perché finalmente
sono arrivato alla fine di una corsa di questa distanza (per me impegnativa)
senza problemi e in condizioni sul finale che mi hanno permesso anche
di spingere un po’.
Tempo sicuramente inaspettato di 2h32’24” (contentissimo).
Oltrepassato il traguardo, medaglia dell’evento consegnata a tutti
gli arrivati (da aggiungere al bellissimo zaino tecnico consegnatoci
al ritiro pettorali) e meritato ed organizzatissimo ristoro finale.
Come si poteva prevedere ad aspettarmi Lorenzo (2h06’10”
dimostra sempre di essere un atleta serio e preparato) e Fabrizio G.(2h14’18”
una certezza sempre e sempre dando il massimo impegno), tutti insieme
poi immediatamente raggiunti da Bruno(2h35’41” mai mollato
anche accusando spossatezza per tutta la corsa e già il giorno
precedente) e Fabrizio B.(2h37’25” con poca preparazione…forse,
beato lui, ancora un po’ in aria di vacanze essendo appena tornato
dal mare).
Dopo esserci cambiati, pasta- party per tutti, un po’ di relax
di fronte al lago sotto un bel sole caldo e poi verso la macchina con
la navetta, per rientrare, raggiunti dagli SMS dell’organizzazione
gara che ci informavano su tempi ufficiali, passo gara, classifica generale
e classifica di categoria.
Una giornata personalmente molto positiva e che, come dopo ogni corsa,
mi invoglia a continuare in quella che è una passione che ogni
tanto ti regala queste belle giornate.
Spero di essere riuscito a fare quello che mi ero ripromesso
all’inizio: leggibile e soprattutto comprensibile!
--- Prime classificate donne cat.
Over - Longoni Pierluisa, Longoni Nicoletta, Laura Grandis ---
Di Fabrizio Garancini
La parte più difficile per me è sempre
cominciare e, anche oggi, mi trovo in questa condizione!
Vediamo di rompere il ghiaccio con una massima rivista per l’occasione,
ovvero”gara bagnata….gara fortunata”! Diciamo che
di acqua ne è venuta a sufficienza ma ci ha graziati regalandoci
poi una splendida giornata che ha reso questa Mezza Maratona di Vigevano
ancor più piacevole e fortunata !
Partiamo dalla Brianza verso le 7.15, ritrovo Villasanta dove io, Bruno
e il mio omonimo Fabrizio troviamo Paolo e il padre. Il tempo, come
detto sopra, è abbastanza disastroso in quanto piove parecchio.
Fortunatamente, durante il tragitto, ci lasciamo l’acqua alle
spalle mentre ci dirigiamo verso una Vigevano che ci avrebbe regalato
un cielo terso.
Durante il viaggio non riesco a non notare la differenza di paesaggio
tra il triste e piovoso hinterland Milanese e il paesaggio a misura
d’uomo che ci accoglie andando verso la ns destinazione. In effetti
il tempo speso in macchina è passato abbastanza in fretta in
quanto arriviamo a destino verso le 8.20. Parcheggiamo, facciamo due
passi a piedi per raggiungere lo stadio, luogo di partenza della manifestazione,
ritiriamo i pettorali ed incontriamo Ripamonti, e Amedeo, gli altri
iscritti del GPV, che avevano raggiunto in autonomia il posto.
Andiamo sulle gradinate a cambiarci e di li a breve sarebbe giunto il
momento di scaldarsi.
Il sole inizia a fare capolino, la temperatura ad alzarsi e l’orario
della partenza ad avvicinarsi,
In effetti, tempo di fare un paio di rettilinei come riscaldamento,
sono arrivate in meno che non si dica le 9.10. La partenza è
prevista per le 9.30 con vari ingressi scaglionati e scanditi dal colore
dei pettorali .
Da qui abbiamo iniziato a perderci un attimo. Io con Bruno e Fabrizio,
entriamo prima, Paolo è entrato leggermente dopo ma ci raggiunti
nei pressi della linea di partenza.
Mancava poco e tutti i ragionamenti fatti in merito alla metodologia
di corsa da adottare iniziano a venirmi meno nella testa. Paolo mi aveva
consigliato di partire a 4.30, Bruno e Fabrizio di “rischiare“
un po’ di più per riuscire ad ottenere un tempo finale
migliore! Io da buon testone poi agisco sempre d’istinto e lascio
che siano le gambe a guidarmi, soprattutto all’inizio, in quanto
le considero un po’ un termometro…da subito misurano le
mie possibilità/ non possibilità della giornata! Tra un
pensiero e due chiacchiere … il fischio….. si parte!
Vedo davanti a me, lontano, i palloncini dei pacemaker che avrei voluto
seguire giusto per avere un riferimento di massima! Il problema però
è stato avvicinarli. La partenza sulla pista di atletica è
stata abbastanza lenta in quanto le persone erano molte e poco lo spazio
utile al sorpasso.
Io e Paolo stiamo fianco a fianco e per i primi due km e mi fa da fanale
guida con la sua super maglietta arancione. Io, nel mentre, cerco di
capire la risposta delle gambe che mi danno da subito un buon feed-back
…e allora mi dico ” vai…a rallentare…fai sempre
in tempo”! La musica, come al solito, mi aiuta ed inizio ad incrementare
il passo portandolo ad una media tra i 4 e i 4.10 e mi allontano un
po’ da Paolo. La prima parte del percorso è articolato
nelle vie dello splendido centro di Vigevano che culminano nella Piazza
che lascia senza fiato e, se si considera l’attività che
si sta svolgendo, non aiuta !!! …. Ma di certo… regala agli
occhi uno scenario bellissimo!!!
Paolo mi raggiunge, mi sgrida dicendomi che sto andando troppo! Effettivamente
la media…per la MIA media consueta era un po’ spinta ma
mi sentivo bene e mi dispiaceva rallentare ancor prima di essere nella
condizione di doverlo fare!! Gli dico che avrei continuato così
in quanto, fino a quel momento, mi sentivo bene . Eravamo intorno al
5’ km e raggiungiamo Ripamonti, Paolo si affianca a lui e io cerco
di allungare.
Da li sono rimasto solo con il mio ipod che mi regalava
via via canzoni stimolanti . Ci lasciamo alle spalle il centro ed entriamo
nella campagna circostante dove si è svolta la maggior parte
della distanza. Lo sterrato, nonostante avesse smesso di piovere da
poco, era bello e consentiva di andare al meglio. La mia media si mantiene
tra il 4 e il 4 e 10, sono molto soddisfatto e la cosa mi incentiva
a non mollare. In tutta onesta questi 10 km passano in fretta e verso
la fine, prima di riavvicinarci al centro, raggiungo un gruppo che ha
il mio stesso passo con il quale corro un paio di km. Inizio a sentire
un po’ di stanchezza verso il 17’ km, per la precisione
lungo il percorso che costeggia il fiume. Il terreno è leggermente
fangoso, ci sono un po’ di sali e scendi e i km percorsi iniziano
a sentirsi. Mi faccio forza in quanto non manca tantissimo e, terminato
il percorso che costeggia il fiume, iniziamo a ritornare verso il centro,
nello specifico verso lo stadio luogo di partenza ed arrivo. Non nego
che al 19’ km speravo di vedere quanto prima il traguardo ma,
al tempo stesso, il cronometro mi diceva che se non avessi mollato,
avrei concluso sotto l’ora e trenta minuti che è da sempre
il mio obbiettivo . Potevo mollare dunque?!? Stringo i denti e prendo
come riferimento un tizio davanti a me che correva e non sembrava per
niente stanco! Penso: ”lui sicuramente non molla, io lo seguo
e per proprietà transitiva….ce la posso fare ! ”In
effetti tutto torna come da manuale e vedo profilarsi all’orizzonte
lo stadio, manca poco!! Facciamo un rettilineo, svoltiamo a destra e
di li a breve l’ingresso alla pista dove, dopo averne percorso
circa 300 metri, si sarebbe erso il gonfiabile con la scritta “ARRIVO”!
Non resta che racimolare le ultime forze e indirizzarle alle gambe…e
questo faccio trovando anche la lucidità di guardare il cronometro
che segna un 3 e 45! Il rettilineo finisce, inizia la curva, il mio
riferimento NON STANCO è li vicino e tutto voglio tranne che
si allontani! Allungo più che posso, la curva è terminata
e il gonfiabile è li davanti, razionalmente vicino ma mentalmente
ancora lontano! Vado più che posso e taglio il traguardo in 1h
28’ e 24 “ al mio cronometro!
La sfida con il cronometro è vinta in quanto ho concluso la mezza
sotto l’ora e trenta che è da sempre il mio obbiettivo.
Mi sento molto soddisfatto per il risultato fine a se stesso che considero
una “vincita” e una rivincita se mi ripenso qualche anno
fa quando, correndo a scuola con i miei 110 kg, non riuscivo nemmeno
a finire un giro della pista di atletica!
Mi dirigo poi verso lo splendido ristoro dove trovo
tutti i miei compagni che mi dicono essere molto contenti dei risultati
ottenuti. Qui sotto il dettaglio:
Bruno Beretta : 1,36.32
Paolo Pizzaballa : 1,34.11
Fabrizio Brambilla : 1,38.46
Ripamonti : 1,33.20
Amedeo: non pervenuta
Rifocillati dopo tanta fatica ci cambiamo, ritiriamo il
pacco gara e ci dirigiamo alla macchina che ci porterà a casa
felici della giornata trascorsa e dei risultati ottenuti !
Domenica
6 Marzo 2011 - Mezza di Piacenza
Ciao
Elena cosa ne dici se andiamo a piacenza per la mezza? Va bene Laura
quest'anno il mio obiettivo è di fare una mezza in 1,50 provo
a Marrakesh poi vengo con te e se va male provo a Praga, allora siamo
d'accordo? Ok partiamo con la preparazione
due volte alla settimana sveglia alle 6 si entra nel parco inconto Paco
e Gianni e con tanta pazienza da parte loro si comincia con i lavori
ripetute (ma cosa sono? ) allunghi ( ma che fatica) salite (uffa non
ne posso più) Spronata da questi Baldi giovani alla domenica
che si fa? Naturalmente la Brianza dove si aggiunge Pierangelo (anche
lui ci mette del suo) e noi due dietro sempre più provate e sempre
più sconsolate (ma perchè tutta questa fatica?)
La domenica prima ci guardiamo in faccia e ci diciamo ma dobbiamo proprio
andare? Ma si dai male che vada corriamo col pensiero che quando finiamo
si va fuori a mangiare e che mangiare....
Si parte di buon mattino, meno male che nessuno ci vede 2 zombi a confronto
sono piu belli, il nostro autista Ghezzi ci accompagna sbagliamo uscita
ma tanto il tempo c'è.
Si arriva e cominciamo col ritiro pettorali dove intravediamo molte
persone della Brianza, l'odore della crema che dovrebbe fare andare
più forte inizia ad invadere tutto il palazzetto mentre io e
Laura cerchiamo di concentrarci (mi scappa da ridere).
Pronti di tutto punto in attesa della partenza cominciamo a fare la
tattica Laura a quanto dobbiamo andare per poter stare nell'1,50? Dobbiamo
andare a 5,30 ok proviamo? Va bene BANG colpo di cannone e si parte
i primi km sotto i 5 forse stiamo andando troppo forte Laura mi dice
tu vai io rallento, e allora continuo col mio ritmo che dopo 10 km mi
impone di rallentare perchè inizio ad essere troppo stanca avendo
davanti ancora 11km ogni tanto guardo l'orologio e mi sembra di essere
in media all 17km sono stufa e mi dico basta non mi interessa fare il
tampo non è per me, ma poi mi si avvicina un ragazzo che stà
preparando una gara di triatlon e mi da un po di coraggio, mi dice ma
guarda che sei nei tempi non mollare, allora mi rimetto in sesto e arrivo
al 19km in 1,37 e dico ma forse è la volta buona. Al 20km inizio
a cercare non so da dove le ultime forze e faccio gli ultimi 300m senza
fiato e intanto penso a tutto quello che Annalisa mi a sempre detto
BUTTA FUORI TUTTO passo sotto lo striscione in 1,49,57 real time 1.50,20
dal cronometro ufficiale non ci potevo credere FINAMENTE sono riucita
in questa impresa.
Che dire? Tanta gioia per me e per tutto quello che ho fatto per arrivare
a ciò e un grazie a tutti quelli che pazientemente mi hanno aiutato
e spronato, certo che per certi corridori questo tempo fara sorridere
ma vi garantisco che la fatica è stata tanta ma la soddisfazione
ancora di più
ciao e alla prossiama
Elena
-
Cena Sociale del G.P. Villasantese -
Febbraio
2011
Anche
questo anno il Gruppo Podistico Villasantese ha festeggiato con i suoi
soci in allegria la consueta cena sociale che come da tradizione si
è svolta presso la Baita degli Alpini di Giussano. Al termine
della cena si sono tenute le premiazioni che hanno visto vittoriosi
i soci con il maggior numero di gare corse nel 2010. Non poteva nemmeno
mancare la simpatica lotteria che ha vivacizzato ulteriormente l'atmosfera.
21 Novembre 2010, di Paolo Pizzaballa L’ULTIMA GARA DELL’ANNO. FORSE….
Tanta pioggia ma, soprattutto una buona prestazione del G.P.V. nelle
gare in programma a Salsomaggiore. Io, Bruno Beretta, Fabrizio Brambilla
e Silvano Recalcati siamo partiti di buon ora (alle 6:00) per andare
ad affrontare i 24Km della Salso-Pellegrino. Silvano insieme a Federico
Morelli avevano addirittura in programma la 46Km. Partenza della gara
alle 8:30. Acqua incessante per tutta il percorso di gara! Per il sottoscritto
era la prima volta a Salsomaggiore ed ero curioso di capire le difficoltà
del percorso dovute ai vari saliscendi. Detto fatto, dopo un breve tratto
iniziale in Salso si parte subito con una bella salita e poi continui
saliscendi fini all’arrivo. A parte dei tratti piatti il percorso
della 24km è duro ma, nulla a confronto con la seconda parte
affrontata dai partecipanti alla 46Km! Il percorso non è per
nulla noioso: il paesaggio e i colori sono molto belli. Peccato per
la pioggia, ma anche questo fa parte di quello che una gara ti lascia
come ricordo positivo. Riesco a finire in 1:58 al 25° posto su 86
partecipanti, Bruno in 31° posizione con 2:02 e Fabrizio in 37°
con 2:04. Contando l’immancabile break pipì e i dolori
accusati nell’ultimo periodo (fortunatamente non registrati in
gara) non posso che essere contento della mia prestazione e sicuramente
il prossimo anno sarò ancora al via (chissà, magari per
la 46Km). Ulteriore nota positiva:sia io che Fabrizio siamo risultati
2° di categoria. Anche se tra pochi comunque una soddisfazione!
Nella 46Km, grandissima prestazione di Federico. Arriva secondo assoluto
con uno strepitoso 3:17. Lo abbiamo incontrato pochi minuti dopo il
suo arrivo ed era fresco come una rosa. Uno dei suoi primi commenti
è stato: “sono andato in progressione e alla fine ne avevo
ancora”. Ancora Complimenti! Anche Silvano prestazione TOP con
la 33° posizione conquistata in soli 4:16. Il suo commento “
tra le gare più dure che abbia mai fatto, paesaggio stupendo
“ e come dargli torto! Il G.P.V. si è anche cimentato con
due squadre nelle altre gare in programma. Sulla staffetta di Santa
Lucia con un team di “magnifici 6”: Vittorio Casertelli,
Eduardo Marcarella, Mario Villa, Giuliano Spinell, Corrado Redaelli,
Giorgio Ghezzi ha chiuso i 46Km in 3:08 in 10° posizione. Nella
staffetta a due i nostri Angelo Ripamonti, Marco Sala, Amedeo Casiraghi,
Ambrogio Galbiati, Francesco Riboldi, Adelio Meregalli, Alberto Citterio
e Paolo hanno chiuso in 11° posizione in 3:34. Entrambe grandi prestazioni,
peccato per la prima squadra che ha subito un rallentamento su un cambio.
La
cosa più difficile dopo la mezza Maratona di Pavia disputata
ieri è scriverne un articolo oggettivo, con memoria lucida e
con giusta “distanza” dai fatti...beh...considerandomi carente
di quanto sopra appoggerei subito la penna ma ogni promessa è
debito e allora proviamoci!
Dopo qualche piccolo contrattempo e la partenza ritardata di circa mezz’ora
sulla tabella di marcia, riusciamo a partire all’alba delle 7.15
sfatando poi, nel corso della bella giornata trascorsa, la massima ”Il
buongiorno si vede dal mattino”. La strada per Pavia è
abbastanza veloce...diciamo che i paesaggi milanesi che portano verso
quelli pavesi non sono dei migliori, tra tangenziale e autostrada...ci
siamo capiti! Fortunatamente uscendo da Milano il tutto migliora e il
Pavese regala un paesaggio più a misura d’uomo, dove esiste
ancora il verde e il non dominio del cemento. Alle 8.00 circa raggiungiamo
a Pavia, la città stessa conferma quanto appena detto e appropinquandoci
verso il Castello Visconteo, luogo di ritrovo della manifestazione,
si apre un centro storico molto bello. Dopo un 10 minuti di vagare parcheggiamo
e a piedi raggiungiamo il punto di ritrovo. Il Castello si presenta
davanti, molto imponente e bello, trasuda storia e mi ricorda, in piccolo,
il Castello Sforzesco. Ritiriamo i pettorali, facciamo una tappa caffè&varie
al bar, torniamo alla macchina, prendiamo le borse e, a questo punto,
vista l’ora, torniamo nel cortile del Castello dove sono state
adibite alcune zone a spogliatoio.
Sono le 8.40. Ci vestiamo e le 9.00 sono subito li tra un’ indecisione
se indossare canottiera o maglietta, ecc. Inizia il riscaldamento. Le
9.30, orario previsto per la partenza, sono alle porte. Facciamo un
po’ avanti e indietro e, di mio, cerco di capire quanto il tallone
urli vendetta. Dopo una decina di minuti ci allineiamo. Manca poco le
persone intorno sono tante...quante non saprei. Ricordo che a fianco
a me c’erano Alessandro, Marco e una moltitudine di gente. La
tensione sale lo schioppo della pistola è sempre più prossimo
e in men che non di dica si parte.
Solito caos iniziale, si fa fatica a passare, superare e anche mantenere
la posizione. Il percorso si distribuisce nel centro storico di Pavia
e leggermente al di fuori, articolandosi tra le vie e le case più
vecchie del centro e andando a toccare le rive del Ticino.
Da subito ascolto il buon Fabrizio, mio omonimo, ma con qualche primavera
di più, che mi aveva consigliato: ”cerca di dare il meglio
da subito...dopo il decimo Km quanto perso, certo non lo recuperi più!”...e
così faccio! Parto al meglio mi assestandomi su un buon passo
(per me!). Tra il 4.00 e il 4.10 al km e mi domando ”ma ci arriverò
alla fine??”...va beh..ormai ci sono…. Tra un salto su un
marciapiede e uno per evitare una buca raggiungo Fabrizio e Bruno che
sono davanti a me e continuo, poco dopo mi raggiunge Lucio che mi passa
e mi sparisce dalla vista a breve. Da quel punto non vedo più
nessuno. Continuo a guardare il cronometro cosa per me inconsueta e
che non amo fare, ma mi da sicurezza. I primi 3 km passo in men che
non si dica e dalle vie più centrali, strette, delineate da palazzi
antichi ed articolate in varie svolte a destra e sinistra, si inizia
poi correre lungo il fiume. Qui i rettilinei sono molto lunghi, pianeggianti,
ma di tanto in tanto si presentano falsi piani e piccole salite e il
fiato non ringrazia! L’alternarsi dinamico di fiume e centro storico
porta a breve al decimo km dove, onor del vero, mi sento ancora in forma!
Lo taglio in circa 43 minuti e da li penso che avrà inizio la
parte più dura, quella che mi divide dall’ancor lontano
21.097! Mentalmente cerco di dividere gli 11 km che mancano in 3 parti,
sarà stupido magari si, ma a me aiuta! Penso che dal 10ecimo
al 14esmo km dovrei tenere dal 14esimo al 18esimo inizierò a
perdere i pezzi, e dal 18esimo alla fine mi aiuterà la mente
e così è stato!!! Continuo con una media del 4 e 20 fino
al 14esimo km! Da li ha inizio la presunta “crisi” le gambe
vanno meno ed inizio a sentire la stanchezza ma cerco di non pensare
che mi manchino 7 Km bensì tre in quanto dal 18esimo km ci sarà
poi la mente che, annusando il traguardo, mi trascinerà. Questa
parte del percorso è la più ricca di falsi piani e piccole
salite ma mi faccio forza il mio hi pod trova la canzone giusta e proseguo.
Arriva finalmente il cartello 18 spero che il famoso “jolly mente”
entri in gioco ritarda un po’ devo dire e in effetti il tempo
sale a 4.28 / 4.30 ma entra finalmente in gioco ristringo i denti e
continuo fino al cartello 19 che ci riporta verso il centro dove si
trova l’arrivo. Tra una curva ed un'altra lo intravedo il gonfiabile
blu l’arrivo è vicino, manca ancora un km e mezzo altra
curva e il gonfiabile scompare!! Cerco qualche escamotage che mi aiuti...tipo
evito il pavè e mi metto sulla parte in pietra più liscia
dove riesco a correre meglio in quanto sento meno il male al tallone...raggiungo
una salita, trova una curva, altra curva ed imbuco una via stretta alla
fine della quale si imbocca il viale dell’arrivo con il castello
sulla destra. Raccolgo tutte le forze cerco di tornare a 4. 20 e arrivo
sul vialone dell’arrivo.
La scritta “Mitzuno” è vicina ma è lontana,
insomma non riesco a decidermi e allora mi dico ”Muoviti e basta
!!! “Tiro fuori tutto quello che mi resta addosso, allungo più
possibile il passo il traguardo è sempre più vicino inizio
a distinguere la scritta rossa del cronometro, leggo 1.32 ormai sono
li e mi dico” ma quando sento "sto bip??!" manco poco,
un passo, due tre se e sento finalmente la lettura del chip!!!!! Sono
arrivato. Il tempo è quello sopra, ufficializzato poi in 1 32’
e 06”! Soddisfatto mi dirigo a bordo pista dove vado poi a ritrovare
tutti gli altri che si dicono altrettanto contenti di quanto ottenuto.
Bravi tutti in particolare Francesco che, con quasi il doppio dei miei
anni, ha fatto il mio stesso tempo. Ci dirigiamo poi verso il cortile
del Castello per consegna pacchi, rivestirci e ristoro. Scattiamo qualche
foto e dopo circa un’ora ripartiamo alla volta dei nostri paesi.
Che
dire d’altro in conclusione…niente…se non che è
stata una gran bella giornata ricca di soddisfazioni per tutti!
RISULTATI
:
Resnati Lucio 1:26:04 -
Garancini Fabrizio 1:32:06 - Sala Marco
1:33:07 - Beretta Bruno: 1:36:18 -
Sala Gabriele 1:36:18 - Dell'Oca Alessandro
1:39:13 - Brambilla Fabrizio 1:40:31 -
Pescarolo Marco 1:41:22.
Obiettivo
SkyRace
Ultimamente nel GPV alcuni affiliati
hanno deciso di cimentarsi in una disciplina podistica che unisce la
passione per la corsa a quella per la montagna: lo sky running. Letteralmente
il significato dei termini è corsa del cielo, ed in effetti il
termine rende bene l’idea: sono corse generalmente abbastanza
lunghe in termini di kilometraggio, il cui percorso prevede l’ascesa
ad una o più cime e la discesa da queste. Il terreno sul quale
vanno fatte queste gare sono sentieri di montagna per cui oltre a resistenza
fisica è anche necessario imparare a correre su di un terreno
sconnesso che richiede molta elasticità muscolare, agilità
e una certa dose di spericolatezza soprattutto nei tratti in discesa.
Il primo iscritto a percorrere la via delle sky race è stato
Sergio Riva ma ultimamente anche Eduardo cognome, Lucio Resnati e Giuliano
Spinelli hanno deciso di cimentarsi nella faticosa impresa.
Visto la soddisfazioni ottenute per la partecipazione alla Reseg Up
hanno quindi deciso di partecipare all’edizione del 2010 del “Trofeo
Scaccabarozzi”. Il gruppo iscritto alla gara del 19 settembre
comprendeva: Sergio (che in ruolo di decano ha optato per la maratona),
Giuliano, Lucio, Giorgio Ghezzi ed i neofiti Bruno e Lorenzo Beretta
e Paolo Pizzaballa.
Alle ore 8 con partenza da Pasturo con un ritardo di mezz’ora,
parte la maratona e quindi il nostro Sergio inizia la sua faticata per
i sentieri di Grignetta e Grigna. Alle 9 invece è il turno dei
partecipanti alla mezza.
Partenza subito molto difficile in salita prima su un breve tratto di
asfalto poi subito su un terreno pietroso reso scivoloso dalle piogge
intense del sabato. Sul percorso troviamo una nostra conoscenza “Cecchino”,
venuto apposta per fare il tifo. La salita prosegue fino ad un lungo
tratto corribile che corre a mezza costa nel bosco, quindi riprende
l’arrampicata (impossibile correre) fino ad arrivare un vista
del rifugio Pialeral, che viene solo sfiorato. Si prosegue e dopo un
tratto di salita “dolce” si arriva alla parte più
tosta del percorso: una salita molto tecnica che conduce fino al Bivacco
Comolli. Da qui inizia la discesa scendo a rotta di collo guadagnando
diverse posizioni fino al rifugio Pialeral, dove si piega per la chiesetta
di San Calimero. È questo un tratto da prendere con le pinze
perché dopo una corsa su un sentiero a metà fra discesa
e falsopiano ci si trova davanti un’altra salita molto tosta ed
abbastanza lunga. La fatica è notevole quando si giunge al San
Calimero e da qui inizia nuovamente la discesa questa volta immersi
nel bosco su un sentiero stretto che mano a mano che si scende verso
il rifugio Riva si allarga. Arrivati al Riva manca “poco”,
per cui dopo un ristoro si riprende a correre sempre in discesa più
a cuor leggero.
Finito il bosco si sbuca letteralmente in mezzo al paese di Pasturo
e correndo l’ultimo tratto fra i vicoli strettissimi del paese
si giunge al traguardo che per finire in bellezza è posizionato
in salita.
La fatica è grande ma anche la soddisfazione; i tempi parlano
da soli è una mezza ma si avvicinano a quelli della maratona
classica:
Lorenzo 2h50’06”, 53°
classificato -----------Giuliano
2h55’03”, 70° classificato
Giorgio 2h57’13”, 73°
classificato------------ Paolo 3h14’56”,
109° classificato
Lucio 3h18’48”, 118°
classificato ------------Bruno 3h39’15”,
149° classificato
Menzione a parte merita Sergio che
ha corso la maratona arrivando prima in cima alla Grignetta, poi al
rifugio Bogani, quindi rifugio Brioschi, discesa al Pialeral e ritorno
a Pasturo per un totale di 8h58’36” posizionandosi 148°.
Per ciò che mi riguarda è stata un’esperienza molto
faticosa (ed anche un poco dolorosa) ma certamente ricca di emozioni
e suggestioni fantastiche: un’esperienza da rivivere!
Lorenzo Beretta
ATLETICA LEGGERA
Nel circuito itinerante di corsa su strada IL
G.P. VILLASANTESE IN LUCE A VIGEVANO
VIGEVANO - Buona risposta di atleti e pubblico
per la tappa vigevanese della R.U.N., circuito itinerante di corsa su
strada sulla distanza dei dieci chilometri. A Vigevano è il Gruppo
Podistico Villasantese a mettersi in luce conquistando la prima posizione
di categoria con il bravissimo Giorgio
Ghezzi , senza rivali tra gli H con un
tempo finale di 36'16". Tra i big anche i compagni Lorenzo
Beretta e Lucio Resnati
, che con i rispettivi crono di 37'39" e 38'53" hanno occupato
l'undicesima e la sesta posizione nelle categorie F ed H, ed il resto
della compagine brianzola ben inserita nella graduatoria con gli atleti
Gerardo Rossini (42'15"), Gabriele
Sala (42'19") e Bruno Beretta
(42'45").
Sabato
mattina appena mi sveglio capisco che la giornata è diversa del
solito. È chiaro: in serata dovrò affrontare la mia prima
Monza-Resegone. Trasmetto tensione, mia moglie si accorge del mio umore.
Pranzo a base di carboidrati e mi concedo un riposino pomeridiano. Peccato
che, complice la tensione e un improvviso acquazzone non riesca a chiudere
occhio.
La partenza è programmata alle 21.52.40 ma, mi dicono che farà
ritardo.
Alle 17 preparo la borsa per la serata. Ore 18 la tensione sale, esco
a fare due passi per Villasanta: sento la necessità di muovermi
e stare un po’solo. Torno a casa e alle 19 mangio la seconda dose
di carboidrati.
Appena prima delle 20 con Sebastiano, l’amico che ci seguirà
in macchina quasi fino ad Erve, ci presentiamo davanti la sede del G.p.V.
dove abbiamo l’appuntamento con i miei due compagni d’avventura,
Bruno Beretta e Fabrizio Brambilla.
(Nella foto: Sebastiano e Fabrizio decidono i punti
di ristoro)
Colpo
di scena, Bruno non trova più i documenti e la tessera Fidal
indispensabili per ritirare il pettorale, corsa a rischio! Giro di telefonate
a Lorenzo, alla moglie di Bruno e alla moglie di Fabrizio, ma dei documenti
nulla. Decidiamo di andare a casa di Bruno a prendere un altro documento
e il numero di tessera FIDAL.
Nuovo colpo di scena: Bruno salito in casa, ritorna dopo qualche minuto
con i documenti “smarriti”…….. erano caduti
nella macchina di Lorenzo.
Dopo
qualche battuta e le foto di rito con gli amici che nel frattempo erano
arrivati sotto casa di Bruno, ci avviano finalmente verso l’Arengario
di Monza. Arriviamo alla partenza, l’atmosfera è già
elettrizzante: tanta gente, un palco come nelle cronometro di ciclismo
e soprattutto tanti corridori e moltissimi sorrisi. Per me, alla prima
esperienza è veramente una sensazione particolare, mi sembra
a tratti di essere su un palco dove faccio parte degli attori protagonisti.
La gara per eccellenza della Brianza, che fin da ragazzo ho pensato
di fare è un sogno che sta per realizzarsi. Per un attimo ho
pensato al settembre dell’anno precedente, quando iniziai ad avvicinarmi
seriamente alla corsa, quando grazie a Bruno (oramai il “coach”)
decisi di far parte della squadra del G.P.V e a quanto, da quel giorno
sono riuscito a fare ma soprattutto a quanto la corsa è riuscita
a darmi!
Ritiriamo i pettorali e iniziamo a prepararci per la partenza, manca
quasi un ora al nostro turno e non vedo l’ora di partire. I due
compagni, con già passate esperienze alla Monza-Resegone sembrano
più rilassati, ma anche in loro percepisco che la gara è
già iniziata…..il coach si muove, saluta tanta gente, a
tratti lo perdiamo nella folla. Fabrizio invece, cerca una sedia per
rilassarsi e attendere il nostro turno. Fortunatamente le condizioni
meteorologiche sembrano migliorare.
Dopo la partenza delle prime squadre, quello che era solo un presentimento
diventa realtà…siamo in ritardo di almeno 20 minuti dovremmo
arrivare alla Capannina intorno alle quattro: l’obiettivo che
ci siamo posti è innanzitutto quello di arrivare e possibilmente
entro le 5 ore e mezza. Ci godiamo le partenze delle altre squadre,
io mi concedo un massaggio…..finalmente, dopo oltre un ora di
attesa si parte. In fila sotto l’Arengario per accedere al palco
di partenza, quattro-cinque squadre davanti e finalmente, tocca a noi
la squadra 159.
Saliamo, l’emozione è forte, e la cornice di pubblico è
fantastica. Iniziano le prime gocce di pioggia ma nulla copre l’emozione
del momento. Lo speaker ci presenta, foto, saluti a genitori ed amici
….tre,due,uno…..FINALMENTE si parte!
Si scende tra due ali di folla che ci incita fino al ponte dei leoni,
quasi automaticamente si tiene un passo abbastanza sostenuto per far
vedere che non si scherza….dopo il ponte, si ritorna verso un
passo più ragionevole.
Percorriamo
via Lecco ed entriamo in Villasanta, continua una leggera pioggia. Vedo
tante facce conosciute, arriviamo in piazza Gervasoni e troviamo tanti
amici del G.P.V a farci il tifo, è una bella carica e un momento
che poche volte ho vissuto in precedenza. Passare nel comune dove abiti
con tutta la folla che ti applaude, è una bella spinta per i
circa 37 km mancanti. Passiamo
il primo ristoro dove ci aspetta Sebastiano e mio padre per sapere se
è tutto ok. Ci diamo l’appuntamento al successivo ristoro
dei 10Km. Come immaginavo, Sebastiano vuole essere al 100% della squadra
e ogni 3 Km circa si ferma o ci affianca per darci sostegno e chiederci
se abbiamo bisogno di qualcosa. Alla fine sicuramente voto 10 al supporto
tecnico! Sotto la pioggia incessante maciniamo chilometri, sorpassiamo
vari ristori ma soprattutto, attraversando i vari paesini veniamo avvolti
dal caloroso tifo della gente comune. È tutta una grande festa
e grazie a loro la fatica per molti tratti passa in secondo piano. Surreali
certi tratti di strada provinciale di collegamento tra due comuni, tratti
conosciuti, percorsi tante volte in macchina ma, nel buio e con le proprie
gambe come mezzo di locomozione è tutta un'altra cosa. In questi
tratti bui, la pioggia e il silenzio rotto solo dallo scandire delle
suole sull’asfalto, hanno fatto di quegli attimi ricordi che sarà
difficile dimenticare.
L’andatura
è buona, io mi metto dietro a Bruno e Fabrizio che a turno fanno
il passo. Prima di Usmate siamo superati dal nostro Federico Morelli
(arruolato dalla SAM) o meglio diciamo che gli diamo strada……
lo ritroveremo alla Capannina. Sesto assoluto in 03:44:08, semplicemente
UN GRANDE!
Maciniamo chilometri, ai ristori prendiamo del thè e della frutta,
Sebastiano ci aspetta con le nostre bevande preparate con cura….
e con l’asciugamano per asciugare non tanto il sudore bensì
l’acqua incessante che oramai è diventata una compagna
dell’avventura.
Intorno a Merate ritroviamo la moglie di Bruno e gli amici del G.P.V
che ci aspettano per darci la carica e fare qualche sfottò (in
particolare, in direzione del coach) ….il passo è sempre
buono, passiamo i 20Km in 01:45. Dopo Beverate la pioggia sembra aumentare
leggermente, inizio a pensare a quando arriveremo ai 32 Km di Calolziocorte;
lì, a detta dei miei due compagni inizia veramente la gara.
Per un attimo mi metto davanti a fare il passo ma, dopo un rifornimento
lampo nei pressi di Airuno vengo mandato in coda da Fabrizio…..
il passo è troppo veloce e vale sempre il discorso di arrivare
a Calolzio avendo speso il minimo di energia.
Conoscendo la strada so che manca poco alla deviazione per Calolziocorte,
il nostro “primo traguardo”. La fatica inizia a farsi sentire
ma, pur dando fastidio, la pioggia è sicuramente meglio dell’afa
e aiuta a tenere un buon passo. Bruno ci anticipa che il ponte della
ferrovia è il preludio a Calolzio, finalmente lo vediamo spuntare
come un miraggio……. Sebastiano instancabile ci segue e ci
sprona. Per
un tratto aumentiamo il passo, passiamo nel piccolo centro di Olgiate,
dove la gente seduta all’ingresso di vecchie corti aspetta il
nostro passaggio e ci fa il tifo. A un certo punto si gira a destra
e siamo al ponte sull’Adda, ponte diventato nel mio immaginario,
divisorio tra il piano e l’ascesa ai quasi 1200 m della Capannina
Monza. La sensazione che mi rimarrà più impressa di quel
momento è proprio il cambiamento repentino di atmosfera (in tutti
i sensi…). L’acqua impetuosa (anche a causa della pioggia
incessante) scende dal lago e gonfia l’Adda, il rumore, il repentino
cambiamento di temperatura ma, soprattutto l’ascesa al Resegone
di fronte a noi, mi fanno pensare in quel momento che la corsa sta cambiando.
Inizia proprio un'altra gara. Percorriamo
circa 1 Km e Sebastiano ci aspetta per il rifornimento e il cambio finale
prima della fredda e bagnata salita! Ci rifocilliamo con thè
– polase e ci cambiamo le magliette impregnate di acqua. In vista
del freddo (e ringrazio di averlo fatto…) mi metto la doppia maglietta
oltre a rimettermi il kway a mezze maniche. Ascoltando il consiglio
di Bruno, è stata una grande idea cambiare calze e scarpe per
avere i piedi all’asciutto (almeno per un po’……..).
Torcia in testa, una verifica delle condizioni di tutti e si parte per
affrontare i successivi 4 Km che portano al cancello orario di Erve
(580 m.slm, partendo da 237 m.slm).
Non
faccio nemmeno in tempo a chiedermi quando inizierà la salita
che subito ci troviamo su una delle prime rampe di scale (le famose
“scorciatoie”) che troveremo su questa prima ascesa. Si
tiene un passo veloce e in alcuni tratti si cammina. La salita si fa
sentire ma, ci siamo allenati e i risultati si iniziano a vedere. Con
determinazione riusciamo ad affrontare bene il primo tratto verso Rossino,
siamo superati da altre squadre e altre ne superiamo.
Il passo è abbastanza regolare, usciamo dall’ultima rampa
di scala e ci dirigiamo verso una buia serie di tornanti che ci porterà
a Erve.
I 35 Km sulle gambe, il tempo, il primo tratto di salita e la consapevolezza
di Fabrizio e Bruno su quello che ancora ci aspetta, fa sì che
in questo duro tratto risparmiamo le forze, momenti di corsa lenta si
alternano a passo veloce. Finalmente, il cancello orario si avvicina.
Facciamo un ristoro a Rossino e salutiamo Sebastiano e mio padre che
ci hanno seguito infaticabilmente fino a qui. Grazie, bravissimi anche
loro.
Nell’ultimo chilometro che ci distanzia da Erve, Fabrizio mi indica
dove ha parcheggiato la macchina per il ritorno e già sto male
pensando alla strada che da lì a poche ora bisognerà fare
alla rovescia per tornare a casa……Finalmente il cancello
orario (e rifornimento ) di Erve, lo passiamo in 03:40:35.
Non conoscendo i circa 6 Km mancanti al rifugio (il satellitare alla
fine ne ha indicati 4….) e fatti quattro conti dal passaggio orario
a Erve, dico ai due compagni che possiamo stare sotto le 5 ore. Per
un attimo avrei osato dire addirittura sotto le 4H45…..ma, subito
vengo cazziato (scusate il termine ma è il più adatto)
dal coach il quale, mi ricorda che ci manca il pezzo più duro
con i suoi 600 metri di dislivello….e l’importante è
arrivare senza fare certi conti!
Incasso e mi metto sempre dietro al loro passo, fino al ponticello che
segna l’inizio del sentiero di montagna. Foto di rito al passaggio
e inizio dell’ultimo tratto.
Questa
è un'altra immagine che mi rimarrà sempre in mente, il
ponticello come netta separazione tra la vecchia e la nuova corsa; una
corsa dove non ci sono più le persone ad incitarci durante il
percorso, nessuna luce, nessuna casa. Solo noi tre, a correre in un
sentiero di montagna alle 2 di notte con solo la luce delle torcie,
l’acqua scrosciante e il silenzio assordante della natura intorno.
Dopo un tratto in solitaria subito molto impegnativo, incontriamo qualche
altra squadra e subito inizio a pormi una domanda che ripeterò
a me stesso molte volte, prima di ripeterla anche ai miei compagni e
agli altri concorrenti incontrati:” quanto manca al rifugio?”.
Peccato che il primo tratto è solo l’introduzione. Il bivio
per immetterci sul Pratt de Ratt lo imbocchiamo dopo circa mezzora di
estenuante ascesa.
Fortunatamente, alla Bocchetta Forcellino c’è un ristoro,
la fatica inizia a farsi sentire. A tratti la salita diventa quasi una
scalata su delle rocce scivolose. Questi sono i momenti dove la fatica,
grazie alla corsa, acquisisce un altro significato…..
Ad un tratto un'altra immagine che mi rimarrà impressa, alzo
gli occhi dal terreno impervio e guardando verso la vetta vedo dei puntini
luminosi che delineano un tracciato immaginario nel buoi….sono
gli altri concorrenti che stanno arrivando alla Capannina. Per un attimo,
un gelo per la bellezza e suggestione dell’immagine e, allo stesso
tempo, per la distanza (che sembra interminabile) che ci separa dall’arrivo.
Ma
anche nei miei compagni percepisco la consapevolezza che l’impresa
è vicina!
Aumentano
i concorrenti che incontriamo durante l’ascesa. Stanno facendo
il percorso inverso per tornare a valle (beati loro mi viene da pensare..),
con uno di loro ci fermiamo. Scopro da Bruno che era Zenucchi, il vincitore
della gara con 03:04:28.
Il brusio e le voci aumentano, il rifugio è sempre più
vicino. Per un tratto il sentiero sembra una strada trafficata di città,
concorrenti che scendono verso valle e squadre che fanno l’ultimo
sforzo perché la meta è vicina.
Ad un tratto, come dal nulla, compare “la Capanna”. Non
sembra vero!
Fabrizio
è appena dietro di me, Bruno nella confusione l’abbiamo
perso…..è avanti di una ventina di metri. Trovo le ultime
forze e afferro la mano di Fabrizio e ci tiriamo di corsa sugli ultimi
gradoni, chiamiamo Bruno che ci aspetta. Dopo la foto (anzi due per
sicurezza…..), passiamo il tappeto che rileva il tempo finale.
Ce l’abbiamo fatta! Subito un abbraccio tra noi per suggellare
l’impresa.
Fabrizio ci aggiorna sul tempo finale, non sembra vero: 04:59:38 (111°
in classifica con tratto Erve-Capannina in 01:19:04), abbondantemente
sotto l’obiettivo iniziale delle 5H30.
Sentivo che saremmo arrivati sotto le 5H!. La preparazione fatta per
la gara, la temperatura e non ultimo la nostra determinazione erano
tutti presupposti per far bene. Bravi tutti!
Dopo qualche minuto per riprendersi dalla fatica ci cambiamo stipati
in un piccolo tendone allestito per l’occasione. La bassa temperatura
e la pioggia sono sempre a farci compagnia ma, ora tutto passa in secondo
piano. Entriamo a fatica all’interno del rifugio, dove ci facciamo
un bel panino al salame (anche Bruno!) e incontriamo qualche amico e
il nostro campione Federico.
Lì, in un angolo a riprendersi dal grande sforzo incontriamo
Ambrogio Galbiati, l’uomo della seconda squadra mista del G.P.V
(insieme a Nicoletta Longoni e Elena Ferrari) appena arrivati in 05:37:27.
Anche la loro una GRANDE IMPRESA!
g
(Nella foto a destra: Gianluca).....................
(Nella foto: Nicoletta, Ambrogio, Elena)
Dopo
circa un ora, cambiati e rifocillati, con il nostro zaino in spalla
partiamo per affrontare il sentiero in direzione opposta vs Erve. Dopo
un tratto, prendiamo il sentiero San Carlo, leggermente più lungo
ma nettamente meno impervio del Pra di ratt. In poco tempo diventiamo
un bel gruppo in direzione Erve. Sempre pioggia e tanto fango sul sentiero,
arriva l’alba a rendere più affascinante la discesa.
Alle 6 del mattino ci troviamo in un bar di Erve a fare colazione. Discutendo,
propongo di affrontare l’anno successivo la 100Km del Passatore,
Bruno propone la 50Km Lecco.Cassano…… di sicuro, la gara
ci ha lasciato delle emozioni che difficilmente dimenticheremo e probabilmente
il prossimo anno ci rivedrà.
Durante il ritorno in macchina verso casa (arrivato alle 7:30 !!), mi
rendo conto della salita di Erve e della tanta strada che abbiamo fatto
per arrivare solo poche ore prima ai 1173 m.slm della Capannina.
Chi
dire…. innanzitutto grazie ai miei due infaticabili compagni Fabrizio
e Bruno; senza i loro consigli, l’allenamento a suon di Tapasciate
e soprattutto, senza il loro “arruolamento” non avrei potuto
vivere questa magica esperienza. Un grazie anche all’amico Sebastiano
che è stato fondamentale come supporto per quasi tutta la gara
e, non per ultimo al nostro vice presidente Mario Ancri che ci ha permesso
di ottenere uno degli ambitissimi pettorali…….
È stata un esperienza bellissima che mi ha permesso ulteriormente
di capire quanto sia bella la corsa, quanto quella che per molti viene
etichettata come “fatica” sia qualcosa di più profondo,
qualcosa che permette di scoprire parti del proprio io inesplorate……provare
per credere!
Unica nota “stonata”…..per soli 5 secondi, è
arrivato davanti a noi Gianluca Perego (BRAVISSIMO!) arruolato con i
colori dell’AVIS di Villasanta …. ulteriore motivo per tornare
a correrla il prossimo anno!
RESEGUP…… Ne avete mai sentito parlare ? Credo
di no, visto che quella che si è disputata il 5 Giugno è
stata la prima edizione.
L’idea è nata da Giuliano Spinelli, che parlando con Sergio
Riva, ha saputo di questa nuova Skyrace. Abbiamo pensato di potercela
fare, visto il nostro allenamento su e giù per le scale a consegnare
mobili, e così ci siamo iscritti coinvolgendo anche altri atleti
del G.P. Villasantese (Luciano ed Eduardo) che subito hanno acconsentito
ad aggregarsi alla combriccola.
Ci troviamo dunque Sabato 5 Giugno sul lungolago di Lecco pronti per
la partenza di questa nuova avventura, ma con qualche dubbio e incertezza
sulla riuscita dell’impresa.
Ore 16 finalmente si parte, fa un gran caldo, ma cominciamo a salire
verso il rifugio Stoppani. Giuliano parte di buon passo, io capisco
che è meglio rallentare se voglio finire la gara e proseguo con
il mio passo. Quando il sentiero non consente più di correre,
in quanto troppo ripido, vengo raggiunto da Sergio e da Eduardo che
mi superano.
I problemi iniziano dopo il rifugio Stoppani; il sentiero diventa sempre
più impegnativo e i ristori finiscono, comunque arrivo in vetta
al Resegone al rifugio Azzoni dove trovo Cecchino che mi dice che gli
altri hanno già iniziato la discesa.
Dopo essermi rifocillato abbondantemente inizio a stare meglio, ma inizia
anche la “maledetta” discesa e vengo raggiunto da Luciano
che mi distanzia facilmente.
Nel tratto che conduce ai Piani d’Erna c’è ancora
qualche salita, mi sento abbastanza
bene e al ristoro raggiungo Eduardo e Luciano.
Ricomincia la discesa e, dopo quattro ore di corsa arriviamo finalmente
al traguardo.
Anche questa è fatta, e, dopo un meritato spuntino, tutti a casa
soddisfatti delle
proprie prestazioni.
Resegup Skyrace, partita sabato 5 giugno alle ore 16.00
da Lecco, lungolago, passaggio in vetta al resegone (1.877 mt ) e ritorno
in centro citta' con arrivo in piazza Cermenati.
distanza 24km circa, dislivello 1.800mt D+ ( 308 atleti alla partenza
)
Noi abbiamo fatto la nostra Lecco-Resegone !! Un in bocca al lupo per
gli amici del G.P.V.
che Sabato 19 Giugno parteciperanno alla mitica Monza-Resegone.
Lucio
Tutto è nato quando ho detto a Bruno Beretta
che volevo partecipare alla Monza –Resegone,insieme al mio collega
Carlo ed ad un nostro amico, Stefano. Gli ho chiesto che ne pensava
e lui, colto alla sprovvista, mi ha detto che anche se ero sicuro della
mia scelta non dovevo comunque prendere sotto gamba una corsa come la
Monza-Resegone. Ci salutammo con l’intenzione di aggiornarci nuovamente
sulle mie intenzioni, ma non era nemmeno passata mezz’ora che
mi richiama per dirmi che se volevo avremmo potuto incontrarci la domenica
seguente sfruttando una “tapasciata” per fare un lungo tutti
insieme, compresi Fabrizio e Paolo suoi compagni per la Monza-Resegone.
Quella domenica non mi sentivo in particolare forma, per via di un virus
intestinale che mi tormentava da tutta la settimana, tanto che al 23Km
mi staccavo dal gruppo e me ne tornavo alla macchina deluso ed amareggiato.
Il giorno prima Bruno mi aveva parlato della maratona di Custoza, una
sorta di anteprima per la Monza-Resegone, proprio per il suo tratto
pianeggiante all’inizio e il sali e scendi nel finale; nonostante
la possibilità di fare esperienza, la forma in cui mi trovavo
e gli impegni di famiglia (mia moglie lavora la domenica) mi avevano
fatto rinunciare da subito.
Arrivato il momento dell’iscrizione alla Monza-Resegone, rimasi
un poco rattristato, visto che fu chiusa praticamente il giorno stesso
per eccesso di domande. Mi venne però in mente della maratona
di Custoza subito la domenica seguente, così ho telefonato a
Bruno e gli ho chiesto se c’era ancora la possibilità di
iscriversi, lui mi ha detto che non c’era problema così
ci siamo messi d’accordo per domenica mattina io, lui, i due Fabrizio
e Paolo, in cinque verso la 42Km di Custoza.
Il giorno della gara sveglia alle 05:00 e fatta colazione con una banana
e due toast di marmellata, per restare leggero, sono uscito di casa
con borsone degno di un marine con ogni cosa che poteva servire in qualsiasi
condizioni atmosferica. alzando lo sguardo al cielo, il mio primo è
stato “Speriamo di non fare 42Km sotto un nubifragio”. La
temperatura era di 11 gradi, ideale per una maratona, ma quelle nuvole
nere all’orizzonte non promettevano niente di buono.
Salito in sella al mio scooter mi dirigo a casa di Bruno dove trovo
già pronti Paolo e Fabrizio. Siamo subito raggiunti da Bruno
e dopo alcuni minuti d’attesa decidiamo di chiamare Fabrizio (l’altro)
onde evitare ritardi, e visto che Fabrizio abita nello stesso palazzo
di Bruno lui si offre di citofonare ma a causa della mancanza degli
occhiali è costretto a chiamare aiuto così Paolo lo raggiunge
chiamano Fabrizio e appena ci raggiunge partiamo diretti a Sommacampagna.
Durante il tragitto si parla del più e del meno, ma il mio pensiero
è’ rivolto alla gara. Faccio conoscenza con Fabrizio e
Paolo visto che li ho incontrati solo un paio di volte, bravi ragazzi
e molto simpatici, del resto come quasi tutti i runners che conosco
persone semplici e alla mano.
Arrivati alla destinazione ci incontriamo con Luca, Silvano, Nicoletta
ed Elena, altri amici del G.P.V.; andiamo quindi a ritirare il pettorale,e
qui capisco il clima di festa con cui vivono la maratona le persone
del posto, conosco già il mio numero 680. Dopodiché andiamo
a berci un caffè al bar, grave errore per Fabrizio perchè
se hai lo stomaco sensibile ti può giocare strani scherzi.
Arrivati in palestra Bruno ha la brillante idea di
mettere le borse sopra le gradinate unico posto libero dove cambiarsi:
capiamo dopo la maratona perchè sono stati lasciati enormi spazi
sopra le gradinate.
Stranamente quella mattina non sentivo la stessa tensione che avevo
avuto nelle altre competizioni, non che ne abbia fatte tante, mi sentivo
tranquillo forse perchè non sapevo a cosa andavo in contro ma
sapevo che dovevo essere determinato, e soprattutto non volevo fare
figuracce coi miei compagni.
Mi sono ricordato cosa mi diceva Fabrizio, cioè di non partire
forte, e mi sono anche venuti in mente i consigli che leggevo su libri
ovvero mantenere il ritmo costante.
che io avevo calcolato attorno ai 5’35’’/Km.
Prima della partenza mi rimpinzo con 2 confezioni di gel energetici
visto che credo molto nei supplementi energetici essendo un ex culturista
so di cosa ha bisogno il mio corpo; mi porto anche due pastiglioni di
fruttosio e maltodestrine per i momenti di crisi.
L’unica cosa che mi preoccupava erano i crampi, ho una tremenda
paura dei crampi: ricordo una volta che ero uscito a fare un allenamento
sopra Montevecchia e dopo circa 19Km mi colse un crampo improvviso in
una salita, dove la strada non era frequentata da nessuno, se non da
un pazzo con un mega crampo al femorale.
Dopo un breve riscaldamento Paolo ha chiesto a Bruno quale andatura
avrebbe adottato, e lui ha risposto che voleva andare tranquillo, e
chiuderla in 4h o 4h30’. Io penso: va bene allora seguirò
l’andatura di Bruno, mentre Fabrizio intendeva correre fino ai
30km intorno ai 5’20’’/Km e poi avrebbe visto se darci
dentro o meno.
Alla partenza tutti vicini ed allineati e dopo una stretta di mano e
i buoni auspici esplode il colpo che da il via alla maratona di Custoza:
9 Maggio 2010 ed io parto per la mia prima maratona.
Partiti si fa il giro del paese con le facce perplesse della gente,
bambini che salutano, danno il cinque, ed io mi sento bene, sono felice,
alzo lo sguardo al cielo e spero che non piova visto che le nuvole nere
ci hanno seguito.
Guardo il mio GPS e vedo che il passo e’ di 10-15 secondi più
veloce del programmato, però le gambe girano bene e proseguo
insieme ai miei compagni comunque dopo il primo ristoro decido di rallentare
un po’, ricordandomi di quello che mi ha detto Fabrizio (vai piano
all’inizio!), e anche perché non sapevo cosa mi aspettava
dopo, a livello fisico ma soprattutto mentale così ho optato
per il risparmio energetico.
Andavo al passo dei miei compagni li vedevo erano avanti a me di 50m.
Al 13Km, mentre passiamo in paese, vedo Fabrizio G. che cambia improvvisamente
direzione, sotto gli occhi increduli della gente sbigottita davanti
a questo inaspettato fuori programma, si dirigeva verso una piazza affollata
e poi lo perdo di vista .
Proseguo la mia corsa iniziando la discesa verso il Mincio gettando
occhiate all’indietro per vedere cosa ne è di Fabrizio.
Dopo un po’ lo vedo arrivare, con una falcata rilassata, di uno
che aveva appena incominciato la sua corsetta domenicale. Mi spiega
che il caffè aveva fatto il “effetto”, ma passato
il peggio, mi sorpassa e raggiunge gli altri che ormai avevano guadagnato
un certo margine.
Tutto bene fino al 34° Km quando sento un leggero crampo alla gamba
sinistra, non gli ho dato molto peso, ero sicuro di farcela. I Km passavano
e il ritmo diminuiva con la stanchezza, i piedi mi chiedevano quando
si sarebbero fermati, le unghie sembrava si staccassero, ma dovevo proseguire,
avevo promesso a mio figlio che gli avrei portato la medaglia della
maratona quella che danno ai finisher.
Il mio pensiero era rivolto a lui, e ai miei compagni: non potevo fare
una figuraccia, sapevo che stava finendo ero ormai al 38° Km, quando
all’improvviso, il segnale che avevo avuto in precedenza, diventa
una realtà così afflitto da un crampo quasi mi ha fatto
cadere, mi sono dovuto fermare. Sbigottito, incazzato, incredulo mi
sono guardato intorno accorgendomi che c’era gente che ormai passeggiava,
corrichiava che mi guarda come a dire “Eh si, anche tu sei come
noi!”. Chiudo gli occhi per un secondo,e mi viene in mente il
viso di mio figlio, le parole di Bruno, le raccomandazioni di Fabrizio.
Ricomincio a correre, poi nuovamente un crampo, ancora corsa continuo
così per più di 2Km ed arrivato a 200m dal traguardo faccio
uno sprint con un altro runner: la gente mi saluta, i bambini tifano.
Vedo e respiro ancora il clima di festa che ho trovato quella mattina
quando sono arrivato. HO CONCLUSO LA MIA PRIMA MARATONA IN 4h04’
ma il tempo non mi interessa, l’importante è stata concluderla,
è stata una delle esperienze più incredibili della mia
vita.
La Maratona mi ha insegnato a non correre contro me stesso ma a correre
per me stesso: mi ha insegnato disciplina, costanza, determinazione,
sopportazione e forza mentale .
Auguro a tutti, con tutto il mio cuore, di poter correre almeno una
maratona nella propria vita.
Ringrazio vivamente i miei compagni del G.P.VILLASANTESE Bruno, Fabrizio
B., Paolo e Fabrizio G., ma in particolar modo Bruno che dopo 42km ci
ha fatto salire le gradinate per recuperare le borse e farci una doccia
.
Scherzi a parte un grosso abbraccio a tutti e un mega grazie a Bruno
che mi ha fatto vivere una 42km veramente intensa, buonissimi i loro
tempi, specialmente di Fabrizio Garancini che è arrivato prima
di tutti.
Continua alla prossima…
Gesini Gabriele
UNA
DOMENICA RICCA DI IMPEGNI E SODDISFAZIONI PER IL
G.P.V.
Il primo giorno di primavera, bagnato da una pioggerellina
autunnale tanto che sembrava di essere a novembre, ha impegnato quasi
in toto il nostro gruppo sia come organizzatori che come atleti. Sotto
l'abile regia del nostro President Elio e dell'instancabile Ripa, parecchi
soci ed amici, già alle sette del mattino erano all'ingresso
del Parco a Cascina Costa Bassa a Biassono per allestire il ristoro
al 25° e 75° km della 100 km di Seregno e della Brianza marathon.
Qui gli atleti, soprattutto gli ultramaratoneti, potevano rifocillarsi,
cambiarsi gli indumenti bagnati, farsi massaggiare per prevenire eventuali
crampi, dove disponibilità ed incoraggiamento non mancavano mai.
Alla Brianza marathon hanno partecipato anche tre nostri atleti: il
tenace e mai domo Silvano Recalcati ha terminato in 3h23'19'', eccellente
3° di categoria; poco dopo arriva Eduardo Marcarelli in 3h27'56'',
infine il sorprendente Ambrogio Galbiati chiude in 3h39'51'', suo personal
best e 4° di categoria, davvero bravo. Altri 6 atleti hanno partecipato
alla Scarpa d'oro Half marathon a Vigevano, percorso vario e suggestivo
con passaggi nel centro storico e lungo il Naviglio, organizzazione
quasi perfetta con 1550 podisti al via all'interno dello Stadio comunale.
Ottimi i piazzamenti dei ''nostri'': partiamo dalle Lady, dove una più
che positiva Maurizia Fracasso fissa il time a 1h59'09'', confermando
un buono stato di forma che gli permette di aggiudicarsi il settimo
posto di categoria.
Federico Morelli corre la sua prova in 1h15'57'', record
personale, 25° assoluto e 2° di categoria, Lorenzo Beretta in
1h18'19'', anche lui record personale che conferma la sua continua crescita,
41° assoluto e 4° di categoria. Fabrizio Garancini, alla sua
prima mezza, finisce in 1h34'32'', davvero bravo all'esordio, prestazione
che promette ampi margini di miglioramento. Fabrizio Brambilla, con
una prova maiuscola e convincente, termina in 1h37'01'', mentre Bruno
Beretta, nonostante non fosse soddisfatto, chiude con un più
che onorevole 1h37'38''. Infine, un plauso a tutti i collaboratori,
amici del G.P.V. ed atleti che hanno onorato gli impegni intrapresi
questa domenica.
.........scritto da: Federico
Morelli ........................................
. Foto di: Arturo Barbieri
Domenica
3 gennaio 2010 si è disputata la prima edizione della maratonina
di Annone B.za, nonostante il freddo intenso -3° e un percorso ondulato
a tratti impegnativo non ha certo scoraggiato il nostro atleta Paolo
Fumagalli ha tagliare il traguardo con un ottimo real time di 1h31'17"
classificandosi 14° nella sua categoria.
Al
via erano presenti 320 atleti tra cui spiccavano nomi eccellenti nel
panorama atletico Brianzolo, tra cui Pietro Colnaghi risultato poi vincitore
con tempo di 1h:09'46", mentre in campo femminile la numero uno
è stata Paola Testa che ha chiuso in 1h24'12" .
Testo:
Bruno Beretta.................................................Foto:
Arturo Barbieri
Mentre ci spostiamo con l'auto
verso il parcheggio di Colle Brianza che serve da punto di ristoro
si scorgono paesaggi visti raramente negli ultimi anni: alberi completamente
coperti da uno strato di brina, strade brillanti una nebbiolina gelida
che avvolge ogni cosa tutt'intorno. La nostra meta, in questa mattinata
in cui il termometro segna -9°C , è l'eremo del San Genesio
o meglio la salita da percorrere per arrivarci.
La corsa in salita di circa 5Km è
ormai diventata una classica prima del Natale in cui gli appartenenti
al G.P. e altri amici si sfidano per vedere chi riuscirà ad arrivare
per primo in cima. Alla partenza siamo quasi 50 matti che sfidano un
freddo intenso, mitigato in parte dal sole nascente che ci riscalda
coi suoi caldi raggi di luce. Scendiamo veloci verso il punto in cui
inizia la salita vera e propria: alcuni decidono di partire immediatamente
senza aspettare il via mentre chi vuol far gara si schiera pronto a
prender parte alle danze.
Mentre corro mi rendo conto dell'aria
gelida che sembra quasi ghiacciare i polmoni e del fondo scivoloso a
causa del ghiaccio ma alzando il capo noto dei bellissimi scorci e mi
dico che ne è valsa la pena e penso che tutti condividano questo
mio pensiero…
Quando torniamo al parcheggio è
grande festa con il ristoro che potrebbe sfamare un esercito. Quest'anno
inoltre c'è un evento particolare da festeggiare i 50 anni (e
dico cinquant'anni!!!) di corsa del mitico Angelo il “Ripa” che quasi
si emoziona per la sorpresa che gli facciamo.
Parlando con gli altri e guardandomi
intorno mi rendo conto che siamo diventati un gruppo numeroso e molto
affiatato, e sicuramente convinto che il 2010 sarà ricco di soddisfazioni.
testo: Lorenzo
B. .......................................................foto:
Bruno B.
TESTO: Lorenzo Beretta ....................................
FOTO: Roberto Mandelli www.Podisti.net
testo
di Elena Ferrari ..•..
fotografie di Roberto Mandelli e Bruno Beretta
Dopo 9 mesi di duri allenamenti e infortuni
siamo arrivati al fatidico giorno della partenza, tutti carichi di sogni
da realizzare, partiamo in 16 di cui 11 tap runners..
L'arrivo a New York è sempre un'emozione,
il fuso orario non è un problema e il primo pensiero appena atterrati
è il magico pettorale che ti farà volare per 42,197 km.
Il giorno 31 vola che è un piacere
ogniuno di noi gironzola con discrezione per la grande mela cercando di
non affaticare i muscoli anche perchè il giorno dopo l'impegno
è grande..
Alla mattina del 1 novembre sveglia alle
4,30 (Cavicchioli lo perdiamo subito) veniamo imbarcati sul ferry boat
in mezzo ad una moltitudine di persone provenienti da tutto il mondo da
li veniamo trasportati nel grande campus, ogniuno con la propria destinazione
in base al colore del pettorale e lì veniamo lasciati a meditare
e riposare per parecchie ore.
Nel frattempo ne vediamo di tutti i colori
e gente di ogni tipo, la tensione sale (be non a tutti, Mario è
già in ritiro agonistico, mentre io e le mie compagne d'avventura
sembra che piu che una maratona stiamo per affrontare una lunga giornata
di shopping....)
Alle 9,40 Mario e Antonella della besanese
vengono incanalati nelle griglie per iniziare la loro avventura intanto
noi tapascioni restiamo al campus con thè caldo e pane, alle 10,20
io Luisa, Nicoletta, Roberto ed Erich la new entry del gruppo al suo esordio
(le scommesse sulla sua prestazione si sprecano ...110kg di peso e allenamento
poco o nullo...) siamo ai blocchi di partenza ora l'adrenalina e l'emozione
prendono il sopravvento sotto le note musicali di new york new york.
Sono stati 42,197 km d'emozione con bande
musicali goospel bambini che ti incitavano e scusate se è poco
migliaia di persone che ci chiamavano e dicevano "go rabbit"
perchè le donne del g.p villasantese hanno fatto tutta la maratona
con le orecchie da conigliette ( non quelle di play boy).
La fatica è stata tanta, la maratona
di NewYork è molto impegnativa (i professionisti dicono anche tecnica,
bhoooo!) ma l'abbiamo vissuta molto intensamente naturalmente senza ambizioni
di tempo... i tempi di tutto risppetto dei tap runners sono stati i seguenti:
Villa Mario 2,58 the best, Antonella
3,40, Ghezzi Roberto 3,50, Elena
e Nicoletta 4,41(come potevamo non fermarci
a fare le foto con i pompieri?), Lella 4,50,
Cavicchioli 4,58, Erich
6,58 partito con la luce arrivato col buio:)
Ogniuno di noi ha goduto di questo evento
internazionale e alla sera tutti eravamo felici, avevamo corso nella grande
mela, abbiamo fatto parte della storia con o senz ambizioni di tempo tanto
a conti fatti il vincitore c'era già New York city where the
world comes to run.
testo di Lorenzo
Beretta —•— fotografie
di Arturo Barbieri
In
una classica cornice autunnale novembrina una parte del G.P. Villasantese
insieme ad alcuni infiltrati tra cui io (pol. Besanese) e ad alcuni
amici di Vedano e dei Gamber ha fatto trasferta in provincia di Varese
per disputare la Mezza di Busto Arsizio, una mezza maratona che si presta
ad essere corsa con lo scopo di un buon tempo finale visto il percorso
piatto e caratterizzato da viali lunghi e curve ampie.
Al mattino ci ritroviamo al solito
punto d'incontro, decidiamo con quali macchine andare e partiamo alla
volta di Busto. Appena partiti ci dividiamo e prendiamo strade differenti
(e dire che dovevamo restare tutti insieme e superfluo) così
ognuno arriva per la propria strada.
Il tempo è pessimo piove piuttosto
intensamente fa piuttosto freddo e come se non bastasse tira un'arietta
gelida che fa venire la pelle d'oca. A causa delle condizioni meteo
avverse il nostro amico Domenico decide di dare forfait mentre il resto
della comitiva decide anche se con un poco di ritrosia di partire e
correre lo stesso, per ciò che mi riguarda, dopo uno scambio
di “buona corsa” con papà, mi aggrego a Federico per un breve
riscaldamento in vista della partenza.
nella
foto: Anna, Isabella e Paolo
È tutto pronto, e un Dio benigno
che guarda noi podisti decide di far smettere di piovere così
per lo meno ci sarà evitato il classico bagno di acqua gelida.
Si parte con
un percorso bagnato e pieno di pozzanghere che, soprattutto nella fasi
iniziali nella ressa della partenza, è difficile evitare. Le
scarpe sono ormai zuppe e mentre il gruppo si sgrana la famigerata arietta
comincia a farsi sentire e sembra soffiare sempre contro noi che corriamo.
nella foto: Federico
e Lorenzo
nella foto: Valentino
I chilometri passano veloci e a metà
della corsa si transita su una pista di atletica che segna il confine
fra la prima e la seconda metà della gara. Tutti corrono, ognuno
con il proprio ritmo, qualcuno fa gara in solitaria e qualcun altro
decide di correre con un amico…
nella foto: Gerardo
nella foto: Fabrizio
e Bruno
Al traguardo tutti siamo stanchi
e contenti indipendentemente dal tempo ottenuto: c'è chi ha fato
il personale, chi ha corso al ritmo che si era prefissato e chi ha corso
la mezza come un test, comunque mettendo i tempi per iscritto la situazione
finale è la seguente: Federico Morelli (meno male che aveva appena
corso la maratona…) 1h.17'.39”, Lorenzo Beretta (non sono del G.P.V.
ma perdonatemi) 1h.18'.38”, Valentino Moguzzi (grande ritorno) 1hg.25'.18”,
Angelo Ripamonti (sempre verde) 1h.31'.58”, Paolo Fumagalli 1h.31'.32”,
Gerardo Rossini 1h.33'.14”, Pizzaballa Paolo 1h.38'.17”, Bruno Beretta
1h.38'.31”, Perego Gianluca 1h.38'.43”, Fabrizio Brambilla 1h.39'.27”
e Maurizio DiMartino 1h.48'.05”.
nella foto: Angelo
Ripamonti
nella foto: GianLuca
nella foto: Paolo
Come sempre alcuni tra di noi riescono
ad essere premiati: Federico è sesto, Angelo secondo, Egidio
(Gamber) è primo mentre per il gentil sesso Anna ed Isabella
(Vedanese e Daini di Carate) sono entrambe quarte nelle rispettive categorie.
Mentre torniamo a casa ripenso ai
momenti salienti della giornata e mi godo la soddisfatto la bella esperienza
vissuta tra amici.
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LA
5 CASTELLI HALF MARATHON
di Lorenzo
Beretta
In occasione
della 13° "5 castelli half marathon", svoltasi a Bedizzole
(BS) l'11 ottobre, il G.P.V. con gli amici dei Gamber de Cuncuress Egidio,
Alberto alias "Citti" e l'infiltrato della Besanese Lorenzo
ha partecipato con i suoi atleti alla manifestazione podistica di 21,097
Km. Con uno sfondo suggestivo che comprendeva anche il lago di Garda,
il percorso è risultato ostico ed impegnativo a causa dei numerosi
saliscendi e delle tre salite quasi interminabili che hanno fatto sudare
tutti gli atleti partecipanti. Il primo all'arrivo della comitiva è
risultato Lorenzo Beretta con 1h 19' seguiti da Lucio Resnati 1h 28',
Valentino Monguzzi (rientrato alla grande dopo un lungo stop causa infortunio),
Angelo Ripamonti 1h 33' Silvano Recalcati, Gabriele Sala ed Egidio a
pochi secondi l'uno dall'altro a circa 1h 40', Bruno Beretta 1h 46',
Il Citti 1h 47' seguito da Maurizio Di Martino (new entry) 1h 48 ed
infine Ambrogio Galbiati con 1h 56'. La prestazione di alcuni è
stata coronata dal podio nelle rispettive categorie ed in particolare:
Lorenzo 3° nella cat. TM, il "Ripa" e il "Citti"
1° e 3° nella cat. MM65 ed il mitico Egidio 1° nella cat.
MM70.
Dopo la
fatica accompagnati dalle moglie e dai figli nonchè dal presidente
del G.P.Villasantese Elio Riboldi
(per l'occasione
tifoso ed accompagnatore) tutta la combriccola si è recata a
pranzo nell'adiacente agriturismo dove meritatamente si è ripresa
con una sana mangiata. La meravigliosa giornata è stata tale
anche in virtù del bel tempo e del sole che con i suoi tiepidi
raggi ci ha regalato una giornata dal clima mite e dal cielo terso.
-MEZZA
DI MONZA-BUONA LA PRIMA
PER GLI ATLETI G.P.V.
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