Sabato
mattina appena mi sveglio capisco che la giornata è diversa del
solito. È chiaro: in serata dovrò affrontare la mia prima
Monza-Resegone. Trasmetto tensione, mia moglie si accorge del mio umore.
Pranzo a base di carboidrati e mi concedo un riposino pomeridiano. Peccato
che, complice la tensione e un improvviso acquazzone non riesca a chiudere
occhio.
La partenza è programmata alle 21.52.40 ma, mi dicono che farà
ritardo.
Alle 17 preparo la borsa per la serata. Ore 18 la tensione sale, esco
a fare due passi per Villasanta: sento la necessità di muovermi
e stare un po’solo. Torno a casa e alle 19 mangio la seconda dose
di carboidrati.
Appena prima delle 20 con Sebastiano, l’amico che ci seguirà
in macchina quasi fino ad Erve, ci presentiamo davanti la sede del G.p.V.
dove abbiamo l’appuntamento con i miei due compagni d’avventura,
Bruno Beretta e Fabrizio Brambilla.
(Nella foto: Sebastiano e Fabrizio decidono i punti
di ristoro)
Colpo
di scena, Bruno non trova più i documenti e la tessera Fidal
indispensabili per ritirare il pettorale, corsa a rischio! Giro di telefonate
a Lorenzo, alla moglie di Bruno e alla moglie di Fabrizio, ma dei documenti
nulla. Decidiamo di andare a casa di Bruno a prendere un altro documento
e il numero di tessera FIDAL.
Nuovo colpo di scena: Bruno salito in casa, ritorna dopo qualche minuto
con i documenti “smarriti”…….. erano caduti
nella macchina di Lorenzo.
Dopo
qualche battuta e le foto di rito con gli amici che nel frattempo erano
arrivati sotto casa di Bruno, ci avviano finalmente verso l’Arengario
di Monza. Arriviamo alla partenza, l’atmosfera è già
elettrizzante: tanta gente, un palco come nelle cronometro di ciclismo
e soprattutto tanti corridori e moltissimi sorrisi. Per me, alla prima
esperienza è veramente una sensazione particolare, mi sembra
a tratti di essere su un palco dove faccio parte degli attori protagonisti.
La gara per eccellenza della Brianza, che fin da ragazzo ho pensato
di fare è un sogno che sta per realizzarsi. Per un attimo ho
pensato al settembre dell’anno precedente, quando iniziai ad avvicinarmi
seriamente alla corsa, quando grazie a Bruno (oramai il “coach”)
decisi di far parte della squadra del G.P.V e a quanto, da quel giorno
sono riuscito a fare ma soprattutto a quanto la corsa è riuscita
a darmi!
Ritiriamo i pettorali e iniziamo a prepararci per la partenza, manca
quasi un ora al nostro turno e non vedo l’ora di partire. I due
compagni, con già passate esperienze alla Monza-Resegone sembrano
più rilassati, ma anche in loro percepisco che la gara è
già iniziata…..il coach si muove, saluta tanta gente, a
tratti lo perdiamo nella folla. Fabrizio invece, cerca una sedia per
rilassarsi e attendere il nostro turno. Fortunatamente le condizioni
meteorologiche sembrano migliorare.
Dopo la partenza delle prime squadre, quello che era solo un presentimento
diventa realtà…siamo in ritardo di almeno 20 minuti dovremmo
arrivare alla Capannina intorno alle quattro: l’obiettivo che
ci siamo posti è innanzitutto quello di arrivare e possibilmente
entro le 5 ore e mezza. Ci godiamo le partenze delle altre squadre,
io mi concedo un massaggio…..finalmente, dopo oltre un ora di
attesa si parte. In fila sotto l’Arengario per accedere al palco
di partenza, quattro-cinque squadre davanti e finalmente, tocca a noi
la squadra 159.
Saliamo, l’emozione è forte, e la cornice di pubblico è
fantastica. Iniziano le prime gocce di pioggia ma nulla copre l’emozione
del momento. Lo speaker ci presenta, foto, saluti a genitori ed amici
….tre,due,uno…..FINALMENTE si parte!
Si scende tra due ali di folla che ci incita fino al ponte dei leoni,
quasi automaticamente si tiene un passo abbastanza sostenuto per far
vedere che non si scherza….dopo il ponte, si ritorna verso un
passo più ragionevole.
Percorriamo
via Lecco ed entriamo in Villasanta, continua una leggera pioggia. Vedo
tante facce conosciute, arriviamo in piazza Gervasoni e troviamo tanti
amici del G.P.V a farci il tifo, è una bella carica e un momento
che poche volte ho vissuto in precedenza. Passare nel comune dove abiti
con tutta la folla che ti applaude, è una bella spinta per i
circa 37 km mancanti. Passiamo
il primo ristoro dove ci aspetta Sebastiano e mio padre per sapere se
è tutto ok. Ci diamo l’appuntamento al successivo ristoro
dei 10Km. Come immaginavo, Sebastiano vuole essere al 100% della squadra
e ogni 3 Km circa si ferma o ci affianca per darci sostegno e chiederci
se abbiamo bisogno di qualcosa. Alla fine sicuramente voto 10 al supporto
tecnico! Sotto la pioggia incessante maciniamo chilometri, sorpassiamo
vari ristori ma soprattutto, attraversando i vari paesini veniamo avvolti
dal caloroso tifo della gente comune. È tutta una grande festa
e grazie a loro la fatica per molti tratti passa in secondo piano. Surreali
certi tratti di strada provinciale di collegamento tra due comuni, tratti
conosciuti, percorsi tante volte in macchina ma, nel buio e con le proprie
gambe come mezzo di locomozione è tutta un'altra cosa. In questi
tratti bui, la pioggia e il silenzio rotto solo dallo scandire delle
suole sull’asfalto, hanno fatto di quegli attimi ricordi che sarà
difficile dimenticare.
L’andatura
è buona, io mi metto dietro a Bruno e Fabrizio che a turno fanno
il passo. Prima di Usmate siamo superati dal nostro Federico Morelli
(arruolato dalla SAM) o meglio diciamo che gli diamo strada……
lo ritroveremo alla Capannina. Sesto assoluto in 03:44:08, semplicemente
UN GRANDE!
Maciniamo chilometri, ai ristori prendiamo del thè e della frutta,
Sebastiano ci aspetta con le nostre bevande preparate con cura….
e con l’asciugamano per asciugare non tanto il sudore bensì
l’acqua incessante che oramai è diventata una compagna
dell’avventura.
Intorno a Merate ritroviamo la moglie di Bruno e gli amici del G.P.V
che ci aspettano per darci la carica e fare qualche sfottò (in
particolare, in direzione del coach) ….il passo è sempre
buono, passiamo i 20Km in 01:45. Dopo Beverate la pioggia sembra aumentare
leggermente, inizio a pensare a quando arriveremo ai 32 Km di Calolziocorte;
lì, a detta dei miei due compagni inizia veramente la gara.
Per un attimo mi metto davanti a fare il passo ma, dopo un rifornimento
lampo nei pressi di Airuno vengo mandato in coda da Fabrizio…..
il passo è troppo veloce e vale sempre il discorso di arrivare
a Calolzio avendo speso il minimo di energia.
Conoscendo la strada so che manca poco alla deviazione per Calolziocorte,
il nostro “primo traguardo”. La fatica inizia a farsi sentire
ma, pur dando fastidio, la pioggia è sicuramente meglio dell’afa
e aiuta a tenere un buon passo. Bruno ci anticipa che il ponte della
ferrovia è il preludio a Calolzio, finalmente lo vediamo spuntare
come un miraggio……. Sebastiano instancabile ci segue e ci
sprona. Per
un tratto aumentiamo il passo, passiamo nel piccolo centro di Olgiate,
dove la gente seduta all’ingresso di vecchie corti aspetta il
nostro passaggio e ci fa il tifo. A un certo punto si gira a destra
e siamo al ponte sull’Adda, ponte diventato nel mio immaginario,
divisorio tra il piano e l’ascesa ai quasi 1200 m della Capannina
Monza. La sensazione che mi rimarrà più impressa di quel
momento è proprio il cambiamento repentino di atmosfera (in tutti
i sensi…). L’acqua impetuosa (anche a causa della pioggia
incessante) scende dal lago e gonfia l’Adda, il rumore, il repentino
cambiamento di temperatura ma, soprattutto l’ascesa al Resegone
di fronte a noi, mi fanno pensare in quel momento che la corsa sta cambiando.
Inizia proprio un'altra gara. Percorriamo
circa 1 Km e Sebastiano ci aspetta per il rifornimento e il cambio finale
prima della fredda e bagnata salita! Ci rifocilliamo con thè
– polase e ci cambiamo le magliette impregnate di acqua. In vista
del freddo (e ringrazio di averlo fatto…) mi metto la doppia maglietta
oltre a rimettermi il kway a mezze maniche. Ascoltando il consiglio
di Bruno, è stata una grande idea cambiare calze e scarpe per
avere i piedi all’asciutto (almeno per un po’……..).
Torcia in testa, una verifica delle condizioni di tutti e si parte per
affrontare i successivi 4 Km che portano al cancello orario di Erve
(580 m.slm, partendo da 237 m.slm).
Non
faccio nemmeno in tempo a chiedermi quando inizierà la salita
che subito ci troviamo su una delle prime rampe di scale (le famose
“scorciatoie”) che troveremo su questa prima ascesa. Si
tiene un passo veloce e in alcuni tratti si cammina. La salita si fa
sentire ma, ci siamo allenati e i risultati si iniziano a vedere. Con
determinazione riusciamo ad affrontare bene il primo tratto verso Rossino,
siamo superati da altre squadre e altre ne superiamo.
Il passo è abbastanza regolare, usciamo dall’ultima rampa
di scala e ci dirigiamo verso una buia serie di tornanti che ci porterà
a Erve.
I 35 Km sulle gambe, il tempo, il primo tratto di salita e la consapevolezza
di Fabrizio e Bruno su quello che ancora ci aspetta, fa sì che
in questo duro tratto risparmiamo le forze, momenti di corsa lenta si
alternano a passo veloce. Finalmente, il cancello orario si avvicina.
Facciamo un ristoro a Rossino e salutiamo Sebastiano e mio padre che
ci hanno seguito infaticabilmente fino a qui. Grazie, bravissimi anche
loro.
Nell’ultimo chilometro che ci distanzia da Erve, Fabrizio mi indica
dove ha parcheggiato la macchina per il ritorno e già sto male
pensando alla strada che da lì a poche ora bisognerà fare
alla rovescia per tornare a casa……Finalmente il cancello
orario (e rifornimento ) di Erve, lo passiamo in 03:40:35.
Non conoscendo i circa 6 Km mancanti al rifugio (il satellitare alla
fine ne ha indicati 4….) e fatti quattro conti dal passaggio orario
a Erve, dico ai due compagni che possiamo stare sotto le 5 ore. Per
un attimo avrei osato dire addirittura sotto le 4H45…..ma, subito
vengo cazziato (scusate il termine ma è il più adatto)
dal coach il quale, mi ricorda che ci manca il pezzo più duro
con i suoi 600 metri di dislivello….e l’importante è
arrivare senza fare certi conti!
Incasso e mi metto sempre dietro al loro passo, fino al ponticello che
segna l’inizio del sentiero di montagna. Foto di rito al passaggio
e inizio dell’ultimo tratto.
Questa
è un'altra immagine che mi rimarrà sempre in mente, il
ponticello come netta separazione tra la vecchia e la nuova corsa; una
corsa dove non ci sono più le persone ad incitarci durante il
percorso, nessuna luce, nessuna casa. Solo noi tre, a correre in un
sentiero di montagna alle 2 di notte con solo la luce delle torcie,
l’acqua scrosciante e il silenzio assordante della natura intorno.
Dopo un tratto in solitaria subito molto impegnativo, incontriamo qualche
altra squadra e subito inizio a pormi una domanda che ripeterò
a me stesso molte volte, prima di ripeterla anche ai miei compagni e
agli altri concorrenti incontrati:” quanto manca al rifugio?”.
Peccato che il primo tratto è solo l’introduzione. Il bivio
per immetterci sul Pratt de Ratt lo imbocchiamo dopo circa mezzora di
estenuante ascesa.
Fortunatamente, alla Bocchetta Forcellino c’è un ristoro,
la fatica inizia a farsi sentire. A tratti la salita diventa quasi una
scalata su delle rocce scivolose. Questi sono i momenti dove la fatica,
grazie alla corsa, acquisisce un altro significato…..
Ad un tratto un'altra immagine che mi rimarrà impressa, alzo
gli occhi dal terreno impervio e guardando verso la vetta vedo dei puntini
luminosi che delineano un tracciato immaginario nel buoi….sono
gli altri concorrenti che stanno arrivando alla Capannina. Per un attimo,
un gelo per la bellezza e suggestione dell’immagine e, allo stesso
tempo, per la distanza (che sembra interminabile) che ci separa dall’arrivo.
Ma
anche nei miei compagni percepisco la consapevolezza che l’impresa
è vicina!
Aumentano
i concorrenti che incontriamo durante l’ascesa. Stanno facendo
il percorso inverso per tornare a valle (beati loro mi viene da pensare..),
con uno di loro ci fermiamo. Scopro da Bruno che era Zenucchi, il vincitore
della gara con 03:04:28.
Il brusio e le voci aumentano, il rifugio è sempre più
vicino. Per un tratto il sentiero sembra una strada trafficata di città,
concorrenti che scendono verso valle e squadre che fanno l’ultimo
sforzo perché la meta è vicina.
Ad un tratto, come dal nulla, compare “la Capanna”. Non
sembra vero!
Fabrizio
è appena dietro di me, Bruno nella confusione l’abbiamo
perso…..è avanti di una ventina di metri. Trovo le ultime
forze e afferro la mano di Fabrizio e ci tiriamo di corsa sugli ultimi
gradoni, chiamiamo Bruno che ci aspetta. Dopo la foto (anzi due per
sicurezza…..), passiamo il tappeto che rileva il tempo finale.
Ce l’abbiamo fatta! Subito un abbraccio tra noi per suggellare
l’impresa.
Fabrizio ci aggiorna sul tempo finale, non sembra vero: 04:59:38 (111°
in classifica con tratto Erve-Capannina in 01:19:04), abbondantemente
sotto l’obiettivo iniziale delle 5H30.
Sentivo che saremmo arrivati sotto le 5H!. La preparazione fatta per
la gara, la temperatura e non ultimo la nostra determinazione erano
tutti presupposti per far bene. Bravi tutti!
Dopo qualche minuto per riprendersi dalla fatica ci cambiamo stipati
in un piccolo tendone allestito per l’occasione. La bassa temperatura
e la pioggia sono sempre a farci compagnia ma, ora tutto passa in secondo
piano. Entriamo a fatica all’interno del rifugio, dove ci facciamo
un bel panino al salame (anche Bruno!) e incontriamo qualche amico e
il nostro campione Federico.
Lì, in un angolo a riprendersi dal grande sforzo incontriamo
Ambrogio Galbiati, l’uomo della seconda squadra mista del G.P.V
(insieme a Nicoletta Longoni e Elena Ferrari) appena arrivati in 05:37:27.
Anche la loro una GRANDE IMPRESA!
g
(Nella foto a destra: Gianluca).....................
(Nella foto: Nicoletta, Ambrogio, Elena)
Dopo
circa un ora, cambiati e rifocillati, con il nostro zaino in spalla
partiamo per affrontare il sentiero in direzione opposta vs Erve. Dopo
un tratto, prendiamo il sentiero San Carlo, leggermente più lungo
ma nettamente meno impervio del Pra di ratt. In poco tempo diventiamo
un bel gruppo in direzione Erve. Sempre pioggia e tanto fango sul sentiero,
arriva l’alba a rendere più affascinante la discesa.
Alle 6 del mattino ci troviamo in un bar di Erve a fare colazione. Discutendo,
propongo di affrontare l’anno successivo la 100Km del Passatore,
Bruno propone la 50Km Lecco.Cassano…… di sicuro, la gara
ci ha lasciato delle emozioni che difficilmente dimenticheremo e probabilmente
il prossimo anno ci rivedrà.
Durante il ritorno in macchina verso casa (arrivato alle 7:30 !!), mi
rendo conto della salita di Erve e della tanta strada che abbiamo fatto
per arrivare solo poche ore prima ai 1173 m.slm della Capannina.
Chi
dire…. innanzitutto grazie ai miei due infaticabili compagni Fabrizio
e Bruno; senza i loro consigli, l’allenamento a suon di Tapasciate
e soprattutto, senza il loro “arruolamento” non avrei potuto
vivere questa magica esperienza. Un grazie anche all’amico Sebastiano
che è stato fondamentale come supporto per quasi tutta la gara
e, non per ultimo al nostro vice presidente Mario Ancri che ci ha permesso
di ottenere uno degli ambitissimi pettorali…….
È stata un esperienza bellissima che mi ha permesso ulteriormente
di capire quanto sia bella la corsa, quanto quella che per molti viene
etichettata come “fatica” sia qualcosa di più profondo,
qualcosa che permette di scoprire parti del proprio io inesplorate……provare
per credere!
Unica nota “stonata”…..per soli 5 secondi, è
arrivato davanti a noi Gianluca Perego (BRAVISSIMO!) arruolato con i
colori dell’AVIS di Villasanta …. ulteriore motivo per tornare
a correrla il prossimo anno!
50^
MONZA-RESEGONE:
TUTTI PER UNO, UNO PER TUTTI
di Federico Morelli
Questo era il motto dei tre
moschettieri, che incarna alla perfezione l'armonia e lo spirito di
squadra che i componenti del terzetto devono impersonificare per correre
una gara così anomala, perchè sono la disponibilità
ed il servizio ai compagni che esaltano le proprie e altrui capacità,
per cui la resa finale può essere sopra ogni più rosea
aspettativa.
E' ciò che è capitato alla nostra terna; io, dopo la crisi
dell'anno scorso, un pò demoralizzato avevo deciso di non parteciparvi,
e invece.....Marco, mio amico e ottimo runner dell'Athletic Club Villasanta,
dopo aver sapientemente formato una buona squadra, è ai box per
una fascite plantare e mi chiede di sostituirlo: accetto più
che volentieri. Inoltre mi dice che siamo la terna della SAM, Società
Alpinisti Monzesi, sodalizio che organizza la Monza-Resegone, che bella
responsabilità ci tocca....
I due che correranno con me sono Paolo e Simone, validi atleti anche
loro dell'Athletic Club Villasanta.
Paolo è una garanzia, con 15 partecipazioni alle spalle ed un
record di 3h44'12''.
Simone, alla sua "prima", è un promettente "ragazzo"
di 42 anni che ha iniziato da poco a correre con regolarità,
con un personale sulla mezza di 1h22' e con amplissimi margini di miglioramento.
La temperatura alla partenza
è ideale, bello fresco con una pioggerellina autunnale che non
disturba; quando lo speaker, che è anche il presidente della
SAM, annuncia la nostra terna, incitandoci a dare il massimo, l'emozione
è fortissima e partiamo con un tifo da stadio. Non abbiamo obiettivi
particolari: decidiamo di tenere un ritmo di 4'20''-4'25'' fino a Calolzio
e poi vedremo là, in base alle nostre condizioni, come impostare
il resto della gara.
Non abbiamo gps, ci basiamo sulle nostre sensazioni e sui cartelli posti
ogni 5 km; secondo me partiamo un pò forte, ma ci può
stare in una serata così fresca.
Passiamo a Villasanta, nostra città, dove veniamo incitati a
gran voce da parenti ed amici. Marco, nonostante il magone che prova,
ci segue in bici portando bevande ed integratori, facendoci strada davanti
a pochi metri, e ci seguirà sù fino a Erve, davvero encomiabile.
Correndo sempre regolari attraversiamo Arcore, Usmate, Carnate, Cernusco
Lombardone, arriviamo in cima alla salita di Merate, al 20° km,
in 1h27', in ottime condizioni tutti e tre. Nella lunga discesa verso
Calco acceleriamo di qualche secondo l'andatura, nel successivo tratto
in falsopiano fino ad Olginate ritorniamo al ritmo iniziale, passando
al 30° km poco sotto le 2h09'.
Continuiamo così fino a Calolzio dove, messe le pile frontali,
inizia la salita verso Erve: guardandoci negli occhi decidiamo di camminare
sui gradoni e di correre nei restanti tratti. Appena iniziano le prime
rampe vedo che Paolo e Simone stanno bene e mi metto davanti a scandire
il ritmo, anche sugli scalini camminiamo di buon passo.
A Rossino, finiti i gradoni, vedo in leggera difficoltà Simone,
lo aiuto spingendolo leggermente in salita, mentre Paolo sta benissimo.
Arriviamo a Erve poco sotto le 2h49', ottimo tempo, beviamo velocemente
al ristoro e poi via, verso il Prà di Ratt. Simone dice a Paolo
che ritmo tenere mentre io sono dietro a controllare la situazione,
mi sento veramente bene.
All'inizio del sentiero, dopo il ponticello, camminiamo sulle prime
rampe ripide, riprendiamo a correre nel successivo tratto in piano e
dopo pochi minuti inizia il Prà di Ratt. Saliamo di buon passo
senza fermarci, incoraggio Simone incitandolo a non mollare ed appoggiandogli
la mano sulla schiena nei tratti più impegnativi, lui mi dice
che tutto è ok e procediamo senza problemi.
Finalmente siamo in vista del Forcellino, dove ci fermiamo qualche secondo
a bere, parlandoci in quei momenti sembriamo avere ancora energie, infatti
decidiamo di correre nel falsopiano fino al crocefisso.
Paolo è davanti lucido e tonico, Simone in mezzo corre in scioltezza,
io dietro guardo il cronometro ed intravedo la possibilità di
fare un grande tempo, impensabile all'inizio. Al crocefisso, quando
mancano pochi minuti all'arrivo, rompo gli indugi e mi metto davanti
a tirare incitando Paolo e Simone che rispondono bene. Ormai ci siamo:
nella pineta sotto il rifugio, sentiamo le voci e intravediamo le luci,
ci diamo tutti la mano per l'ultimo sforzo, arrivando in 3h44'08'',
record per tutti, strafelici, contentssimi, ed in ottime condizioni.
Ci cambiamo velocemente, ci rifocilliamo
con un buon panino alla salamella e una birra, aspettiamo l'arrivo degli
amici dell'Athletic Club Villasanta, con i quali si festeggia il compleanno
di due di loro con pane, salame e spumante.
Ci informiamo della nostra posizione in classifica e con inaspettata
meraviglia siamo al 6° posto. Che grande gara abbiamo fatto! Dico
a Simone e Paolo, colmi di gioia.
TUTTI PER UNO E UNO PER TUTTI! Sono Paolo, Federico e Simone i tre moschettieri
che hanno vinto il Resegone!
RESEGUP…… Ne avete mai sentito parlare ? Credo
di no, visto che quella che si è disputata il 5 Giugno è
stata la prima edizione.
L’idea è nata da Giuliano Spinelli, che parlando con Sergio
Riva, ha saputo di questa nuova Skyrace. Abbiamo pensato di potercela
fare, visto il nostro allenamento su e giù per le scale a consegnare
mobili, e così ci siamo iscritti coinvolgendo anche altri atleti
del G.P. Villasantese (Luciano ed Eduardo) che subito hanno acconsentito
ad aggregarsi alla combriccola.
Ci troviamo dunque Sabato 5 Giugno sul lungolago di Lecco pronti per
la partenza di questa nuova avventura, ma con qualche dubbio e incertezza
sulla riuscita dell’impresa.
Ore 16 finalmente si parte, fa un gran caldo, ma cominciamo a salire
verso il rifugio Stoppani. Giuliano parte di buon passo, io capisco
che è meglio rallentare se voglio finire la gara e proseguo con
il mio passo. Quando il sentiero non consente più di correre,
in quanto troppo ripido, vengo raggiunto da Sergio e da Eduardo che
mi superano.
I problemi iniziano dopo il rifugio Stoppani; il sentiero diventa sempre
più impegnativo e i ristori finiscono, comunque arrivo in vetta
al Resegone al rifugio Azzoni dove trovo Cecchino che mi dice che gli
altri hanno già iniziato la discesa.
Dopo essermi rifocillato abbondantemente inizio a stare meglio, ma inizia
anche la “maledetta” discesa e vengo raggiunto da Luciano
che mi distanzia facilmente.
Nel tratto che conduce ai Piani d’Erna c’è ancora
qualche salita, mi sento abbastanza
bene e al ristoro raggiungo Eduardo e Luciano.
Ricomincia la discesa e, dopo quattro ore di corsa arriviamo finalmente
al traguardo.
Anche questa è fatta, e, dopo un meritato spuntino, tutti a casa
soddisfatti delle
proprie prestazioni.
Resegup Skyrace, partita sabato 5 giugno alle ore 16.00
da Lecco, lungolago, passaggio in vetta al resegone (1.877 mt ) e ritorno
in centro citta' con arrivo in piazza Cermenati.
distanza 24km circa, dislivello 1.800mt D+ ( 308 atleti alla partenza
)
Noi abbiamo fatto la nostra Lecco-Resegone !! Un in bocca al lupo per
gli amici del G.P.V.
che Sabato 19 Giugno parteciperanno alla mitica Monza-Resegone.
Tutto è nato quando ho detto a Bruno Beretta che
volevo partecipare alla Monza –Resegone,insieme al mio collega Carlo
ed ad un nostro amico, Stefano. Gli ho chiesto che ne pensava e lui, colto
alla sprovvista, mi ha detto che anche se ero sicuro della mia scelta
non dovevo comunque prendere sotto gamba una corsa come la Monza-Resegone.
Ci salutammo con l’intenzione di aggiornarci nuovamente sulle mie
intenzioni, ma non era nemmeno passata mezz’ora che mi richiama
per dirmi che se volevo avremmo potuto incontrarci la domenica seguente
sfruttando una “tapasciata” per fare un lungo tutti insieme,
compresi Fabrizio e Paolo suoi compagni per la Monza-Resegone.
Quella domenica non mi sentivo in particolare forma, per via di un virus
intestinale che mi tormentava da tutta la settimana, tanto che al 23Km
mi staccavo dal gruppo e me ne tornavo alla macchina deluso ed amareggiato.
Il giorno prima Bruno mi aveva parlato della maratona di Custoza, una
sorta di anteprima per la Monza-Resegone, proprio per il suo tratto pianeggiante
all’inizio e il sali e scendi nel finale; nonostante la possibilità
di fare esperienza, la forma in cui mi trovavo e gli impegni di famiglia
(mia moglie lavora la domenica) mi avevano fatto rinunciare da subito.
Arrivato il momento dell’iscrizione alla Monza-Resegone, rimasi
un poco rattristato, visto che fu chiusa praticamente il giorno stesso
per eccesso di domande. Mi venne però in mente della maratona di
Custoza subito la domenica seguente, così ho telefonato a Bruno
e gli ho chiesto se c’era ancora la possibilità di iscriversi,
lui mi ha detto che non c’era problema così ci siamo messi
d’accordo per domenica mattina io, lui, i due Fabrizio e Paolo,
in cinque verso la 42Km di Custoza.
Il giorno della gara sveglia alle 05:00 e fatta colazione con una banana
e due toast di marmellata, per restare leggero, sono uscito di casa con
borsone degno di un marine con ogni cosa che poteva servire in qualsiasi
condizioni atmosferica. alzando lo sguardo al cielo, il mio primo è
stato “Speriamo di non fare 42Km sotto un nubifragio”. La
temperatura era di 11 gradi, ideale per una maratona, ma quelle nuvole
nere all’orizzonte non promettevano niente di buono.
Salito in sella al mio scooter mi dirigo a casa di Bruno dove trovo già
pronti Paolo e Fabrizio. Siamo subito raggiunti da Bruno e dopo alcuni
minuti d’attesa decidiamo di chiamare Fabrizio (l’altro) onde
evitare ritardi, e visto che Fabrizio abita nello stesso palazzo di Bruno
lui si offre di citofonare ma a causa della mancanza degli occhiali è
costretto a chiamare aiuto così Paolo lo raggiunge chiamano Fabrizio
e appena ci raggiunge partiamo diretti a Sommacampagna.
Durante il tragitto si parla del più e del meno, ma il mio pensiero
è’ rivolto alla gara. Faccio conoscenza con Fabrizio e Paolo
visto che li ho incontrati solo un paio di volte, bravi ragazzi e molto
simpatici, del resto come quasi tutti i runners che conosco persone semplici
e alla mano.
Arrivati alla destinazione ci incontriamo con Luca, Silvano, Nicoletta
ed Elena, altri amici del G.P.V.; andiamo quindi a ritirare il pettorale,e
qui capisco il clima di festa con cui vivono la maratona le persone del
posto, conosco già il mio numero 680. Dopodiché andiamo
a berci un caffè al bar, grave errore per Fabrizio perchè
se hai lo stomaco sensibile ti può giocare strani scherzi.
Arrivati in palestra Bruno ha la brillante idea di mettere
le borse sopra le gradinate unico posto libero dove cambiarsi: capiamo
dopo la maratona perchè sono stati lasciati enormi spazi sopra
le gradinate.
Stranamente quella mattina non sentivo la stessa tensione che avevo avuto
nelle altre competizioni, non che ne abbia fatte tante, mi sentivo tranquillo
forse perchè non sapevo a cosa andavo in contro ma sapevo che dovevo
essere determinato, e soprattutto non volevo fare figuracce coi miei compagni.
Mi sono ricordato cosa mi diceva Fabrizio, cioè di non partire
forte, e mi sono anche venuti in mente i consigli che leggevo su libri
ovvero mantenere il ritmo costante.
che io avevo calcolato attorno ai 5’35’’/Km.
Prima della partenza mi rimpinzo con 2 confezioni di gel energetici visto
che credo molto nei supplementi energetici essendo un ex culturista so
di cosa ha bisogno il mio corpo; mi porto anche due pastiglioni di fruttosio
e maltodestrine per i momenti di crisi.
L’unica cosa che mi preoccupava erano i crampi, ho una tremenda
paura dei crampi: ricordo una volta che ero uscito a fare un allenamento
sopra Montevecchia e dopo circa 19Km mi colse un crampo improvviso in
una salita, dove la strada non era frequentata da nessuno, se non da un
pazzo con un mega crampo al femorale.
Dopo un breve riscaldamento Paolo ha chiesto a Bruno quale andatura avrebbe
adottato, e lui ha risposto che voleva andare tranquillo, e chiuderla
in 4h o 4h30’. Io penso: va bene allora seguirò l’andatura
di Bruno, mentre Fabrizio intendeva correre fino ai 30km intorno ai 5’20’’/Km
e poi avrebbe visto se darci dentro o meno.
Alla partenza tutti vicini ed allineati e dopo una stretta di mano e i
buoni auspici esplode il colpo che da il via alla maratona di Custoza:
9 Maggio 2010 ed io parto per la mia prima maratona.
Partiti si fa il giro del paese con le facce perplesse della gente, bambini
che salutano, danno il cinque, ed io mi sento bene, sono felice, alzo
lo sguardo al cielo e spero che non piova visto che le nuvole nere ci
hanno seguito.
Guardo il mio GPS e vedo che il passo e’ di 10-15 secondi più
veloce del programmato, però le gambe girano bene e proseguo insieme
ai miei compagni comunque dopo il primo ristoro decido di rallentare un
po’, ricordandomi di quello che mi ha detto Fabrizio (vai piano
all’inizio!), e anche perché non sapevo cosa mi aspettava
dopo, a livello fisico ma soprattutto mentale così ho optato per
il risparmio energetico.
Andavo al passo dei miei compagni li vedevo erano avanti a me di 50m.
Al 13Km, mentre passiamo in paese, vedo Fabrizio G. che cambia improvvisamente
direzione, sotto gli occhi increduli della gente sbigottita davanti a
questo inaspettato fuori programma, si dirigeva verso una piazza affollata
e poi lo perdo di vista .
Proseguo la mia corsa iniziando la discesa verso il Mincio gettando occhiate
all’indietro per vedere cosa ne è di Fabrizio. Dopo un po’
lo vedo arrivare, con una falcata rilassata, di uno che aveva appena incominciato
la sua corsetta domenicale. Mi spiega che il caffè aveva fatto
il “effetto”, ma passato il peggio, mi sorpassa e raggiunge
gli altri che ormai avevano guadagnato un certo margine.
Tutto bene fino al 34° Km quando sento un leggero crampo alla gamba
sinistra, non gli ho dato molto peso, ero sicuro di farcela. I Km passavano
e il ritmo diminuiva con la stanchezza, i piedi mi chiedevano quando si
sarebbero fermati, le unghie sembrava si staccassero, ma dovevo proseguire,
avevo promesso a mio figlio che gli avrei portato la medaglia della maratona
quella che danno ai finisher.
Il mio pensiero era rivolto a lui, e ai miei compagni: non potevo fare
una figuraccia, sapevo che stava finendo ero ormai al 38° Km, quando
all’improvviso, il segnale che avevo avuto in precedenza, diventa
una realtà così afflitto da un crampo quasi mi ha fatto
cadere, mi sono dovuto fermare. Sbigottito, incazzato, incredulo mi sono
guardato intorno accorgendomi che c’era gente che ormai passeggiava,
corrichiava che mi guarda come a dire “Eh si, anche tu sei come
noi!”. Chiudo gli occhi per un secondo,e mi viene in mente il viso
di mio figlio, le parole di Bruno, le raccomandazioni di Fabrizio. Ricomincio
a correre, poi nuovamente un crampo, ancora corsa continuo così
per più di 2Km ed arrivato a 200m dal traguardo faccio uno sprint
con un altro runner: la gente mi saluta, i bambini tifano.
Vedo e respiro ancora il clima di festa che ho trovato quella mattina
quando sono arrivato. HO CONCLUSO LA MIA PRIMA MARATONA IN 4h04’
ma il tempo non mi interessa, l’importante è stata concluderla,
è stata una delle esperienze più incredibili della mia vita.
La Maratona mi ha insegnato a non correre contro me stesso ma a correre
per me stesso: mi ha insegnato disciplina, costanza, determinazione, sopportazione
e forza mentale .
Auguro a tutti, con tutto il mio cuore, di poter correre almeno una maratona
nella propria vita.
Ringrazio vivamente i miei compagni del G.P.VILLASANTESE Bruno, Fabrizio
B., Paolo e Fabrizio G., ma in particolar modo Bruno che dopo 42km ci
ha fatto salire le gradinate per recuperare le borse e farci una doccia
.
Scherzi a parte un grosso abbraccio a tutti e un mega grazie a Bruno che
mi ha fatto vivere una 42km veramente intensa, buonissimi i loro tempi,
specialmente di Fabrizio Garancini che è arrivato prima di tutti.
Continua alla prossima…
Gesini Gabriele
21 MARZO 2010
UNA
DOMENICA RICCA DI IMPEGNI E SODDISFAZIONI PER IL
G.P.V.
Il primo giorno di primavera, bagnato da una pioggerellina
autunnale tanto che sembrava di essere a novembre, ha impegnato quasi
in toto il nostro gruppo sia come organizzatori che come atleti. Sotto
l'abile regia del nostro President Elio e dell'instancabile Ripa, parecchi
soci ed amici, già alle sette del mattino erano all'ingresso
del Parco a Cascina Costa Bassa a Biassono per allestire il ristoro
al 25° e 75° km della 100 km di Seregno e della Brianza marathon.
Qui gli atleti, soprattutto gli ultramaratoneti, potevano rifocillarsi,
cambiarsi gli indumenti bagnati, farsi massaggiare per prevenire eventuali
crampi, dove disponibilità ed incoraggiamento non mancavano mai.
Alla Brianza marathon hanno partecipato anche tre nostri atleti: il
tenace e mai domo Silvano Recalcati ha terminato in 3h23'19'', eccellente
3° di categoria; poco dopo arriva Eduardo Marcarelli in 3h27'56'',
infine il sorprendente Ambrogio Galbiati chiude in 3h39'51'', suo personal
best e 4° di categoria, davvero bravo. Altri 6 atleti hanno partecipato
alla Scarpa d'oro Half marathon a Vigevano, percorso vario e suggestivo
con passaggi nel centro storico e lungo il Naviglio, organizzazione
quasi perfetta con 1550 podisti al via all'interno dello Stadio comunale.
Ottimi i piazzamenti dei ''nostri'': partiamo dalle Lady, dove una più
che positiva Maurizia Fracasso fissa il time a 1h59'09'', confermando
un buono stato di forma che gli permette di aggiudicarsi il settimo
posto di categoria.
Federico Morelli corre la sua prova in 1h15'57'', record
personale, 25° assoluto e 2° di categoria, Lorenzo Beretta in
1h18'19'', anche lui record personale che conferma la sua continua crescita,
41° assoluto e 4° di categoria. Fabrizio Garancini, alla sua
prima mezza, finisce in 1h34'32'', davvero bravo all'esordio, prestazione
che promette ampi margini di miglioramento. Fabrizio Brambilla, con
una prova maiuscola e convincente, termina in 1h37'01'', mentre Bruno
Beretta, nonostante non fosse soddisfatto, chiude con un più
che onorevole 1h37'38''. Infine, un plauso a tutti i collaboratori,
amici del G.P.V. ed atleti che hanno onorato gli impegni intrapresi
questa domenica.
.........scritto da: Federico
Morelli ........................................
. Foto di: Arturo Barbieri
PRESSO
LA SEDE È DISPONIBILE IL RITIRO DELLA NUOVA DIVISA SOCIALE
Domenica
3 gennaio 2010 si è disputata la prima edizione della maratonina
di Annone B.za, nonostante il freddo intenso -3° e un percorso ondulato
a tratti impegnativo non ha certo scoraggiato il nostro atleta Paolo
Fumagalli ha tagliare il traguardo con un ottimo real time di 1h31'17"
classificandosi 14° nella sua categoria.
Al
via erano presenti 320 atleti tra cui spiccavano nomi eccellenti nel
panorama atletico Brianzolo, tra cui Pietro Colnaghi risultato poi vincitore
con tempo di 1h:09'46", mentre in campo femminile la numero uno
è stata Paola Testa che ha chiuso in 1h24'12" .
Testo:
Bruno Beretta.................................................Foto:
Arturo Barbieri
Mentre ci spostiamo con l'auto
verso il parcheggio di Colle Brianza che serve da punto di ristoro
si scorgono paesaggi visti raramente negli ultimi anni: alberi completamente
coperti da uno strato di brina, strade brillanti una nebbiolina gelida
che avvolge ogni cosa tutt'intorno. La nostra meta, in questa mattinata
in cui il termometro segna -9°C , è l'eremo del San Genesio
o meglio la salita da percorrere per arrivarci.
La corsa in salita di circa 5Km è
ormai diventata una classica prima del Natale in cui gli appartenenti
al G.P. e altri amici si sfidano per vedere chi riuscirà ad arrivare
per primo in cima. Alla partenza siamo quasi 50 matti che sfidano un
freddo intenso, mitigato in parte dal sole nascente che ci riscalda
coi suoi caldi raggi di luce. Scendiamo veloci verso il punto in cui
inizia la salita vera e propria: alcuni decidono di partire immediatamente
senza aspettare il via mentre chi vuol far gara si schiera pronto a
prender parte alle danze.
Mentre corro mi rendo conto dell'aria
gelida che sembra quasi ghiacciare i polmoni e del fondo scivoloso a
causa del ghiaccio ma alzando il capo noto dei bellissimi scorci e mi
dico che ne è valsa la pena e penso che tutti condividano questo
mio pensiero…
Quando torniamo al parcheggio è
grande festa con il ristoro che potrebbe sfamare un esercito. Quest'anno
inoltre c'è un evento particolare da festeggiare i 50 anni (e
dico cinquant'anni!!!) di corsa del mitico Angelo il “Ripa” che quasi
si emoziona per la sorpresa che gli facciamo.
Parlando con gli altri e guardandomi
intorno mi rendo conto che siamo diventati un gruppo numeroso e molto
affiatato, e sicuramente convinto che il 2010 sarà ricco di soddisfazioni.
testo: Lorenzo
B. .......................................................foto:
Bruno B.
TESTO: Lorenzo Beretta ....................................
FOTO: Roberto Mandelli www.Podisti.net
testo
di Elena Ferrari ..•..
fotografie di Roberto Mandelli e Bruno Beretta
Dopo 9 mesi di duri allenamenti e infortuni
siamo arrivati al fatidico giorno della partenza, tutti carichi di sogni
da realizzare, partiamo in 16 di cui 11 tap runners..
L'arrivo a New York è sempre un'emozione,
il fuso orario non è un problema e il primo pensiero appena atterrati
è il magico pettorale che ti farà volare per 42,197 km.
Il giorno 31 vola che è un piacere
ogniuno di noi gironzola con discrezione per la grande mela cercando di
non affaticare i muscoli anche perchè il giorno dopo l'impegno
è grande..
Alla mattina del 1 novembre sveglia alle
4,30 (Cavicchioli lo perdiamo subito) veniamo imbarcati sul ferry boat
in mezzo ad una moltitudine di persone provenienti da tutto il mondo da
li veniamo trasportati nel grande campus, ogniuno con la propria destinazione
in base al colore del pettorale e lì veniamo lasciati a meditare
e riposare per parecchie ore.
Nel frattempo ne vediamo di tutti i colori
e gente di ogni tipo, la tensione sale (be non a tutti, Mario è
già in ritiro agonistico, mentre io e le mie compagne d'avventura
sembra che piu che una maratona stiamo per affrontare una lunga giornata
di shopping....)
Alle 9,40 Mario e Antonella della besanese
vengono incanalati nelle griglie per iniziare la loro avventura intanto
noi tapascioni restiamo al campus con thè caldo e pane, alle 10,20
io Luisa, Nicoletta, Roberto ed Erich la new entry del gruppo al suo esordio
(le scommesse sulla sua prestazione si sprecano ...110kg di peso e allenamento
poco o nullo...) siamo ai blocchi di partenza ora l'adrenalina e l'emozione
prendono il sopravvento sotto le note musicali di new york new york.
Sono stati 42,197 km d'emozione con bande
musicali goospel bambini che ti incitavano e scusate se è poco
migliaia di persone che ci chiamavano e dicevano "go rabbit"
perchè le donne del g.p villasantese hanno fatto tutta la maratona
con le orecchie da conigliette ( non quelle di play boy).
La fatica è stata tanta, la maratona
di NewYork è molto impegnativa (i professionisti dicono anche tecnica,
bhoooo!) ma l'abbiamo vissuta molto intensamente naturalmente senza ambizioni
di tempo... i tempi di tutto risppetto dei tap runners sono stati i seguenti:
Villa Mario 2,58 the best, Antonella
3,40, Ghezzi Roberto 3,50, Elena
e Nicoletta 4,41(come potevamo non fermarci
a fare le foto con i pompieri?), Lella 4,50,
Cavicchioli 4,58, Erich
6,58 partito con la luce arrivato col buio:)
Ogniuno di noi ha goduto di questo evento
internazionale e alla sera tutti eravamo felici, avevamo corso nella grande
mela, abbiamo fatto parte della storia con o senz ambizioni di tempo tanto
a conti fatti il vincitore c'era già New York city where the
world comes to run.
testo di Lorenzo
Beretta —•— fotografie
di Arturo Barbieri
In
una classica cornice autunnale novembrina una parte del G.P. Villasantese
insieme ad alcuni infiltrati tra cui io (pol. Besanese) e ad alcuni amici
di Vedano e dei Gamber ha fatto trasferta in provincia di Varese per disputare
la Mezza di Busto Arsizio, una mezza maratona che si presta ad essere
corsa con lo scopo di un buon tempo finale visto il percorso piatto e
caratterizzato da viali lunghi e curve ampie.
Al mattino ci ritroviamo al solito punto
d'incontro, decidiamo con quali macchine andare e partiamo alla volta
di Busto. Appena partiti ci dividiamo e prendiamo strade differenti (e
dire che dovevamo restare tutti insieme e superfluo) così ognuno
arriva per la propria strada.
Il tempo è pessimo piove piuttosto
intensamente fa piuttosto freddo e come se non bastasse tira un'arietta
gelida che fa venire la pelle d'oca. A causa delle condizioni meteo avverse
il nostro amico Domenico decide di dare forfait mentre il resto della
comitiva decide anche se con un poco di ritrosia di partire e correre
lo stesso, per ciò che mi riguarda, dopo uno scambio di “buona
corsa” con papà, mi aggrego a Federico per un breve riscaldamento
in vista della partenza.
nella
foto: Anna, Isabella e Paolo
È tutto pronto, e un Dio benigno
che guarda noi podisti decide di far smettere di piovere così per
lo meno ci sarà evitato il classico bagno di acqua gelida.
Si parte con un
percorso bagnato e pieno di pozzanghere che, soprattutto nella fasi iniziali
nella ressa della partenza, è difficile evitare. Le scarpe sono
ormai zuppe e mentre il gruppo si sgrana la famigerata arietta comincia
a farsi sentire e sembra soffiare sempre contro noi che corriamo.
nella foto: Federico
e Lorenzo
nella foto: Valentino
I chilometri passano veloci e a metà
della corsa si transita su una pista di atletica che segna il confine
fra la prima e la seconda metà della gara. Tutti corrono, ognuno
con il proprio ritmo, qualcuno fa gara in solitaria e qualcun altro decide
di correre con un amico…
nella foto: Gerardo
nella foto: Fabrizio
e Bruno
Al traguardo tutti siamo stanchi e contenti
indipendentemente dal tempo ottenuto: c'è chi ha fato il personale,
chi ha corso al ritmo che si era prefissato e chi ha corso la mezza come
un test, comunque mettendo i tempi per iscritto la situazione finale è
la seguente: Federico Morelli (meno male che aveva appena corso la maratona…)
1h.17'.39”, Lorenzo Beretta (non sono del G.P.V. ma perdonatemi) 1h.18'.38”,
Valentino Moguzzi (grande ritorno) 1hg.25'.18”, Angelo Ripamonti (sempre
verde) 1h.31'.58”, Paolo Fumagalli 1h.31'.32”, Gerardo Rossini 1h.33'.14”,
Pizzaballa Paolo 1h.38'.17”, Bruno Beretta 1h.38'.31”, Perego Gianluca
1h.38'.43”, Fabrizio Brambilla 1h.39'.27” e Maurizio DiMartino 1h.48'.05”.
nella foto: Angelo
Ripamonti
nella foto: GianLuca
nella foto: Paolo
Come sempre alcuni tra di noi riescono
ad essere premiati: Federico è sesto, Angelo secondo, Egidio (Gamber)
è primo mentre per il gentil sesso Anna ed Isabella (Vedanese e
Daini di Carate) sono entrambe quarte nelle rispettive categorie.
Mentre torniamo a casa ripenso ai momenti
salienti della giornata e mi godo la soddisfatto la bella esperienza vissuta
tra amici.
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DALLA TERRA AL MARE DOVE TUTTI I
RUNNER SONO PROTAGONISTI
Ho partecipato per
la prima volta a questa affascinante maratona spinto ogni anno dall'atmosfera
coinvolgente che percepivo mentre vedevo le immagini scorrere in televisione.
Già dal ritiro
del pacco gara al Parco di San Giuliano a Mestre si respirava un'aria
di festa e allegria con i vari stand che proponevano i loro prodotti,
dove ricevevi gentilezza e cortesia da parte degli addetti ai lavori.
Incrociando lo stand della rivista Correre, ho notato Orlando Pizzolato,
di cui è il direttore, che dispensava preziosi consigli ai vari
runner presenti e non potevo perdere l'occasione per scattare una bella
foto con lui.
Domenica mattina
sono puntuale alla partenza a Stra e nonostante la località fosse
piccola e graziosa, l'organizzazione era perfetta per il ritiro delle
borse e la procedura di start dove ognuno con il suo pettorale era incanalato
nella zona di pertinenza, il tutto veniva svolto con calma e tranquillità.
Lo speaker era bravo a scaldare cuore e muscoli degli oltre 6.500 podisti,
anche quelli che erano in fondo al lungo serpentone, e finalmente ecco
il via accompagnato dalla fanfara dei bersaglieri. Mi ero prefissato di
finire la maratona in 2h50' ed ero speranzoso di riuscirci, soprattutto
con gli ultimi 3 km dove bisognava superare ben 14 ponti.
I primi 28 km sono
molto scorrevoli e lungo la strada il folto pubblico incita tutti a gran
voce, i ristori sono ben segnalati ed abbondanti, ad ogni paese c'è
una banda musicale e veramente si respira un'atmosfera gioiosa che allevia
la fatica.
Dal 28 km si entra
nel Parco di San Giuliano e da qui il percorso, da veloce diventa mosso
e impegnativo con piccoli saliscendi all'interno del parco stesso, ma
si vede già il mare e laggiù in fondo si scorge Venezia.
Dal 32° km inizia il ponte della Libertà, lungo 5 km che collega
Mestre a Venezia, sembra non finire mai, la mia corsa è ancora
fluida e sciolta, mi sento bene ed arrivo al 35° km in 2h20'.
Ecco che al 37°
km si affronta un lungo ponte con svolta a destra verso punta della dogana,
inizio ad avvertire un po' di fatica e cerco di recuperare in discesa,
si entra in Venezia e si inizia a correre ai bordi del mare, è
una bellissima sensazione, subito interrotta dal 1° ponte da superare,
siamo al km 39. Faccio fatica su queste rampe di poche decine di metri
che spezzano il ritmo, il ponte che oltepassa il Canal Grande è
impegnativo, lo supero con un po' di sofferenza, ma il traguardo è
ormai vicino.
Arrivo all'ultimo
km in difficoltà, sento il pubblico che incita a gran voce di fianco
a piazza San Marco e al Palazzo Ducale, prendo le ultime energie per gli
ultimi metri e termino in 2h50'13', veramente soddisfatto per come ho
corso nonostante le fatiche finali, ma questo è il percorso di
Venezia: tutto quello che ti dà all'inizio lo toglie alla fine.
All'arrivo trovo subito la mia sacca, mi cambio e dopo esseremi dissetato
mi ristoro con un buon piatto di pasta, sono in buone condizioni, le gambe
le sento sciolte e non avverto nessun dolore.
Rientrando a Mestre
Tronchetto con il vaporetto, ammiro il bellissimo panorama della città
scaldato da un sole più estivo che autunnale, osservando come il
pubblico applaudiva e incoraggiava i podisti negli ultimi chilometri.
Rifacendo il ponte
della Libertà in pullman, notavo i runner delle 5 e più
ore in maratona che venivano ulterormente esortati a non mollare dagli
addetti ai ristori e dai numerosi appassionati presenti.
Arrivato in albergo
a Mestre, con una doccia calda sono veramente a posto, pronto per rientrare
a Villasanta, sereno e soddisfatto per aver vissuto intensamente una stupenda
esperienza, ove tutti i podisti, dal primo all'ultimo, hanno ricevuto
assistenza, gentilezza e cortesia, alleviando così la fatica che
la maratona comporta, contorrnati da un paesaggio unico al mondo.
Federico
Morelli
LA
5 CASTELLI HALF MARATHON
di Lorenzo
Beretta
In occasione
della 13° "5 castelli half marathon", svoltasi a Bedizzole
(BS) l'11 ottobre, il G.P.V. con gli amici dei Gamber de Cuncuress Egidio,
Alberto alias "Citti" e l'infiltrato della Besanese Lorenzo
ha partecipato con i suoi atleti alla manifestazione podistica di 21,097
Km. Con uno sfondo suggestivo che comprendeva anche il lago di Garda,
il percorso è risultato ostico ed impegnativo a causa dei numerosi
saliscendi e delle tre salite quasi interminabili che hanno fatto sudare
tutti gli atleti partecipanti. Il primo all'arrivo della comitiva è
risultato Lorenzo Beretta con 1h 19' seguiti da Lucio Resnati 1h 28',
Valentino Monguzzi (rientrato alla grande dopo un lungo stop causa infortunio),
Angelo Ripamonti 1h 33' Silvano Recalcati, Gabriele Sala ed Egidio a pochi
secondi l'uno dall'altro a circa 1h 40', Bruno Beretta 1h 46', Il Citti
1h 47' seguito da Maurizio Di Martino (new entry) 1h 48 ed infine Ambrogio
Galbiati con 1h 56'. La prestazione di alcuni è stata coronata
dal podio nelle rispettive categorie ed in particolare: Lorenzo 3°
nella cat. TM, il "Ripa" e il "Citti" 1° e 3°
nella cat. MM65 ed il mitico Egidio 1° nella cat. MM70.
Dopo la fatica
accompagnati dalle moglie e dai figli nonchè dal presidente del
G.P.Villasantese Elio Riboldi
(per l'occasione
tifoso ed accompagnatore) tutta la combriccola si è recata a pranzo
nell'adiacente agriturismo dove meritatamente si è ripresa con
una sana mangiata. La meravigliosa giornata è stata tale anche
in virtù del bel tempo e del sole che con i suoi tiepidi raggi
ci ha regalato una giornata dal clima mite e dal cielo terso.
MEZZAMARATONA DEL V.C.O. 2009
IL ''RIPA'' ANCORA
ORO PER IL G.P.V.
di Federico Morelli
Non ci sono più aggettivi per
descrivere le prestazioni di Angelo Ripamonti, il "Ripa" per
tutti: straordinario, mitico, inarrivabile, ormai non si sa più
cosa dire del nostro portacolori nonchè instancabile dirigente.
Nella mezzamaratona del V.C.O., corsa a Gravellona Toce sulle sponde piemontesi
del Lago Maggiore domenica 27 settembre, ha ottenuto il 1° posto di
categoria, MM65, con un ottimo crono di 1h33'14'', distanziando il 2°
classificato di ben 3'30''. Chi non lo conosce di persona si domanderà
come si possa correre così forte alla sua età:fisico da
atleta, allenamento continuo, alimentazione corretta, una vita sana e
regolare non sono sufficienti; solamente guardando nei suoi occhi, acuti
e brillanti, si possono scorgere passione, grinta e un sano agonismo che
gli permettono di allenarsi tutti i giorni con allegria, dispensando preziosi
consigli a chi corre con lui e a chi viene in sede il venerdì sera,
ove lo si trova puntualmente.
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